Guerra in Iran, la diretta | Trump convoca la Situation Room e detta le condizioni a Teheran: «Decisione finale imminente»
Guerra in Iran, la diretta | Trump convoca la Situation Room e detta le condizioni a Teheran: «Decisione finale imminente»
Il tycoon ha ribadito una serie di condizioni già anticipate nelle ultime ore per un possibile accordo: stop al programma nucleare militare, distruzione dell’uranio arricchito, libertà di navigazione nello Stretto e nessun trasferimento di fondi a favore di Teheran

di di Giusy Iorlano   29/05/2026 09:00

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Dopo settimane di trattative altalenanti, Stati Uniti e Iran sembrano aver raggiunto un accordo per fermare la guerra. Secondo fonti citate da Axios, l’intesa sarebbe stata definita martedì e l’Iran sarebbe pronto a firmarla. Tuttavia Donald Trump non ha ancora dato il via libera definitivo e vuole riflettere ancora qualche giorno. Da parte iraniana c’è preoccupazione per la sua imprevedibilità e per il timore che non rispetti gli accordi presi. Nel frattempo il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar incontrerà a Washington, oggi 29 maggio, Marco Rubio per cercare di favorire l’intesa. Sempre a Washington oggi l’incontro delle delegazioni militari di Libano e Israele.

Ore 17:00 Trump, riunione nella Situation Room per decidere sull’Iran

Donald Trump annuncia di essere riunito nella Situation Room per «prendere una decisione definitiva» sull’Iran, in un momento di forte tensione sul dossier nucleare e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Lo ha scritto lo stesso presidente sul social Truth, ribadendo una linea estremamente dura nei confronti di Teheran.

Nel suo messaggio, Trump ha affermato che «l’Iran deve accettare che non avrà mai un’arma nucleare o una bomba», indicando tra le priorità anche la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz «senza pedaggi» e con traffico marittimo libero in entrambe le direzioni. Il presidente ha aggiunto che eventuali mine presenti nell’area dovranno essere rimosse o neutralizzate, sostenendo che Teheran dovrà procedere «all’immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste».

Secondo Trump «il materiale arricchito, talvolta indicato come "polvere nucleare”, che giace sepolto in profondità nel sottosuolo sotto montagne praticamente crollate, a causa del nostro potente attacco con i bombardieri B2 di 11 mesi fa, verrà portato alla luce dagli Stati Uniti (che, come è stato concordato, sono l’unico Paese, insieme alla Cina, con la capacità tecnica di farlo!), in stretta collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran, oltre che con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e DISTRUTTO. Non ci sarà alcuno scambio di denaro, fino a nuovo avviso», scrive su Truth.

Trump ha poi ribadito una serie di condizioni già anticipate nelle ultime ore per un possibile accordo con l’Iran: stop al programma nucleare militare, distruzione dell’uranio arricchito, libertà di navigazione nello Stretto e nessun trasferimento di fondi a favore di Teheran. «L’Iran deve accettare», ha scritto, sottolineando che l’incontro nella Situation Room servirà a definire la posizione finale degli Stati Uniti.

Ore 14:00 Iran: «Nessun trasferimento di uranio arricchito all’estero»

Teheran ribadisce la propria posizione sul dossier nucleare e afferma di non voler trasferire le scorte di uranio arricchito in un Paese terzo, uno dei principali nodi nei negoziati in corso con gli Stati Uniti.

A chiarirlo è stato il funzionario iraniano Ebrahim Azizi, secondo cui l’Iran «non intende trasferire il proprio uranio arricchito in un Paese terzo», confermando la linea di Teheran sulla gestione del materiale nucleare.

La questione riguarda circa mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%, ancora al centro del confronto tra Washington e Teheran, che prosegue parallelamente ai tentativi di definire una tregua e agli altri dossier aperti nella regione, incluso quello dello Stretto di Hormuz.

Ore 13:00 Teheran: «Controlliamo lo Stretto di Hormuz, Trump prende solo batoste»

Dura presa di posizione da parte di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Secondo Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera iraniana, l’Iran eserciterebbe un controllo consolidato sull’area e ogni tentativo degli Stati Uniti di modificarne gli equilibri sarebbe fallito.

Rezaei ha affermato che il controllo iraniano sullo stretto sarebbe riconosciuto a livello internazionale, sostenendo che le navi straniere vi transitano «chiedendo il permesso» e pagando «pedaggi», sotto la supervisione della Marina dei Pasdaran.

Il portavoce ha poi attaccato direttamente Donald Trump, sostenendo che il presidente americano non accetterebbe questa realtà e che i tentativi statunitensi di intervenire nell’area si sarebbero conclusi con esiti negativi, con le forze americane costrette a ritirarsi. «Arrivano, prendono una batosta e tornano indietro», ha proseguito. «Invece di inutili lamentele e chiacchiere, pensate a inchinarvi al potere degli iraniani nel Golfo Persico», ha concluso.

