Ore 17:30 Emirati, incendio in impianto petrolifero Fujairah per drone iraniano
Gli Stati Uniti hanno aperto un “corridoio” nello Stretto di Hormuz per garantire il libero transito delle navi. Lo ha dichiarato Bradley Cooper, comandante dello US Central Command, spiegando che altre imbarcazioni sono già in rotta per attraversare l’area e che il passaggio è stato «ripulito dalle mine e lo apriremo presto in entrambe le direzioni».
Secondo quanto riferito, le forze statunitensi hanno distrutto sei piccole imbarcazioni iraniane dopo un attacco da parte di Teheran con missili da crociera, droni e mezzi navali contro unità militari e mercantili sotto protezione Usa.
Cooper ha precisato che non è prevista una scorta diretta alle navi commerciali: al contrario, gli Stati Uniti puntano su un sistema difensivo multilivello che include navi, elicotteri, aerei, sistemi di allerta precoce e guerra elettronica per garantire la sicurezza della navigazione.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani smentiscono la versione americana sul transito di navi attraverso lo stretto di Hormuz, definendo «infondate e completamente false» le dichiarazioni del Centcom, l’United States Central Command, che aveva annunciato il passaggio «con successo» di due navi battenti bandiera Usa. Teheran avverte che qualsiasi movimento marittimo contrario ai principi della marina dei Pasdaran «affronterà seri rischi» e le navi in violazione «saranno fermate con la forza». Il capo dell’esercito Amir Hatami ha inoltre accusato le unità americane di essersi avvicinate all'area «spegnendo i radar», giustificando il lancio di missili da crociera e droni. «La sicurezza di questa regione è una linea rossa per l’Iran», ha dichiarato.
L’emirato orientale di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, riferisce che un drone iraniano ha provocato un incendio in un impianto petrolifero, una infrastruttura chiave, perché consente l’accesso alle esportazioni senza passare dallo stretto di Hormuz. Oggi gli Emirati hanno diffuso allarmi missilistici per la prima volta dall’entrata in vigore del cessate il fuoco.
«Non transigeremo sulla protezione della nostra sicurezza e sovranità in nessuna circostanza e ci riserviamo il pieno e legittimo diritto di risposta alle aggressioni», ha affermato il ministero degli Esteri emiratino in una nota.
«Abbiamo il pieno controllo» dello Stretto di Hormuz: lo «stiamo aprendo». Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un’intervista a Fox, ribadendo che l’economia iraniana è in «caduta libera».
Donald Trump, ha, inoltre, pubblicato su Truth un foto-collage per dimostrare chi vince e chi perde fra Usa e Iran. Per Trump le forze americane: Marina operativa al 100%, Aviazione operativa al 100%, Difesa antiaerea operativa al 100%. Le forze iraniane: Marina azzerata, aviazione azzerata, difese aeree azzerate.
Il governo sudcoreano sta verificando la segnalazione di un possibile attacco a una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia Yonhap. Il ministero degli esteri di Seul ha affermato che non sono state confermate vittime di cittadini sudcoreani. «L’ufficio per gli affari consolari sta verificando le informazioni secondo cui una nave sudcoreana sarebbe stata attaccata. Abbiamo confermato in via preliminare che non ci sono vittime tra i nostri cittadini», ha dichiarato un funzionario del Ministero degli Esteri. Il Ministero sta inoltre lavorando per determinare l’entità dei danni subiti dalla nave e identificare i responsabili, ha aggiunto.
Secondo i media si sarebbe verificato «un incendio, dopo un’esplosione», a bordo dell’imbarcazione sudcoreana.
Se confermato, si tratterebbe del primo attacco a una nave battente bandiera sudcoreana bloccata nello stretto di Hormuz da quando questa importante via navigabile è stata di fatto chiusa alla fine di febbraio in seguito agli attacchi israelo-americani contro l’Iran che hanno scatenato la crisi regionale. Circa 2.000 navi rimangono bloccate nello Stretto, tra cui 26 battenti bandiera sudcoreana.
Un alto funzionario statunitense ha smentito la notizia, riportata dall’agenzia di stampa iraniana Fars, secondo cui una nave da guerra Usa sarebbe stata colpita da missili iraniani vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Axios.
La compagnia low-cost americana Spirit Airlines, quotata a Wall Street, si ferma a causa dell’impennata dei prezzi del carburante. Tutti i voli Spirit sono stati cancellati e ai passeggeri è stato consigliato di non recarsi in aeroporto, dopo che la compagnia non è riuscita a raggiungere un accordo con l’amministrazione Trump per ottenere i finanziamenti necessari. «Mantenere in vita l’azienda avrebbe richiesto centinaia di milioni di dollari di liquidità aggiuntiva che Spirit semplicemente non ha e non è riuscita a procurarsi», ha dichiarato sabato Dave Davis, amministratore delegato della compagnia. «È una delusione enorme e non è il risultato che nessuno di noi avrebbe voluto».
La compagnia, i cui principali hub includono Fort Lauderdale e Orlando in Florida e Las Vegas, era in difficoltà da anni. I suoi problemi si sono però aggravati con l'aumento dei prezzi del carburante innescato dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, ormai al terzo mese. Il conflitto ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, arteria fondamentale per i flussi energetici, provocando un'impennata dei prezzi di petrolio e gas.
Dal 4 maggio gli Stati Uniti tenteranno di «liberare» le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump, presentando l'operazione denominata Project Freedom in un post pubblicato il 3 maggio su Truth Social. L’Iran ha replicato: le forze statunitensi che si avvicineranno allo Stretto saranno considerate ostili e attaccate.
«Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’aggressivo esercito statunitense, qualora intendesse avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz, sarà presa di mira e attaccata», ha dichiarato il generale Ali Abdollahi del comando centrale delle forze armate iraniane, in una nota diffusa dall'emittente statale Irib.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’obiettivo dell’operazione Project Freedom, che dovrebbe partire il 4 maggio, è far uscire dalle acque contese dello Stretto di Hormuz le navi civili battenti bandiera di Paesi non coinvolti nel conflitto, in modo che possano «svolgere liberamente e agevolmente le proprie attività».
Il nuovo tentativo di liberare le navi non sembra mirare a ripristinare la libertà di navigazione nel canale, bensì a consentire alle navi rimaste bloccate di uscire in sicurezza. «Lo spostamento delle navi ha il solo scopo di liberare persone, aziende e Paesi che non hanno commesso alcun illecito: sono vittime delle circostanze», ha spiegato Trump.
Il tycoon non ha fornito dettagli su come gli Stati Uniti intendano condurre l’operazione, ma ha aggiunto di essere «pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran». (riproduzione riservata)