Guerra in Iran, la diretta | Trump sospende gli attacchi: accordo di pace in 10 punti. Ma resta il nodo del Libano
Guerra in Iran, la diretta | Trump sospende gli attacchi: accordo di pace in 10 punti. Ma resta il nodo del Libano
Il presidente Usa ha accettato la tregua di due settimane con l’Iran in cambio dell’apertura dello Stretto di Hormuz. Tajani: l’Italia farà la sua parte

di Giulia Venini 08/04/2026 09:38

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  • Ore 11:45 - Tajani: l’Italia farà la sua parte
  • Ore 11:15 - Zelensky: il cessate il fuoco in Medioriente è la decisione giusta
  • Ore 9:45 - Chi guiderà le delegazioni nei colloqui di pace
  • Ore 9:00 - Trump: abbiamo ottenuto una vittoria totale e completa. Israele ordina l’evacuazione di Tiro (Libano)
  • Ore 7:00 - Trump: abbiamo ricevuto una proposta dall’Iran

Il cessate il fuoco in Iran è «fragile» e Trump è «desideroso di fare progressi»: a dirlo è stato il vicepresidente americano JD Vance durante la sua visita a in Ungheria. «Ci sono persone che chiaramente vogliono sedersi al tavolo delle trattative e collaborare con noi per trovare un buon accordo, e poi ci sono persone che mentono persino sulla fragile tregua che abbiamo già raggiunto», ha dichiarato. «Se gli iraniani sono disposti in buona fede a collaborare con noi, credo che possiamo raggiungere un accordo. Se invece mentiranno, se imbroglieranno, se cercheranno di impedire persino la fragile tregua che abbiamo stabilito, allora non saranno contenti», ha proseguito Vance.

E nemmeno questa volta il vicepresidente si è risparmiato la stilettata all’Europa: «Siamo rimasti delusi da molti leader politici europei perché non sembrano particolarmente interessati a risolvere questo conflitto».

Due navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

Secondo quanto riporta il servizio di monitoraggio marittimo Marine Traffic, sono due le navi che hanno percorso lo Stretto di Hormuz dall’annuncio di cessate il fuoco. Si tratta della «nave portarinfuse di proprietà greca NJ Earth», che ha percorso la tratta verso le 10:44 italiane, e della «Daytona Beach, battente bandiera liberiana» (intorno alle 9:00 italiane).

Salvini: vigileremo sulla speculazione

«Al momento non c’è nessuno studio di chiusura di scuole o fabbriche o negozi o di razionamenti di carburante», ha affermato il vicepremier Matteo Salvini durante una conferenza stampa. Il tema, ha proseguito il ministro dei Trasporti, riguarda invece «l’incremento dei prezzi. L’Italia a livello di gas è fra i Paesi messi meglio come stoccaggio nell'Unione Europea, però c’è un tema di costo del trasporto aereo e su gomma. Lì il problema non è il razionamento, ma l’esplosione dei costi».

Il Governo ora vigilerà che nessuno speculi, «perché come i prezzi alla pompa aumentano quando aumenta il barile del petrolio, con il calo che c'è stato in queste ore mi aspetto non nelle prossime settimane, ma nelle prossime ore una diminuzione e useremo tutti gli strumenti a disposizione dalla Guardia di Finanza a tutti i controlli possibili e immaginabili per evitare speculazioni».

Ore 11:45 Tajani: l’Italia farà la sua parte

«La sospensione dei combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo. È una buona notizia che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l’area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari, evitando così impennate del prezzo dell’energia»: a dirlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sui social. Il capo della Farnesina ha poi aggiunto che si tratta di «una boccata di ossigeno per il nostro sistema. Anche l’Italia continuerà a fare la sua parte affinché nelle prossime due settimane si finalizzino gli accordi. Già oggi il direttore degli Affari politici della Farnesina incontrerà l’ambasciatore iraniano in Italia».

«L’Iran non può avere l'arma atomica ed è bene che gli Usa non bombardino la popolazione civile. La soluzione negoziale è cruciale per portare pace e stabilità, la sosteniamo assieme a tutta l’Unione Europea», ha concluso Tajani.

Nel frattemo le Forze di Difesa israeliane hanno comunicato di aver interrotto gli attacchi di Iran, ma di star proseguendo l’operazione in Libano.

