«Sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale che sta generando un mondo sempre più governato dal caos. Sono preoccupata da un conflitto che, in particolare con la reazione scomposta dell’Iran, sta sostanzialmente bombardando tutti i Paesi, compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano. Sono ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia».
Inizia così l’intervista che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rilasciato a Rtl 102.5 a poche ore dagli interventi dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto in Parlamento per riferire sulla crisi in Medio Oriente. «Noi stiamo lavorando su tutti questi fronti», ha poi assicurato la premier che da lunedì 2 marzo ha convocato diversi tavoli a Palazzo Chigi per confrontarsi con ministri, tecnici e amministratori delegati delle aziende più sensibili alla guerra.
«Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere anche ingiustamente i prezzi dell’energia, i prezzi dei generi alimentari», è una delle «priorità sulle quali stiamo ovviamente incessantemente lavorando in queste ore», ha spiegato Meloni, che poco dopo ha raggiunto Palazzo Chigi per un nuovo vertice di maggioranza.
«Arera ha istituito una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas e voglio dire che anche se non dipende solo dall’Italia, purtroppo, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione», ha proseguito, assicurando che «sono pronta anche a reagire aumentando le tasse ad aziende che eventualmente dovessero speculare per rimettere i proventi sul taglio delle bollette».
«Contemporaneamente», ha spiegato la premier, «il ministro Urso ha attivato quello che tutti conosciamo come Mister Prezzi, cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare se ci sono aumenti anomali e ingiustificati dei prezzi, in particolare alla pompa di benzina e sui generi alimentari. Anche qui faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi».
«Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra. Per quello che riguarda le basi militari, mi pare che tutti si stiano in realtà attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato che esiste un accordo bilaterale e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo di basi spagnole. Significa che non viene messo in discussione quello che prevedono gli accordi. E penso che valga per tutti così, vale anche per noi».
La premier ha ricordato che in Italia ci sono «delle basi militari concesse all’utilizzo americano in virtù di accordi che risalgono al 1954. E sono sempre stati aggiornati. Secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche, sarebbe a dire operazioni di non bombardamento. Poi, se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro penso che sarebbe competenza del governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma credo che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso».
«L’Italia, come il Regno Unito, come la Francia, come la Germania, intende inviare aiuti ai paesi del Golfo. Parliamo di difesa, particolarmente di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche, ma soprattutto perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani e ci sono circa 2.000 militari italiani che noi vogliamo, dobbiamo proteggere. Tra l’altro, il Golfo è anche vitale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa».
Sui rischi terrorismo connessi all’escalation in Iran, «non siamo distratti. La guardia è altissima e particolarmente lo deve essere in un momento come questo. Sappiamo che il terrorismo legato al fondamentalismo islamico è un fenomeno particolarmente complesso, un fenomeno sul quale non si può e non si deve mai abbassare la guardia. Un fenomeno che utilizza anche attori e azioni solitarie. E questo è particolarmente complesso ma posso dire che anche da questo punto di vista siamo totalmente mobilitati. Sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, sono allertati permanentemente. Il ministro Piantedosi ha già convocato il Comitato nazionale ordine e sicurezza. Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo si sta riunendo in modo cadenzato. Da questo punto di vista abbiamo delle eccellenze».
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