Ennesimo botta e risposta tra il presidente americano Donald Trump e i vertici di Teheran. Axios parla di mediazioni tra Washington, Teheran e altri Paesi ma l’agenzia iraniana Tasnim smentisce l’indiscrezione. I Paesi dell’Opec+ hanno concordato un aumento delle quote di produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno, a partire da maggio.
«L’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz», lo riferisce Reuters citando fonti anonime informate. L’accordo quadro «è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l’Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte», ha affermato la fonte, «delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale». L’intesa, provvisoriamente denominata «Accordo di Islamabad», prevedrebbe la riapertura di Hormuz «entro 15-20 giorni», con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
L’agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, ha definito le rivelazioni su una possibile tregua di Axios – descritto come «il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche» – come un tentativo di mescolare le carte, e preparare «l’ennesimo passo indietro di Donald Trump». L’Iran, sottolinea l’agenzia, «ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei» senza un accordo sulla fine del conflitto. «I nemici americano-sionisti, che sono sotto la pressione della guerra e confusi, intendono sfruttare l’opportunità di cessate il fuoco per uscire dalla crisi delle munizioni e dalla situazione strategica difficile».
Mercoledì 8 aprile il segretario generale della Nato, Mark Rutte, incontrerà il presidente statunitense Donald Trump nel mezzo delle ipotesi di un abbandono dell’Alleanza atlantica da parte di Washington.
Nella mattinata nuovi raid realizzati da Usa e Israele su Teheran hanno ucciso almeno 25 persone, stando a quanto riportano media iraniani. Un missile balistico iraniano contro la città israeliana di Haifa ha invece provocato almeno due vittime. In parallelo le forze israeliane hanno ucciso undici libanesi in due distinti attacchi aerei contro il villaggio di Kfarhata, nel sud del Paese, e contro Jnah, quartiere a sud della capitale Beirut
Trump ha annunciato per lunedì 6 aprile alle 13, ora statunitense, una conferenza stampa per fornire maggiori dettagli sull’operazione che nella notte tra sabato e domenica ha portato al salvataggio dell’ufficiale dell’aeronautica disperso in Iran dopo l’abbattimento di un F-15.
Secondo Axios, sono in corso dei tentativi diplomatici tra Stati Uniti e Iran per un cessate il fuoco di 45 giorni, durante i quali si negozierebbe la tregua definitiva. Stando alle fonti citate, le probabilità di raggiungere un’intesa però sono basse. In un colloquio con la stessa testata, il presidente Usa Donald Trump aveva detto che ci sono buone possibilità di arrivare a un accordo con l’Iran entro lunedì 6, ma che in caso contrario è pronto a far «esplodere tutto». Il tycoon aveva poi promesso di colpire infrastrutture energetiche e ponti iraniani in caso di mancata apertura dello Stretto di Hormuz.
I Paesi dell’Opec+ hanno concordato un aumento delle quote di produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno, a partire da maggio. Un incremento che appare più simbolico che altro, dato che nei fatti i Paesi del Golfo stanno bloccando le esportazioni a causa della guerra in Iran. (riproduzione riservata)
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