Il presidente degli Usa, Donald Trump, ha parlato alla nazione nella notte italiana tra l’1 e il 2 aprile. «Siamo molto vicini a finire il lavoro», dunque «a completare i nostri obiettivi», ha dichiarato. Trump ha spiegato che «li colpiremo in modo estremamente duro nelle prossime due o tre settimane. Li riporteremo all'età della pietra, a cui appartengono». L’Iran «è decimato» e gli Stati Uniti stanno «smantellando sistematicamente la capacità del regime» iraniano di «minacciare l'America e proiettare il loro potere al di fuori dei propri confini». Questo significa «eliminare la Marina iraniana, ormai completamente distrutta, la loro forza aerea e il loro programma missilistico a livelli mai visti prima. Abbiamo fatto tutto: la Marina è sparita, la forza aerea non c’è più, i loro missili sono quasi esauriti».
«Il cambio di regime non era il nostro obiettivo. Non abbiamo mai parlato di cambio di regime, ma il cambio di regime si è verificato a causa della morte di tutti i loro leader originali. Sono tutti morti». Il presidente Usa ha detto che spera di raggiungere un accordo con il regime, ma «se non si raggiungerà un accordo, colpiremo duramente ognuna delle loro centrali elettriche. Noi abbiamo tutte le carte in mano e loro nessuna».
Al termine del conflitto, per il presidente Usa «lo Stretto di Hormuz si riaprirà naturalmente», perché altrimenti gli iraniani «non potranno più vendere petrolio e questo è l'unico modo per ricostruire il Paese. Presto i prezzi di petrolio e gas diminuiranno». (riproduzione riservata)