Guerra in Iran, la diretta | Ghalibaf (Iran): gli americani hanno violato il cessate il fuoco. Israele riapre l’aeroporto di Tel Aviv
Guerra in Iran, la diretta | Ghalibaf (Iran): gli americani hanno violato il cessate il fuoco. Israele riapre l’aeroporto di Tel Aviv
Colpito un convoglio dell’Unifil italiano. Tajani: convocato l’ambasciatore israeliano. Trump: troppe fake news sull’accordo, ci sarà un’indagine. L’11 aprile inviati Usa a Islamabad per colloqui con Iran

di Elena Dal Maso, Giusy Iorlano e Giulia Venini 08/04/2026 09:38

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Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che «gli Stati Uniti hanno violato tre disposizioni fondamentali del cessate il fuoco ancor prima dell'inizio dei negoziati: l'invasione del Libano, la violazione dello spazio aereo iraniano e la negazione del diritto all'arricchimento dell'uranio. Dopo queste violazioni, un cessate il fuoco o negoziati bilaterali sono irragionevoli. Fin dall'inizio, abbiamo seguito l'attuale processo con scetticismo e, come previsto, gli Stati Uniti hanno violato i loro impegni ancor prima dell'inizio dei negoziati».

Israele ha intanto annunciato che i voli dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv riprenderanno a mezzanotte, in seguito all'accordo di cessate il fuoco. Mentre i luoghi sacri di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e ai fedeli domani mattina.

L’Iran parteciperà ai colloqui previsti per questo venerdì a Islamabad, in Pakistan, solo se il Libano verrà incluso nella tregua. A riferirlo è il Wall Street Journal

Ore 19:30 Casa Bianca, JD Vance sabato a Islamabad per colloqui con Iran

Steve Witkoff, Jared Kushner, guidati dal vice presidente Jd Vance saranno a Islamabad da sabato per colloqui con l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa aggiungendo che la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz è «del tutto inaccettabile. E ancora una volta, questo è un caso in cui ciò che dicono pubblicamente è diverso da ciò che dicono in privato. Oggi abbiamo assistito a un aumento del traffico nello Stretto. E ribadisco l’aspettativa e la richiesta del presidente che lo Stretto venga riaperto immediatamente, rapidamente e in sicurezza. Questa è la sua aspettativa, e gli è stato riferito in privato che è ciò che sta accadendo, e queste notizie pubbliche sono false», ha concluso Leavitt.

Ore 18:50 Trump: troppe fake news su accordi, ci sarà indagine

Il presidente statunitense Donald Trump ha ammonito su Truth che «numerosi accordi, elenchi e lettere vengono inviati da persone che non hanno assolutamente nulla a che fare con le negoziazioni Usa/Iran; in molti casi si tratta di veri e propri truffatori, ciarlatani e persino peggio. Verranno rapidamente smascherati una volta completata la nostra indagine federale». «C’è un solo gruppo di ‘punti’ significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti, e li discuteremo a porte chiuse durante questi negoziati. Questi sono i punti su cui abbiamo concordato un cessate il fuoco. È qualcosa di ragionevole e facilmente gestibile», ha spiegato Trump. «È molto simile a quanto fatto dalla Fake News della Cnn ieri sera, che ha dato risalto a una 'fonte' che non aveva alcun potere o autorità per scrivere una lettera e rivendicare grande autorevolezza», ha concluso il tycoon. 

Ore 17:40 Un drone iraniano colpisce la Kuwait Petroleum Corporation

Un drone iraniano ha colpito diverse infrastrutture energetiche della Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera nazionale del Paese, e del ministero delle Risorse energetiche e idriche a seguito di un attacco sferrato da un drone iraniano. Lo riporta il ministero dell’Interno del Kuwait. In alcuni dei siti attaccati, tra cui impianti petroliferi, tre centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell’acqua, sarebbero scoppiati degli incendi.

Nel frattempo, durante gli attacchi israeliani in Libano che hanno causato decine di morti e centinaia di feriti, è stato colpito un convoglio italiano dell’Unifil. Nessun ferito. 

Ore 16:30 - Interrotto il transito per lo Stretto di Hormuz

Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto a causa degli attacchi israeliani contro il Libano. Lo ha annunciato l’Iran.

