Guerra in Iran, proseguono le trattative per lo Stretto Hormuz. Trump: voglio un risarcimento da Teheran per i danni
Guerra in Iran, proseguono le trattative per lo Stretto Hormuz. Trump: voglio un risarcimento da Teheran per i danni
Nonostante i progressi nei colloqui tra Teheran e l’Oman, lo Stretto di Hormuz resta bloccato. Il ministro degli esteri iraniano Araghchi: «Gli Stati Uniti hanno implorato di avviare negoziati»

di Redazione Online 11/08/2026 09:53

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In Medio Oriente continua lo stallo sulla pace. Mentre le trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz proseguono a rilento, il presidente degli Usa Donald Trump è tornato a gettare benzina sul fuoco minacciando di ritorsioni il regime degli Ayatollah. Dopo le notizie sulla riduzione dell'arsenale militare americano, il tycoon ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ancora la potenza per colpire Teheran: «Abbiamo la capacità di decapitare l'Iran». Il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto: «Gli Stati Uniti hanno implorato di avviare negoziati».

Le trattative sullo Stretto

L'Iran e l'Oman sembrano vicini a un accordo sulle modalità di navigazione delle navi nello Stretto di Hormuz, ma la controversia più ampia sulla completa riapertura del canale rimane irrisolta. Il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, nei giorni scorsi aveva dichiarato che erano stati concordati i parametri geografici di una rotta marittima, ma la dichiarazione congiunta non è ancora stata redatta. Baghaei aveva anche sottolineato che i colloqui vanno avanti in modo costruttivo, ma aveva avvertito che un accordo con il solo Oman non renderebbe lo stretto sicuro. 

Al momento, sembra che non siano in corso trattative sulle tariffe di transito, sebbene le discussioni riguardino servizi quali la navigazione sicura, la protezione ambientale e il monitoraggio marittimo, secondo quanto affermato da Teheran. L'ostacolo principale rimane il blocco navale reciproco tra Usa e Iran. Washington afferma che revocherà il blocco dei porti di Teheran una volta ripristinata la navigazione commerciale senza ostacoli e dopo che il regime degli ayatollah avrà rispettato i suoi impegni. I pasdaran, tuttavia, sostengono che la riapertura dipenda dalle concessioni statunitensi, tra cui i risarcimenti, nonché dalla revoca delle sanzioni e del blocco navale.

Il traffico marino a Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che la marina americana ha bonificato lo Stretto di Hormuz dalle mine e ora detiene il controllo «al 100%» della via navigabile. Trump ha poi aggiunto che sono «gli unici ad avere il controllo dello Stretto in questo momento», aggiungendo che «di tanto in tanto» la leadership di Teheran «posiziona una mina e noi la troviamo».

Le dichiarazioni del tycoon sono in contrasto con i dati sul traffico marittimo. Ieri, 10 agosto, hanno attraversato lo Stretto sei navi, rispetto a una media di circa 11 imbarcazioni registrata negli ultimi dieci giorni. Questo è quanto emerge dai dati di navigazione elaborati dalla piattaforma Kpler. Quattro navi mercantili, tra cui due petroliere vuote, sono entrate nello Stretto. Due altre imbarcazioni, una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto e un'altra che trasportava combustibili residui, ne sono uscite. Nel periodo prebellico, in genere circa 130-140 navi transitavano attraverso quella via marittima.

Trump chiede risarcimenti

«I rappresentanti della Repubblica Islamica dell’Iran chiedono un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto militare degli ultimi cinque mesi (scatenato dal fatto che non avranno mai un’arma nucleare), nonostante l'argomento non sia mai stato menzionato in nessuno dei nostri negoziati o incontri», ha scritto Trump sul social Truth. «Tuttavia, è un’idea interessante, perché ora anch'io pretendo un risarcimento dall'Iran per tutte le persone uccise e gravemente ferite dalle loro bombe piazzate lungo le strade e nei numerosi conflitti di cui sono tristemente noti - iniziati sotto la guida del generale Soleimani - incluse le famiglie delle vittime della Uss Cole e di migliaia di altri caduti in combattimento».

Un botta e risposta tra Washington e Teheran che non facilita le trattative in corso. Inoltre, il tycoon ha aggiunto che «un risarcimento dovrebbe essere corrisposto alle famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti innocenti uccisi dall'Iran negli ultimi 50 anni, per non parlare dei 52.000 uccisi negli ultimi cinque mesi. Ho dato istruzioni ai miei rappresentanti di inserire fermamente questa richiesta in qualsiasi futuro negoziato». In un secondo post, Trump ha anche scritto che Teheran «dovrebbe assumersi la responsabilità dei danni e delle morti causati alle popolazioni di Libano, Siria, Yemen e Gaza!». (riproduzione riservata)