Dopo cinque settimane di guerra tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra la situazione in Medio Oriente resta incandescente, pur con spiragli di un negoziato. Il presidente americano evoca un «piano di 15 punti che parte dalla rinuncia al nucleare» e riaccende la speranza di una fine del conflitto vicina, poiché «l’Iran non è più una minaccia».
Secondo quanto riportato dal Financial Times, 15 minuti prima che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciasse l’avvenuta di colloqui proficui con l’Iran, gli operatori hanno effettuato operazioni sul petrolio per un valore di 580 milioni di dollari, provocando una forte volatilità dei mercati. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass. Secondo FT sono stati negoziati circa 6.200 contratti sul greggio Brent e sul West Texas Intermediate. A seguito dell’annuncio di Trump, i prezzi del petrolio sono scesi, mentre i futures sull’indice S&P 500 sono saliti.
19:00 Trump, abbiamo vinto questa guerra
18:00 Wsj, Pentagono invia altri 3mila militari nella regione
16:30 Nyt, bin Salman ha chiesto a Trump di eliminare il regime di Teheran
16:00 Cina sollecita Teheran, avviare colloqui di pace
15:30 QatarEnergy dichiara la forza maggiore sui contratti di gnl, anche per Italia
14:30 Iran: fino a 2mln di dollari per pedaggio nello Stretto di Hormuz
13:30 Teheran interrompe esportazioni gas naturale verso la Turchia
13:00 Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 5 missili e 17 droni
12:00 Iran, nominato nuovo capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale
11:30 Vance chiama Netanyahu. «Basta violenze coloni»
11:00 Israele, in Libano controlleremo zona cuscinetto finché serve
10:00 Iran: 25 giorni di blocco Internet, «civili senza informazioni»
9:00 Lufthansa ferma alcune rotte verso il Medio Oriente fino autunno
8:00 Iran: attacchi su impianti gas a Isfahan e Khorramshahr
7:00 Tre ondate di missili dall'Iran, 6 feriti a Tel Aviv
«Sapete, non mi piace dirlo, ma abbiamo vinto. La guerra è stata vinta. Chi sostiene il contrario fa parte delle fake news». Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca aggiungendo che le persone iraniane con cui gli Stati Uniti stanno negoziando «hanno fatto un grosso regalo» all’amministrazione americana. «Abbiamo a che fare con un gruppo di persone che, a mio parere, si sono dimostrate all’altezza, e il regalo che ci hanno fatto è stato molto significativo, e avevano promesso di farlo, e così è stato, e sono gli unici che avrebbero potuto farlo», ha affermato spiegando che il regalo è legato al «flusso attraverso lo Stretto» di Hormuz.
«Abbiamo ucciso tutta la loro leadership, e poi si sono riuniti per scegliere nuovi leader, e li abbiamo uccisi tutti, e ora abbiamo un nuovo gruppo, e possiamo farlo facilmente, ma vediamo come se la cavano. È un vero e proprio cambio di regime. Perchè i leader sono tutti molto diversi da quelli con cui abbiamo iniziato e che hanno creato tutti quei problemi. Non mi fido di nessuno ma faranno un accordo», ha evidenziato.
«Abbiamo diversi interlocutori impegnati nei colloqui con l’Iran in questo momento e, da quanto risulta, la controparte vorrebbe raggiungere un accordo». Con queste parole il presidente degli Stati Uniti ha, poi, confermato l’esistenza di contatti diplomatici in corso tra Washington e Teheran su un possibile nuovo quadro negoziale. Trump ha spiegato che il dossier iraniano è seguito da più figure dell’amministrazione, sottolineando un approccio articolato alle trattative: «Abbiamo un certo numero di persone che stanno lavorando su questo dossier. Il nostro inviato Steve Witkoff e Jared Kushner sono coinvolti nei colloqui, insieme al Segretario di Stato Marco Rubio e al vicepresidente JD Vance». Il presidente ha aggiunto che l’obiettivo resta quello di mantenere aperti i canali diplomatici, pur in un contesto internazionale definito complesso e in continua evoluzione.
