Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran), Alireza Tangsiri, è stato ucciso in un attacco israeliano. Secondo Katz, Tangsiri è «la persona direttamente responsabile dell’operazione terroristica di minamento e blocco dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo».
Nel frattempo il presidente russo Vladimir Putin ha definito le conseguenze del conflitto in Medioriente come paragonabili agli effetti della pandemia da Covid-19: dai danni alla logistica ai rallentamenti delle catene di approvvigionamento internazionali, «mi sembra che nemmeno coloro che sono coinvolti nel conflitto siano in grado di prevedere nulla, ma per noi è ancora più difficile», ha affermato il leader del Cremlino.
Il muro alzato da Teheran gela ogni speranza di distensione. L’Iran ha rigettato la proposta di Washington, rivendicando il diritto esclusivo di stabilire tempi e modalità della fine delle ostilità. Il capo della diplomazia iraniana, Araghchi, ha blindato la posizione del regime escludendo nuovi colloqui e ribadendo che la chiusura strategica dello Stretto di Hormuz resta un’arma pronta a scattare contro le nazioni ostili. Gli Stati Uniti, sul fronte opposto, hanno ordinato il dispiegamento di circa 2.500 soldati. Per la Cnn Teheran si prepara a fronteggiare una possibile invasione di terra degli americani sull’isola di Kharg.
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha per la prima volta indicato la possibilità di una partecipazione delle forze armate tedesche alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. «Se si raggiungerà un cessate il fuoco, discuteremo di qualsiasi dispiegamento per garantire la pace, in particolare per salvaguardare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz», ha affermato Pistorius, durante una visita nella capitale australiana, Canberra. Il ministro della Difesa ha sottolineato, durante un incontro con il suo omologo australiano, Richard Marles, che l'instabilità nella regione mediorientale ha enormi ripercussioni per il mondo intero. «Per questo siamo pronti a garantire qualsiasi pace», ha aggiunto Pistorius.
Il Parlamento iraniano sta lavorando a una legge per formalizzare il pedaggio da applicare ad alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz. Le agenzie di stampa Fars e Tasnim, entrambe vicine ai Pasdaran, citano il deputato Mohammadreza Rezaei Kouchi, secondo cui «il Parlamento sta portando avanti un piano per codificare formalmente la sovranità, il controllo e la supervisione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz, creando al contempo una fonte di entrate attraverso la riscossione di dazi. È del tutto naturale, così come le merci pagano dazi di transito quando attraversano altri corridoi, anche lo Stretto di Hormuz è un corridoio. Noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino tali dazi».
Israele ha rimosso Araqchi e il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, dalla lista degli obiettivi da colpire in seguito all'intervento del Pakistan. Secondo quanto ha riferito un funzionario pakistano a Reuters, i due sono rimasti nella lista fino a quando il Pakistan non ha chiesto a Washington di non ucciderli. A quel punto gli Usa hanno a loro volta ha chiesto a Israele di «fare un passo indietro». «Gli israeliani avevano le loro coordinate e volevano eliminarli. Abbiamo detto agli Stati Uniti che se anche loro fossero stati eliminati, non ci sarebbe stato nessun altro con cui parlare. Pertanto, gli Stati Uniti hanno chiesto agli israeliani di fare un passo indietro», ha spiegato il funzionario.
La Russia sta per portare a termine una spedizione graduale di droni, medicinali e cibo all'Iran. È quanto ha riferito il Financial Times sulla base di rapporti dell’intelligence occidentale. Alti funzionari iraniani e russi avrebbero iniziato a discutere segretamente la consegna di droni pochi giorni dopo l'inizio degli attacchi di Israele e Stati Uniti contro il regime di Teheran, stando a quanto riferito al quotidiano da due fonti. Le consegne dovrebbero concludersi entro la fine di marzo.
Una petroliera carica di greggio, di proprietà di una compagnia turca con sede a Istanbul, è stata attaccata nelle prime ore di giovedì 16 marzo, a circa 14 miglia dal Bosforo. Lo riportano i media turchi. La nave «Altura», appartenente alla società Pergamon Shipping, era partita dalla Russia ed è stata colpita, secondo le prime ricostruzioni, sia da un drone sia da un mezzo di superficie autonomo. L’imbarcazione, che trasportava circa 140.000 tonnellate di petrolio, sarebbe stata attaccata a circa 14 miglia dal Bosforo. Secondo le informazioni disponibili, la nave è soggetta a sanzioni dell’Ue essendo classificata come unità della cosiddetta «flotta ombra» sulla piattaforma MarineTraffic.
Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran «più duramente di quanto non sia mai stato fatto prima» se Teheran non raggiungerà un accordo per porre fine al conflitto. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt. «Il presidente Trump non bluffa ed è pronto a scatenare l’inferno». Trump è disposto a ordinare l’invio di truppe statunitensi sul suolo iraniano, ma esita a farlo, in parte perché ciò potrebbe compromettere il suo obiettivo di una rapida conclusione del conflitto. Teme che il numero di soldati americani feriti o uccisi nell’operazione possa aumentare, hanno affermato funzionari statunitensi. Finora, quasi 300 americani sono rimasti feriti e 13 sono morti.
Il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim citate dall’agenzia Ap. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione affari civili del parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell’assemblea legislativa. «Secondo questo piano, l’Iran deve riscuotere delle tariffe per garantire la sicurezza delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz», ha dichiarato il funzionario.
Donald Trump ha ribadito la sua convinzione che l’Iran «era a due settimana dal produrre l’arma nucleare quando ho attaccato». Parlando alla cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso ha poi insistito che gli Stati Uniti hanno «vinto la guerra» contro l’Iran «nei primi due giorni» dell’operazione Epic Fury.
Theran si prepara a un’invasione via terra. Lo riporta la Cnn citando fonti riservate dei servizi segreti statunitensi. Nelle ultime settimane l'Iran ha piazzato delle mine e ha dispiegato ulteriori effettivi militari e sistemi di difesa aerea sull'isola di Kharg, in vista di una possibile operazione statunitense volta ad assumerne il controllo. L’amministrazione Trump sta valutando l’utilizzo di truppe statunitensi per impadronirsi della minuscola isola nel Golfo Persico nord-orientale come leva sugli iraniani per costringerli a riaprire lo Stretto di Hormuz, spiega la Cnn. (riproduzione riservata)
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