Guerra in Medio Oriente, i titoli dei big del petrolio che cavalcheranno a lungo il super barile
Guerra in Medio Oriente, i titoli dei big del petrolio che cavalcheranno a lungo il super barile
Più di un mese dopo i primi missili su Teheran, i grandi gruppi petroliferi internazionali hanno corso a doppia cifra percentuale in borsa. Il trend sembra destinato a durare, ma non tutti ne coglieranno interamente i benefici. Da Barclays a Mediobanca, ecco i giudizi del mercato su Eni, Repsol, Saipem, Galp, Tenaris, Totalenergies & C.

di di Angela Zoppo 02/04/2026 20:30

Ftse Mib
45.624,94 23.50.50

-0,20%

Dax 30
23.168,08 23.50.50

-0,56%

Dow Jones
46.504,67 0.27.01

-0,13%

Nasdaq
21.879,18 23.50.50

+0,18%

Euro/Dollaro
1,1541 0.54.39

-0,04%

Spread
86,76 17.29.54

+0,55

Sono passati 35 giorni dai primi bombardamenti di Usa e Israele sull’Iran del 28 febbraio e dall’innesco della nuova guerra del Golfo che sta provocando uno shock energetico di cui si fatica a intravedere la fine: un mese abbondante in cui i titoli Eni (+ 21%), Saipem (+15%), Repsol (+ 21,4%), TotalEnergies (+ 15%), Galp (+ 9%) e via dicendo sono rimasti incessantemente sotto i riflettori delle banche d’affari.

Nel suo aggiornamento sulle commodity, Intesa Sanpaolo delinea uno scenario Brent da cardiopalma verso nuovi record in area 150 dollari nel secondo trimestre. Nel peggiore scenario preso in esame - stretto di Hormuz bloccato fino a fine agosto e danni seri alle infrastrutture - la media Brent 2026 è vista a 108 dollari.

I titoli all’esame di Mediobanca Research

Focalizzato sui titoli di settore, anche l’ultimo report di Mediobanca Research parte dai picchi raggiunti dal Brent a quasi 120 dollari, di riflesso al rischio di interruzioni dell’offerta, ponendo la domanda cruciale per tutti gli investitori: il rialzo del petrolio è sufficiente a compensare eventuali perdite di produzione per le compagnie esposte al Medio Oriente? La risposta, ovviamente, non è omogena.

Mediobanca sottolinea che la selezione dei titoli è fondamentale, proprio alla luce della diversa esposizione all’area geografica più calda del momento. Sei le società in esame: Eni, Repsol, Totalenergies, Galp, Saipem e Tenaris, in uno scenario commodity rivisto al rialzo, incorporando un premio geopolitico più elevato, che gli analisti ritengono possa durare nel tempo. E quindi, Brent a 83 dollari al barile nel 2026 (dai precedenti 63), a 82 dollari nel 2027 e a 75 dollari (da 70) dal 2028al 2030. Per il gas, invece, la stima 2026 passa da 35 a 42 euro per megawattora al Ttf.

Partendo da Eni, il giudizio di Mediobanca sale da neutral a outperform, con target price quasi raddoppiato da 15,5 a 28 euro. La valutazione ingloba la limitata esposizione al Medio Oriente, la crescita attesa della produzione e la forte leva del petrolio, ma anche lo scatto della divisione Gas & Power. Su Repsol è confermato il giudizio outperform, con prezzo obiettivo che sale da 19,5 a 27 euro. La società beneficia della significativa esposizione al downstream, in particolare alla raffinazione, dove i margini in aumento sono un’importante spinta degli utili. Le attività downstream, inoltre, beneficiano di una fiscalità inferiore rispetto all’upstream.

Fa un passo indietro, invece, TotalEnergies, che diventa neutral, pur con un aumento del target price da 63 a 80 euro. Il gruppo francese sconta un maggiore rischio operativo rispetto ai peer per la sua significativa esposizione al Medio Oriente, che rappresenta circa il 15% della produzione e circa il 10% del flusso di cassa operativo. Retrocede anche Galp, a underperform, ma sempre a fronte di un miglioramento del target price da 19 a 20,5 euro. Nell’analisi di Mediobanca una parte rilevante della valutazione dipende dagli asset in Namibia, non ancora in produzione, il che riduce la reazione immediata del titolo al rialzo delle commodity.

Prezzo obiettivo in aumento anche per Saipem, da 3,3 a 3,6 euro, ma con raccomandazione abbassata a neutral. Mediobanca precisa che la società è esposta al Medio Oriente attraverso il backlog, ma non dovrebbe subire impatti immediati sui progetti in corso. I benefici del contesto più favorevole per il petrolio sono attesi nel medio termine.

Resta neutral Tenaris, con target price aumentato da 18 a 25 euro. La società è esposta ai segmenti più reattivi del ciclo petrolifero e presenta una posizione finanziaria solida, osservano gli analisti.

Gli 11 titoli sotto l’occhio di Barclays

Barclays invece allarga le sue valutazioni al 31 marzo a un campione di 11 titoli. Su Eni mantiene la view positiva (overweight) con target price a 28,5 euro: atteso un forte miglioramento operativo nel primo trimestre, crescita della produzione e il contesto favorevole dei prezzi sostengono la generazione di cassa. Anche Repsol è overweight con target price a 30 euro. Come Mediobanca, anche Barclays sottolinea i margini di raffinazione elevati e aggiunge l’ebit atteso in forte crescita. TotalEnergies beneficia delle stime di miglioramento degli utili, con raccomandazione overweight e target price a 94 euro. Galp (overweight) ha prezzo obiettivo di 26 euro, sostenuto dalle previsioni sull’ebitda e dai margini di raffinazione. Per Bp, overweight con target price a 6,5 sterline, Barclays prevede un netto miglioramento dell’ebit grazie a prezzi e margini più elevati, col downstream favorito dalla raffineria ed esposizione al Medio Oriente senza impatti rilevanti. C’è un rischio Qatar per Shell (overweight, con tp a 45 sterline) ma l’impatto dovrebbe essere compensato dai prezzi di petrolio e gas.

La terna norvegese e gli altri giudizi

Approccio prudente, invece, per la norvegese Equinor (underweight con tp a 330 corone norvegesi, nonostante il miglioramento operativo sostenuto dai prezzi delle commodity. Per restare in Norvegia, Barclays passa in rassegna anche Aker Bp (equal-weight con tp a 295 corone) e la controlata di Eni, Vår Energi (overweight con target price a 50 corone). La prima si tiene in equilibrio tra solidità operativa e limitati catalizzatori nel breve periodo, la seconda è ben posizionata per beneficiare del contesto di prezzi elevati, con potenziale di crescita di utili e cassa. Chiudono la carrellata Omv (underweight con tp a 52 euro) frenata dall’’impatto delle attività in Medio Oriente, e Neste (overweight con tp a 32 euro), grazie alle prospettive di utili in rialzo per il contesto più favorevole dei margini. A completare il set delle indicazioni più recenti, altre banche d’affari hanno detto la loro. Morgan Stanley, per esempio, ha alzato il target price di Eni, da 17,2 a 25,3 euro, con giudizio equal weight. Santander è outperform su Repsol con tp a 28 euro, mentre Goldman Sachs si mantiene su neutral e target price a 25 euro, come Berenberg su Totalenergies (neutral e prezzo obiettivo a 78 euro). Morgan Stanley è più ottimista su Galp con equal-weight e tp a 24 euro. Berenberg è buy su Saipem con tp a 3,9 euro. (riproduzione riservata)