Ore 15:30 - Riaperto lo Stretto di Hormuz

In una conferenza stampa al Pentagono, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine hanno comunicato ai giornalisti che lo Stretto di Hormuz è stato riaperto.

«È ora che il resto del mondo si faccia avanti e garantisca che rimanga aperto, dopo che il presidente Trump e il Dipartimento della Guerra hanno portato l’Iran al punto in cui ora lo stanno riaprendo volontariamente, come annunciato ieri sera», ha detto Hegseth.

Proseguono gli attacchi israeliani in Libano: il primo ministro Nawaf Salam ha affermato che Israele sta colpendo quartieri libanesi densamente popolati e uccidendo «civili indifesi».

Intanto, l’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita, attualmente unico sbocco per le esportazioni di greggio, è stato danneggiato in un attacco iraniano. Lo riporta Reuters. L’oleodotto deviava circa 7 milioni di barili al giorno dal cuore petrolifero del regno nella parte orientale, verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso, dopo che l’Iran aveva bloccato lo Stretto di Hormuz.

Ore 14:55 - La dichiarazione congiunta dei leader europei

In un comunicato congiunto, i leader europei hanno accolto «con favore il cessate il fuoco di due settimane». Il documento è stato firmato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme al presidente francese Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco Friederich Merz, al primo ministro britannico Keir Starmer, al pm canadese Mark Carney e all’omologa danese Mette Frederiksen, unitamente al primo ministro dei Paesi Bassi Rob Jetten e allo spagnolo Pedro Sánchez, insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. «Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo», hanno scritto i capi di governo e dei vertici Ue, aggiungendo che «l’obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici». Una «soluzione negoziata sostanziale» sarà fondamentale «per proteggere la popolazione civile dell’Iran e garantire la sicurezza nella regione», scongiurando «una grave crisi energetica globale».

Nel documento si legge che Paesi europei sostengono gli «sforzi diplomatici» e che, «a tal fine», sono «in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner».

«Chiediamo a tutte le parti di attuare il cessate il fuoco, anche in Libano», hanno concluso i leader europei, aggiungendo che «i nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La presente dichiarazione è aperta ad altri partner».

Ore 14:45 - Il Pentagono: la campagna militare ripartirà nel caso in cui il cessate il fuoco fallisse

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato durante una conferenza stampa al Pentagono che «le forze armate americane hanno raggiunto ogni singolo obiettivo (in Iran, ndr.nei tempi previsti, esattamente come stabilito fin dal primo giorno». Subito dopo, il generale capo di Stato maggiore congiunto Dan Caine ha avvertito che il Pentagono è pronto a riprendere la sua campagna militare contro l’Iran se il cessate il fuoco dovesse fallire. «Un cessate il fuoco è una pausa», ha sottolineato Caine, che ha poi descritto i tre obiettivi militari raggiunti con l’operazione: distruggere le capacità missilistiche balistiche e dei droni dell’Iran; eliminare la sua marinadistruggere la sua base industriale della difesa

Ore 13:30 – Trump propone una joint venture con l’Iran sullo Stretto di Hormuz

Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato mercoledì alla rete ABC News che gli Stati Uniti potrebbero valutare una joint venture con l’Iran per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, dopo aver annunciato martedì una tregua di due settimane.

«Stiamo pensando a una sorta di joint venture. È un modo per metterlo in sicurezza — anche rispetto ad altri attori», ha detto Trump, rispondendo a una domanda sulla possibilità di consentire a Teheran di imporre pedaggi alle navi in transito nella via d’acqua strategica. «È una cosa positiva», ha aggiunto.

Il presidente ha inoltre ribadito che non intende permettere all’Iran di mantenere capacità di arricchimento dell’uranio, nonostante le ripetute dichiarazioni di Teheran sulla volontà di non rinunciarvi. «Non ci sarà alcun arricchimento», ha affermato.

Trump ha anche precisato che le forze statunitensi resteranno nell’area, lasciando intendere che continueranno a essere dispiegate per garantire il rispetto di eventuali accordi futuri. Infine, il presidente Usa ha detto di aspettarsi l’avvio dei colloqui di pace già venerdì e che questi possano procedere rapidamente. Ha inoltre confermato che la Cina ha svolto un ruolo chiave nei contatti con l’Iran.