Il Pentagono sta pianificando di dispiegare in Medio Oriente circa 3.000 soldati dell'82ª Divisione Aviotrasportata dell'Esercito, un'unità d'élite, per supportare le operazioni contro l'Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della questione. Un ordine scritto in tal senso è atteso nelle prossime ore ma, hanno precisato le fonti, non è stata ancora presa alcuna decisione in merito a un eventuale dispiegamento di truppe sul suolo iraniano. Tuttavia, l'invio dell'82ª Divisione apre al presidente Trump la strada a diverse opzioni strategiche.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman, leader de facto dell'Arabia Saudita, ha fatto pressione su Donald Trump affinché prosegua la guerra contro l’Iran. Lo riporta il New York Times, sottolineando che, a giudizio di bin Salman, la campagna militare congiunta Usa-Israele contro Teheran rappresenti un’«opportunità storica» per rimodellare il Medio Oriente. Secondo le fonti del quotidiano, nel corso di una serie di colloqui avvenuti nell'ultima settimana, bin Salman ha fatto intendere al presidente Usa che uno scenario auspicabile sarebbe la distruzione del governo iraniano. Il principe saudita, hanno aggiunto le fonti a conoscenza delle discussioni, ha sostenuto che l’Iran rappresenta una minaccia a lungo termine per la regione del Golfo, eliminabile esclusivamente rimuovendo l’attuale governo.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha sollecitato colloqui di pace in una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, invitando tutte le parti a cogliere le opportunità di dialogo. «Parlare è sempre meglio che combattere», ha affermato Wang, aggiungendo che «tutte le questioni critiche dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo e la negoziazione, non con l’uso della forza», secondo un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri cinese.
Dopo gli attacchi missilistici dell’Iran, QatarEnergy dichiara la forza maggiore su alcuni dei contratti a lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto ad Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La mossa era stata anticipata come possibilità qualche giorno fa dal ceo del gruppo, Saad al-Kaabi.
L’Iran ha iniziato a imporre una tassa per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo scrive Bloomberg le cui fonti sostengono che le navi commerciali sono chiamate a pagare fino a 2 milioni di dollari per il viaggio, creando di fatto un pedaggio informale nella via d’acqua al centro del trasporto mondiale di petrolio e gas naturale. Stando a Bloomberg, alcune navi hanno effettuato il pagamento ma non è chiaro attraverso quale meccanismo (che non sembra sistematico) e che valuta sia stata usata.
L’Iran ha interrotto le esportazioni di gas naturale verso la Turchia in seguito all’attacco effettuato da Israele contro il giacimento di gas di South Pars, avvenuto il 18 marzo. Lo rende noto l’emittente statunitense Bloomberg, citando fonti a conoscenza dei fatti secondo cui la durata di tale interruzione è ancora incerta. Secondo i dati dell'Associazione turca dei distributori di gas naturale, lo scorso anno la Turchia ha acquistato circa il 14% del suo gas naturale dall’Iran.
Ankara continua a importare gas da Russia e Azerbaigian, i suoi principali fornitori, e dispone di scorte utilizzabili. La durata dell'interruzione delle forniture iraniane rimane incerta. La settimana scorsa Israele ha colpito South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo, gestito in condivisione da Iran e Qatar. Teheran ha risposto con attacchi contro infrastrutture energetiche appartenenti a diversi Paesi del Golfo, tra cui il complesso di Ras Laffan in Qatar.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato cinque missili balistici e 17 droni lanciati dall’Iran. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa emiratino. Dall’inizio della campagna di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, gli Emirati Arabi Uniti sono stati il Paese più colpito dall’Iran, affrontando 357 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.806 droni. Il numero di attacchi giornalieri è diminuito costantemente nel corso del conflitto.
L’Iran ha nominato Mohammad Bagher Zolghadr nuovo segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Zolghadr subentra al defunto Ali Larijani, assassinato la settimana scorsa. Ex comandante del Corpo delle Guardie della rivoluzione Islamica, attualmente era segretario del consiglio per il Discernimento delle opportunità. La scelta di Zolghadr, che ha ottenuto il benestare dall'ayatollah Mojtaba Khamenei, è stata ratificata da un decreto presidenziale, ha spiegato il portavoce del presidente Massoud Pezeshkian su X.