Ore 11:15 - Zelensky: il cessate il fuoco in Medioriente è la decisione giusta

«Il cessate il fuoco è la decisione giusta che porta alla fine della guerra. È la salvezza delle vite umane, il rifiuto della distruzione di città e villaggi, la possibilità per le centrali elettriche e altra infrastruttura di funzionare normalmente, e quindi è il tempo e le condizioni necessarie affinché la diplomazia possa dare risultati», ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «L’Ucraina ha sempre invocato il cessate il fuoco nella guerra condotta dalla Russia qui, in Europa, contro il nostro Stato e il nostro popolo, e noi sosteniamo il silenzio in Medio Oriente e nel Golfo, che apre la strada al lavoro diplomatico. L’Ucraina ripete ancora una volta alla Russia: siamo pronti a rispondere allo specchio, se i russi interromperanno i loro attacchi. È evidente per tutti: il cessate il fuoco può creare le giuste premesse per gli accordi».

«Diversi paesi sono stati coinvolti nel processo di negoziato, ed è importante che gli Stati Uniti abbiano compiuto questo passo diplomatico», ha aggiunto il presidente. «In queste settimane l’Ucraina sta contribuendo a proteggere le vite in Medio Oriente e nel Golfo. Le squadre militari esperte ucraine continueranno a lavorare nella regione per lo sviluppo ulteriore delle capacità di sicurezza. La situazione in questa regione ha un impatto globale: qualsiasi minaccia alla sicurezza e alla stabilità in Medio Oriente e nel Golfo amplifica le sfide per l’economia e il costo della vita in ogni paese». Perciò, ha continuato, «gli interessi di ogni popolo devono essere presi in considerazione nella definizione delle condizioni post-belliche. Allo stesso modo, è essenziale proteggere in modo netto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La determinazione su questa questione ha anch’essa un significato globale».

«Perché il risultato sia quello giusto, sono necessarie azioni attive e coordinate della comunità internazionale. La sicurezza post-bellica deve aumentare, non diminuire. L’Ucraina continuerà a lavorare in modo costruttivo con tutti i partner. Grazie a tutti coloro che aiutano!», ha concluso Zelensky.

Ore 9:45 - Chi guiderà le delegazioni nei colloqui di pace

A guidare la delegazione di Teheran nei colloqui attesi venerdì con gli Stati Uniti nella capitale pakistana Islamabad sarà Mohammad Bagher Ghalibaf, capo del Parlamento di Teheran. Lo riferisce l’agenzia iraniana Isna, che indica JD Vance a capo della controparte americana.  

Nel frattempo, secondo l’agenzia Ap la Cina è intervenuta direttamente per persuadere Teheran ad accettare la tregua provvisoria con gli Stati Uniti, dopo aver cercato di operare attraverso intermediari come Turchia, Pakistan ed Egitto.

Le reazioni dei leader occidentali

I leader occidentali hanno accolto con favore la tregua di due settimane in Iran negoziata tra Usa e Iran. «L’obiettivo ora è negoziare una fine duratura della guerra. Siamo in stretto coordinamento con i nostri partner su questa questione» ha chiosato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La linea è stata condivisa anche dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. «L’Ue è pronta a sostenere questi sforzi ed è in contatto con i partner nella regione. Ne discuterò oggi in Arabia Saudita», ha aggiunto l'alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres «invita tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco al fine di aprire la strada a una pace duratura e ampia nella regione», ha riferito il suo portavoce. Guterres ha espresso inoltre «sincero apprezzamento per gli sforzi compiuti dal Pakistan e da altri Paesi per facilitare il cessate il fuoco».

«Il nostro desiderio è che il cessate il fuoco includa pienamente il Libano», ha sottolineato il presidente francese, Emmanuel Macron. Dura anche la reazione di Madrid: «Il Governo di Spagna non applaudirà coloro che incendiano il mondo solo perché si presentano con un secchio. Quello che conta ora: diplomazia, legalità internazionale e pace».

Ore 9:00 - Trump: abbiamo ottenuto una vittoria totale e completa. Israele ordina l’evacuazione di Tiro (Libano)

Il presidente americano Donald Trump ha affermato all’agenzia di stampa Afp che gli Stati Uniti hanno ottenuto una «vittoria totale e completa» con il raggiungimento dell’accordo di tregua di due settimane con l’Iran. L’uranio iraniano sarà «perfettamente gestito», ha continuato Trump, «altrimenti non avrei accettato l’accordo».