Il cessate il fuoco in Iran è «fragile» e Trump è «desideroso di fare progressi»: a dirlo è stato il vicepresidente americano JD Vance durante la sua visita a in Ungheria. «Ci sono persone che chiaramente vogliono sedersi al tavolo delle trattative e collaborare con noi per trovare un buon accordo, e poi ci sono persone che mentono persino sulla fragile tregua che abbiamo già raggiunto», ha dichiarato. «Se gli iraniani sono disposti in buona fede a collaborare con noi, credo che possiamo raggiungere un accordo. Se invece mentiranno, se imbroglieranno, se cercheranno di impedire persino la fragile tregua che abbiamo stabilito, allora non saranno contenti», ha proseguito Vance.

E nemmeno questa volta il vicepresidente si è risparmiato la stilettata all’Europa: «Siamo rimasti delusi da molti leader politici europei perché non sembrano particolarmente interessati a risolvere questo conflitto».

Gli Usa: possibile taglio alle sanzioni contro l’Iran

Gli Stati Uniti stanno discutendo un possibile allentamento delle sanzioni contro l’Iran e collaboreranno con Teheran per rimuovere il materiale nucleare sepolto, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, riconoscendo così una delle principali richieste iraniane per il cessate il fuoco. «Stiamo già parlando, e continueremo a farlo, di dazi e alleggerimento delle sanzioni con l’Iran, ha scritto Trump in una serie di post sui social.

L’Iran è sottoposto a pesanti sanzioni economiche da quando Trump, nel 2018, si è ritirato dall’accordo sul nucleare che limitava il programma atomico di Teheran. La revoca di queste restrizioni è da tempo una priorità per il regime.  Trump ha inoltre minacciato dazi del 50% nei confronti dei Paesi che forniscono armi all’Iran.

Ore 12:45 - Due navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

Secondo quanto riporta il servizio di monitoraggio marittimo Marine Traffic, sono due le navi che hanno percorso lo Stretto di Hormuz dall’annuncio di cessate il fuoco. Si tratta della «nave portarinfuse di proprietà greca NJ Earth», che ha percorso la tratta verso le 10:44 italiane, e della «Daytona Beach, battente bandiera liberiana» (intorno alle 9:00 italiane).

Ore 12:30 - Salvini: vigileremo sulla speculazione

«Al momento non c’è nessuno studio di chiusura di scuole o fabbriche o negozi o di razionamenti di carburante», ha affermato il vicepremier Matteo Salvini durante una conferenza stampa. Il tema, ha proseguito il ministro dei Trasporti, riguarda invece «l’incremento dei prezzi. L’Italia a livello di gas è fra i Paesi messi meglio come stoccaggio nell'Unione Europea, però c’è un tema di costo del trasporto aereo e su gomma. Lì il problema non è il razionamento, ma l’esplosione dei costi».

Il Governo ora vigilerà che nessuno speculi, «perché come i prezzi alla pompa aumentano quando aumenta il barile del petrolio, con il calo che c'è stato in queste ore mi aspetto non nelle prossime settimane, ma nelle prossime ore una diminuzione e useremo tutti gli strumenti a disposizione dalla Guardia di Finanza a tutti i controlli possibili e immaginabili per evitare speculazioni».

Ore 11:45 Tajani: l’Italia farà la sua parte

«La sospensione dei combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo. È una buona notizia che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l’area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari, evitando così impennate del prezzo dell’energia»: a dirlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sui social. Il capo della Farnesina ha poi aggiunto che si tratta di «una boccata di ossigeno per il nostro sistema. Anche l’Italia continuerà a fare la sua parte affinché nelle prossime due settimane si finalizzino gli accordi. Già oggi il direttore degli Affari politici della Farnesina incontrerà l’ambasciatore iraniano in Italia».

«L’Iran non può avere l'arma atomica ed è bene che gli Usa non bombardino la popolazione civile. La soluzione negoziale è cruciale per portare pace e stabilità, la sosteniamo assieme a tutta l’Unione Europea», ha concluso Tajani.

Nel frattemo le Forze di Difesa israeliane hanno comunicato di aver interrotto gli attacchi di Iran, ma di star proseguendo l’operazione in Libano.