L’amministrazione americana è sempre più irritata per le crescenti violenze dei coloni sui palestinesi in Cisgiordania e sulla questione è intervenuto il vicepresidente JD Vance. A rivelarlo è stato Israel Hayom. Secondo il portale, nell’ultima settimana da Washington sono partiti diversi messaggi in direzione del governo israeliano. Vance in persona ha chiamato il premier Benjamin Netanyahu e secondo il media israeliano i toni si sono alzati durante la conversazione. Gli Usa non credono alla versione israeliana che esercito e la polizia stiano effettivamente applicando la legge e neppure che gli incidenti siano sempre provocati da agitatori di sinistra. Non è sostenibile, si spiega, che un esercito che riesce a centrare un obiettivo con un missile da una finestra non sia in grado di fermare dei coloni armati. Vance avrebbe chiesto che il ministro della Difesa Israel Katz intervenga pesantemente e istruisca i militari di arrestare i più violenti.
Israele intende mantenere il controllo della zona cuscinetto creata nel sud del Libano finchè vi sarà una minaccia di Hezbollah. Lo ha chiarito il ministro della Difesa Israel Katz. «L’Idf continuerà a operare in Libano con piena forza contro Hezbollah. Centinaia di migliaia di residenti nel sud del Libano che hanno evacuato verso nord non torneranno a sud del fiume Litani fino a quando la sicurezza per i residenti del nord (di Israele, ndr) non sarà garantita», ha detto durante una riunione con il capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, a quanto riferisce il Times of Israel. Katz ha confermato che tutti i ponti sul fiume Litani che erano stati utilizzati da Hezbollah per spostare operativi e armi nel sud del Libano «sono stati fatti saltare in aria». Ora, ha aggiunto, l’Idf «controllerà i ponti rimanenti e la zona di sicurezza fino al Litani».
Il blocco di Internet a livello nazionale imposto dalle autorità iraniane in tutto il Paese è giunto al 25esimo giorno, superando le 576 ore, secondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks. L’interruzione di Internet ha «isolato la popolazione dal resto del mondo, mentre gli account autorizzati cercano di assumere il controllo della narrazione», sul conflitto in corso, si legge nel post X di NetBlocks. «La misura», conclude, «priva i civili di aggiornamenti vitali e di una voce sulla scena globale».
Le compagnie aeree del Gruppo Lufthansa hanno esteso per un periodo prolungato il divieto di volo verso diverse destinazioni mediorientali a causa del conflitto con l’Iran. Lo riporta la Dpa. La compagnia ha annunciato a Francoforte che i voli verso specifici aeroporti, tra cui Abu Dhabi, Amman, Beirut, Dammam, Riyadh, Erbil, Muscat e Teheran, rimarranno sospesi fino al 24 ottobre. Il gruppo ha citato rischi per la sicurezza e vincoli operativi come motivazioni della decisione. All'interno di questo gruppo di aeroporti, solo la controllata Eurowings, specializzata nei voli diretti, ha optato per un periodo più breve, con le sospensioni per Beirut ed Erbil attualmente previste fino al 30 aprile.
Due stabilimenti di gas e un gasdotto, sono stati presi di mira da attacchi israeliani e statunitensi poche ore dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato un rinvio dei raid sulle infrastrutture energetiche. Gli impianti nell'Iran centrale sono stati «parzialmente danneggiati», ha affermato l’agenzia di stampa Fars, l’unica testata giornalistica iraniana a riportare l’incidente. L’agenzia ha inoltre riferito che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese. Il 23 marzo Trump aveva parlato di colloqui in corso con Teheran e annunciato una tregua di cinque giorni sugli attacchi alle centrali elettriche della Repubblica islamica. L’improvviso cambio di rotta era avvenuto poche ore prima della scadenza dell’ultimatum al termine del quale aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i media iraniani hanno smentito che ci fossero negoziati in corso.
Sei persone sono rimaste leggermente ferite a Tel Aviv in seguito all’ultimo attacco missilistico iraniano condotto, secondo i media israeliani, con un missile la cui testata era armata con bombe a grappolo: 3-4 ordigni per un totale di un centinaio di chili di esplosivo. Numerosi edifici e veicoli sono stati danneggiati. Secondo quanto riportato dai media israeliani, frammenti di missili avrebbero colpito Rosh Ha'ayin, a est di Tel Aviv, causando danni. (riproduzione riservata)