Il presidente statunitense Donald Trump tuona: «L'Iran sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo». Intanto gli Usa chiedono ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre a negoziati con Beirut ma promette: «Nessuna tregua con Hezbollah».
13:30 Teheran: Il nostro piano in 10 punti base dei negoziati
13: 05 Aeroporti a secco se Hormuz non riapre in 3 settimane
12:45 Starmer: ho discusso con Trump anche opzioni militari per Hormuz
12:15 Dal cessate il fuoco 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
10:40 Tajani: Italia in prima linea per la de-escalation in Medio Oriente
9:45 Ue: Bene la tregua, ora strategia per la pace in tutto il Medio Oriente
8:40 Morto l’ex ministro degli Esteri dell’Iran
8:00 Islamad si blinda in vista dei colloqui di pace
7:00 Trump: pessimo lavoro nella gestione di Hormuz
6:45 Allerta antiaerea in tutto Israele all'alba ma apertura ai negoziati con il Libano
Il piano in 10 punti proposto dall'Iran è stato concordato come base per i negoziati. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Majdi Takht Ravanchi, alla vigilia dei colloqui a Islamabad tra Usa e Iran.
13: 05 Aeroporti a secco se Hormuz non riapre in 3 settimane
Gli aeroporti europei rischiano una carenza «sistemica» di carburante per gli aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Lo si legge nella lettera dell’Aci Europe, che rappresenta gli aeroporti dell'Ue, inviata al commissario europeo per i trasporti, Apostolos Tzitzikostas, visionata dal Financial Times.
12:45 Starmer: ho discusso con Trump anche opzioni militari per Hormuz
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di «opzioni militari» per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata nella serata di giovedì 9 aprile con il presidente statunitense Donald Trump. «Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto», ha aggiunto Starmer.
12:15 Dal cessate il fuoco 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Un totale di 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì 8 aprile sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. È quanto risulta dai dati del sito web di monitoraggio MarineTraffic citati da Bbc Verify, la sezione di fact checking dell'emittente inglese. Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono navi portacontainer di vario tipo. Primo dello scoppio del conflitto passavano 140 navi al giorno nello stretto.
Il governo italiano è «in prima linea nell'impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Laddove in questo «quadro internazionale particolarmente complesso, la nostra priorità è sostenere le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell'energia».
L'Ue «accoglie con favore» il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, e chiede «l'immediata cessazione delle ostilità in Libano». Nonché invita a «elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente», lo ha dichiarato l'Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas a nome dei 27 stati membri, invitando anche l’Iran a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz «in conformità con il diritto internazionale».
Per risolvere tutte le questioni ancora in sospeso «la diplomazia è fondamentale» ha aggiunto Kallas. «È ora il momento di elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente. L'Unione europea contribuirà a tutti gli sforzi diplomatici in questo ambito, tenendo conto dell'insieme dei propri interessi e delle proprie preoccupazioni, in coordinamento con i partner».
L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è morto a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici statunitensi-israeliani del 1° aprile, secondo quanto riportato dai media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Internazionali, parte del Ministero degli Esteri.
La capitale del Pakistan, Islamabad, è stata posta in stato di massima allerta in vista degli importanti colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran programmati nel weekend, con le autorità che hanno schierato oltre 10 mila agenti delle forze dell'ordine e imposto severe restrizioni alla circolazione in tutta la città. È stato predisposto un piano di sicurezza a più livelli, supervisionato dall'esercito e supportato dai Pakistan Rangers, dalla polizia e dalle forze paramilitari, per proteggere le delegazioni.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'Iran sta facendo un «pessimo lavoro» nel consentire il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. «Questo non è l'accordo che abbiamo!», ha affermato il tycoon in un post su Truth Social. «È meglio che non lo stiano facendo (applicare i pedaggi ai tanker in transito ndr) e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!». L'Iran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno.
Nelle prime ore di venerdì 10 aprile è scatta l’allerta antiaerea in tutto Israele, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran.
Tanto che l’amministrazione statunitense ha fatto pressione su Israele per una de-escalation in Libano e il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver incaricato il governo israeliano di avviare «al più presto» negoziati diretti con Beirut ma promette: «Nessuna tregua con Hezbollah». (riproduzione riservata)