Ore 11:15 - Zelensky: il cessate il fuoco in Medioriente è la decisione giusta

«Il cessate il fuoco è la decisione giusta che porta alla fine della guerra. È la salvezza delle vite umane, il rifiuto della distruzione di città e villaggi, la possibilità per le centrali elettriche e altra infrastruttura di funzionare normalmente, e quindi è il tempo e le condizioni necessarie affinché la diplomazia possa dare risultati», ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «L’Ucraina ha sempre invocato il cessate il fuoco nella guerra condotta dalla Russia qui, in Europa, contro il nostro Stato e il nostro popolo, e noi sosteniamo il silenzio in Medio Oriente e nel Golfo, che apre la strada al lavoro diplomatico. L’Ucraina ripete ancora una volta alla Russia: siamo pronti a rispondere allo specchio, se i russi interromperanno i loro attacchi. È evidente per tutti: il cessate il fuoco può creare le giuste premesse per gli accordi».

«Diversi paesi sono stati coinvolti nel processo di negoziato, ed è importante che gli Stati Uniti abbiano compiuto questo passo diplomatico», ha aggiunto il presidente. «In queste settimane l’Ucraina sta contribuendo a proteggere le vite in Medio Oriente e nel Golfo. Le squadre militari esperte ucraine continueranno a lavorare nella regione per lo sviluppo ulteriore delle capacità di sicurezza. La situazione in questa regione ha un impatto globale: qualsiasi minaccia alla sicurezza e alla stabilità in Medio Oriente e nel Golfo amplifica le sfide per l’economia e il costo della vita in ogni paese». Perciò, ha continuato, «gli interessi di ogni popolo devono essere presi in considerazione nella definizione delle condizioni post-belliche. Allo stesso modo, è essenziale proteggere in modo netto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La determinazione su questa questione ha anch’essa un significato globale».

«Perché il risultato sia quello giusto, sono necessarie azioni attive e coordinate della comunità internazionale. La sicurezza post-bellica deve aumentare, non diminuire. L’Ucraina continuerà a lavorare in modo costruttivo con tutti i partner. Grazie a tutti coloro che aiutano!», ha concluso Zelensky.

Ore 9:45 - Chi guiderà le delegazioni nei colloqui di pace

A guidare la delegazione di Teheran nei colloqui attesi venerdì con gli Stati Uniti nella capitale pakistana Islamabad sarà Mohammad Bagher Ghalibaf, capo del Parlamento di Teheran. Lo riferisce l’agenzia iraniana Isna, che indica JD Vance a capo della controparte americana.  

Nel frattempo, secondo l’agenzia Ap la Cina è intervenuta direttamente per persuadere Teheran ad accettare la tregua provvisoria con gli Stati Uniti, dopo aver cercato di operare attraverso intermediari come Turchia, Pakistan ed Egitto.

Le reazioni dei leader occidentali

I leader occidentali hanno accolto con favore la tregua di due settimane in Iran negoziata tra Usa e Iran. «L’obiettivo ora è negoziare una fine duratura della guerra. Siamo in stretto coordinamento con i nostri partner su questa questione» ha chiosato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La linea è stata condivisa anche dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. «L’Ue è pronta a sostenere questi sforzi ed è in contatto con i partner nella regione. Ne discuterò oggi in Arabia Saudita», ha aggiunto l'alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres «invita tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco al fine di aprire la strada a una pace duratura e ampia nella regione», ha riferito il suo portavoce. Guterres ha espresso inoltre «sincero apprezzamento per gli sforzi compiuti dal Pakistan e da altri Paesi per facilitare il cessate il fuoco».

«Il nostro desiderio è che il cessate il fuoco includa pienamente il Libano», ha sottolineato il presidente francese, Emmanuel Macron. Dura anche la reazione di Madrid: «Il Governo di Spagna non applaudirà coloro che incendiano il mondo solo perché si presentano con un secchio. Quello che conta ora: diplomazia, legalità internazionale e pace».

Ore 9:00 - Trump: abbiamo ottenuto una vittoria totale e completa. Israele ordina l’evacuazione di Tiro (Libano)

Il presidente americano Donald Trump ha affermato all’agenzia di stampa Afp che gli Stati Uniti hanno ottenuto una «vittoria totale e completa» con il raggiungimento dell’accordo di tregua di due settimane con l’Iran. L’uranio iraniano sarà «perfettamente gestito», ha continuato Trump, «altrimenti non avrei accettato l’accordo».