Nel frattempo sembra che per davvero, a differenza di quanto dichiarato dal Pakistan, il Libano non rientri nell’intesa sul cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha infatti appena emesso un nuovo ordine di evacuazione per gli abitanti di Tiro, nel sud del Paese. Secondo la Bbc, Tel Aviv ha chiesto alle persone di «lasciare immediatamente le proprie case» e di spostarsi a nord del fiume Zahrani «per garantire la propria sicurezza».

Ore 7:00 - Trump: abbiamo ricevuto una proposta dall’Iran

Il presidente americano Donald Trump ha accettato una tregua di due settimane con l’Iran in cambio dell’apertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. «Sulla base dei colloqui avuti con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, durante i quali mi hanno chiesto di sospendere l’azione militare distruttiva prevista per questa notte contro l’Iran», ha scritto il capo della Casa Bianca sul social Truth nella notte italiana, «e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran accetti l’apertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane».

Trump ha aggiunto che il cessate il fuoco è «reciproco» e che, avendo «superato tutti gli obiettivi militari», le due parti sono vicine «a un accordo definitivo riguardante la pace».

«Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare», ha aggiunto il tycoon, per poi continuare, in un post successivo: «L’Iran vuole che accada, ne ha abbastanza! E lo stesso vale per tutti gli altri! Gli Stati Uniti d’America daranno una mano a gestire l’aumento del traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte iniziative positive! Si guadagneranno un sacco di soldi. L’Iran potrà avviare il processo di ricostruzione. Caricheremo rifornimenti di ogni tipo e resteremo semplicemente nei paraggi per assicurarci che tutto vada per il meglio. Sono fiducioso che sarà così». 

Quanto alle negoziazioni di pace, secondo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, «ci sono discussioni su colloqui di persona, ma nulla è definitivo finché non viene annunciato dal presidente o dalla Casa Bianca». Tra i possibili partecipanti figurano il genero del presidente Jared Kushner e il vicepresidente Usa, JD Vance, attualmente in visita in Ungheria. 

La risposta iraniana

Teheran ha fatto sapere di aver accettato la tregua temporanea. La proposta, formulata dal Pakistan, secondo quanto riporta il New York Times, sarebbe stata approvata direttamente dalla nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. «Ci congratuliamo con il popolo dell’Iran per questa vittoria e ribadiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli finali della vittoria stessa, funzionari e cittadini devono rimanere uniti e determinati», ha dichiarato il Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica.

«Il nemico, nella sua guerra ingiusta, illegale e criminale contro la Nazione iraniana, ha subito una sconfitta innegabile, storica e schiacciante», ha poi affermato, aggiungendo che i negoziati tra Stati Uniti e Iran si svolgeranno a Islamabad, in Pakistan.

I 10 punti del piano

Il Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica ha indicato i pilastri fondamentali del piano in 10 punti di Teheran: la regolamentazione del transito attraverso lo Stretto di Hormuz, la cessazione degli attacchi contro l’Iran e le sue forze alleate regionali, il ritiro delle forze statunitensi dalla regione, un risarcimento all’Iran, la revoca delle sanzioni internazionali e lo sblocco dei beni, nonché una risoluzione vincolante delle Nazioni Unite per garantire un eventuale accordo di pace definitivo. Ma con un’avvertenza«Le nostre mani restano sul grilletto e, qualora il nemico commettesse il minimo errore, risponderemo con tutta la sua forza possibile».

La questione libanese

Il Pakistan ha parlato anche di tregua in Libano, subito smentita dal presidente israeliano Benjamin Netanyahu. «Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran apra immediatamente gli stretti e cessi tutti gli attacchi contro Stati Uniti, Israele e Paesi della regione», si legge nella dichiarazione, secondo cui «il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano».

Israele sta infatti conducendo una campagna militare nel Libano meridionale dall’inizio di marzo, prendendo di mira i militanti di Hezbollah, sostenuti da Teheran. Secondo quanto riferito ieri dal ministero della Salute libanese, almeno 1.530 persone sono state uccise in Libano a seguito di attacchi israeliani a partire dal 2 marzo, tra cui 130 bambini. (riproduzione riservata)