Donald Trump ha cercato di rassicurare tutti sulle sorti del conflitto in Medio Oriente: «La guerra finirà presto», ha detto durante un incontro nello Studio Ovale. Ma il tycoon ha anche alzato la voce per quanto riguarda l’uranio arricchito che l’ayatollah Khamenei vorrebbe tenere in Iran: «Lo avremo noi. Non ne abbiamo bisogno, non lo vogliamo e probabilmente lo distruggeremo. Ma non consentiremo che lo abbia Teheran». Una nuova minaccia che non rasserena i mercati finanziari. Infine, Trump ha ribadito di avere il pieno controllo dello Stretto di Hormuz.
Non è la prima volta che il presidente americano, come ha analizzato il Ny Times, ha assicurato di essere vicini ad una tregua. Intanto, secondo Bloomberg, se Hormuz dovesse rimanere chiuso fino ad agosto, si rischierebbe una recessione come quella avvenuta nel 2008.
Intanto, vanno avanti le trattative tra Iran e Usa.
Ore 12:10 Il media Al Arabiya: bozza finale dell’accordo annunciata tra poche ore
Ore 12:00 L’Iran ha lasciato passare 35 navi attraverso Hormuz
Ore 11:30 Rubio: Lievi progressi nei colloqui di pace
Ore 11:00 Uae: probabiltà del 50% che si raggiunga accordo
Ore 9:00: Il ministro pakistano Naqvi in Iran per portare avanti la mediazione
Ore 8:30 Tass: L’Iran ha distrutto droni Usa per un totale di un miliardo di dollari
Ore 8:00 L’Iran discute con l’Oman per mettere un pedaggio a Hormuz
Secondo il media arabo Al Arabiya, Iran e Usa – con la mediazione del Pakistan - dovrebbero aver raggiunto una bozza finale di un possibile accordo preliminare. Cessate il fuoco immediato; impegno reciproco a non colpire infrastrutture militari, civili o economiche; fine delle operazioni militari; impegno a rispettare la sovranità, l'integrità territoriale e la non ingerenza negli affari interni; libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell'Oman; negoziati sulle questioni in sospeso inizieranno entro sette giorni; revoca graduale delle sanzioni statunitensi in cambio dell'impegno dell'Iran a rispettare i termini dell'accordo. Sarebbero questi alcuni dei punti contenuti nella «bozza finale». Il testo dovrebbe essere annunciate entro poche ore.
Nelle ultime 24 ore, la marina del corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha dichiarato di aver fatto passare 35 navi, tra cui petroliere e porta container, attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, presente ad una riunione della Nato in Svezia, ha dichiarato che ci sono «lievi progressi» nell’accordo con l’Iran. Poi ha subito aggiunto: «Ma non voglio esagerare. I principi fondamentali restano gli stessi, ovvero che l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare». Durante la conferenza stampa, Rubio ha anche detto che nessun Paese deve accettare pedaggi iraniani per passare lo Stretto di Hormuz.
l consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha affermato che esiste solo una probabilità del 50% che Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo che apra lo Stretto di Hormuz. Gargash ha anche avvertito che la modifica dello status di Hormuz, voluta dall’Iran, sarebbe un pericoloso precedente che danneggerebbe anche l’Europa.
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi è in visita in Iran per attività di mediazione. Secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, Naqvi avrebbe incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. I due funzionari avrebbero esaminato le ultime proposte per porre fine alla guerra, nel tentativo di risolvere i restanti punti di disaccordo tra Stati Uniti e Iran.
Durante l’operazione militare contro l’Iran, le forze armate americano hanno perso quasi un quinto dei loro droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia. Lo riferisce la Tass citando una notizia di Bloomberg. Secondo il rapporto, dall’inizio dell’attacco all’Iran, Teheran ha distrutto oltre due dozzine di droni MQ-9 Reaper, pari a quasi il 20% delle risorse del Pentagono precedenti al conflitto. Un singolo drone costa 30 milioni di dollari.
Secondo il Ny Times, L’Iran starebbe trattando con l’Oman – storico alleato degli Usa – per imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Questa decisione è sempre stata contestata dal presidente Trump che anche ieri ha ribadito: «È una via navigabile internazionale. Non vogliamo pedaggi». (riproduzione riservata)
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