Nel frattempo sembra che per davvero, a differenza di quanto dichiarato dal Pakistan, il Libano non rientri nell’intesa sul cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha infatti appena emesso un nuovo ordine di evacuazione per gli abitanti di Tiro, nel sud del Paese. Secondo la Bbc, Tel Aviv ha chiesto alle persone di «lasciare immediatamente le proprie case» e di spostarsi a nord del fiume Zahrani «per garantire la propria sicurezza».

Ore 7:00 - Trump: abbiamo ricevuto una proposta dall’Iran

Il presidente americano Donald Trump ha accettato una tregua di due settimane con l’Iran in cambio dell’apertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. «Sulla base dei colloqui avuti con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, durante i quali mi hanno chiesto di sospendere l’azione militare distruttiva prevista per questa notte contro l’Iran», ha scritto il capo della Casa Bianca sul social Truth nella notte italiana, «e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran accetti l’apertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane».

Trump ha aggiunto che il cessate il fuoco è «reciproco» e che, avendo «superato tutti gli obiettivi militari», le due parti sono vicine «a un accordo definitivo riguardante la pace».

«Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare», ha aggiunto il tycoon, per poi continuare, in un post successivo: «L’Iran vuole che accada, ne ha abbastanza! E lo stesso vale per tutti gli altri! Gli Stati Uniti d’America daranno una mano a gestire l’aumento del traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte iniziative positive! Si guadagneranno un sacco di soldi. L’Iran potrà avviare il processo di ricostruzione. Caricheremo rifornimenti di ogni tipo e resteremo semplicemente nei paraggi per assicurarci che tutto vada per il meglio. Sono fiducioso che sarà così». 

Quanto alle negoziazioni di pace, secondo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, «ci sono discussioni su colloqui di persona, ma nulla è definitivo finché non viene annunciato dal presidente o dalla Casa Bianca». Tra i possibili partecipanti figurano il genero del presidente Jared Kushner e il vicepresidente Usa, JD Vance, attualmente in visita in Ungheria. 

La risposta iraniana

Teheran ha fatto sapere di aver accettato la tregua temporanea. La proposta, formulata dal Pakistan, secondo quanto riporta il New York Times, sarebbe stata approvata direttamente dalla nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. «Ci congratuliamo con il popolo dell’Iran per questa vittoria e ribadiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli finali della vittoria stessa, funzionari e cittadini devono rimanere uniti e determinati», ha dichiarato il Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica.

«Il nemico, nella sua guerra ingiusta, illegale e criminale contro la Nazione iraniana, ha subito una sconfitta innegabile, storica e schiacciante», ha poi affermato, aggiungendo che i negoziati tra Stati Uniti e Iran si svolgeranno a Islamabad, in Pakistan.

I 10 punti del piano

Il Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica ha indicato i pilastri fondamentali del piano in 10 punti di Teheran: la regolamentazione del transito attraverso lo Stretto di Hormuz, la cessazione degli attacchi contro l’Iran e le sue forze alleate regionali, il ritiro delle forze statunitensi dalla regione, un risarcimento all’Iran, la revoca delle sanzioni internazionali e lo sblocco dei beni, nonché una risoluzione vincolante delle Nazioni Unite per garantire un eventuale accordo di pace definitivo. Ma con un’avvertenza«Le nostre mani restano sul grilletto e, qualora il nemico commettesse il minimo errore, risponderemo con tutta la sua forza possibile».

La questione libanese

Il Pakistan ha parlato anche di tregua in Libano, subito smentita dal presidente israeliano Benjamin Netanyahu. «Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran apra immediatamente gli stretti e cessi tutti gli attacchi contro Stati Uniti, Israele e Paesi della regione», si legge nella dichiarazione, secondo cui «il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano».

Israele sta infatti conducendo una campagna militare nel Libano meridionale dall’inizio di marzo, prendendo di mira i militanti di Hezbollah, sostenuti da Teheran. Secondo quanto riferito ieri dal ministero della Salute libanese, almeno 1.530 persone sono state uccise in Libano a seguito di attacchi israeliani a partire dal 2 marzo, tra cui 130 bambini. (riproduzione riservata)