Ore12:00 Hezbollah: «L’Iran vuole includere il Libano in un accordo con gli Usa»

Hezbollah sostiene che l’Iran non accetterà alcun accordo regionale con gli Stati Uniti che non includa anche il Libano. Lo ha dichiarato il deputato del movimento sciita Hassan Fadlallah, affermando che Teheran è impegnata nel coordinamento con il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri per fermare gli attacchi israeliani.

Secondo Fadlallah, esiste una «insistenza iraniana nel fermare l’aggressione contro il Libano» e il coordinamento tra le parti sarebbe costante. L’esponente di Hezbollah ha inoltre accusato Israele di intensificare le operazioni militari per influenzare i negoziati in corso.

Le dichiarazioni arrivano mentre a Washington si svolgono nuovi colloqui indiretti tra Libano e Israele, mediati dagli Stati Uniti, su sicurezza e questioni militari. Beirut chiede il ritiro delle forze israeliane dal proprio territorio, mentre Israele lega eventuali progressi al disarmo di Hezbollah.

Ore 11:00 Libano: Iran condanna brutali raid Idf, Usa complici crimini

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha condannato i «brutali» attacchi israeliani contro il Libano e ha accusato gli Stati Uniti di essere «complici» dei «crimini» commessi dall’Idf in Libano, nei Territori occupati palestinesi e in tutto il Medio Oriente. Come ricorda Al Jazeera, secondo il ministero della Salute di Beirut, almeno 3.324 persone sono state uccise e 10.027 ferite in Libano dall'inizio del conflitto il 2 marzo. Nel Paese vige formalmente un cessate il fuoco, violato quotidianamente sia dai soldati israeliani che dai miliziani di Hezbollah. Negli ultimi giorni l’Idf ha ripreso a bombardare sistematicamente il Paese, arrivando a colpire Tiro e la zona di Beirut oltre che il sud e la valle della Bekaa, e ha ampliato i combattimenti sul terreno, operando a nord della linea difensiva auto-imposta nel sud del Libano.

Ore10:00 Iran: «La Cina può garantire un’intesa con gli Usa»

Teheran ritiene che la Cina possa fare da garante a un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere iraniano, secondo cui Donald Trump preferirebbe un’intesa a una nuova escalation, nonostante negoziati «molto difficili» e complessi.

Firouzabadi ha inoltre sottolineato l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz, definendolo uno strumento centrale del potere iraniano. Secondo l’esponente di Teheran, l’Iran deve conciliare sicurezza nazionale e libertà di navigazione internazionale, mentre il futuro giuridico dello stretto sarà deciso insieme all’Oman.

Ore 9:00 Trump: finestra temporale ristretta ma devo fare ciò che è giusto

Trump ha dichiarato che esiste «una finestra temporale molto ristretta» per agire sulla guerra, ma ha sottolineato di voler fare «ciò che è giusto» senza lasciarsi condizionare dai tempi. In un’intervista a Fox, il presidente americano ha inoltre affermato che gli iraniani sono «astuti», ma che gli Stati Uniti hanno «tutte le carte in regola» perché avrebbero sconfitto militarmente Teheran. Secondo Trump, la Marina e l’Aeronautica iraniane sarebbero «completamente scomparse».

Ore 8:00 Trump: «Intesa con l'Iran se è un buon accordo per gli Usa»

Trump ha dichiarato che un’intesa con l’Iran sarà possibile solo se rappresenterà «un buon accordo» per gli Stati Uniti. In un’intervista a Fox, il presidente americano ha spiegato che un accordo sfavorevole sarebbe «la linea» oltre la quale Washington potrebbe tornare alle ostilità, pur riconoscendo che gli iraniani sono «ottimi negoziatori». Le dichiarazioni arrivano mentre Usa e Iran avrebbero raggiunto un memorandum preliminare valido 60 giorni, che però attende ancora l’approvazione finale di Trump.

Ore 7:00 Vance: «Progressi su estensione tregua, ma Trump non pronto ad approvarlo»

Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che Stati Uniti e Iran hanno fatto «buoni progressi» sull’estensione del cessate il fuoco, ma che Donald Trump non è ancora pronto ad approvare l’accordo. Secondo Vance, restano da definire alcuni punti legati alla formulazione del testo, anche se i negoziati hanno registrato importanti passi avanti. Il vicepresidente ha aggiunto di sperare che i progressi continuino, così da mettere Trump nelle condizioni di poter sostenere l’intesa, pur precisando che la questione «è ancora da definire». (riproduzione riservata)