Dopo cinque settimane di guerra tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra la situazione in Medio Oriente resta incandescente ma con spiragli di un negoziato. Al centro delle tensioni lo Stretto di Hormuz: il presidente degli Usa Donald Trump aveva dato a Teheran 48 ore di tempo (da sabato 21 marzo) per riaprirlo al traffico, minacciando attecchi a tutte le infrastrutture energetiche del Paese.
Dopo l’ultimatum le due parti hanno avviato da due giorni una serie di colloqui «riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente» definiti «positivi» e «produttivi» da Trump. Il presidente Usa sostiene di aver già raggiunto «importanti punti di accordo» con Teheran.
Stati Uniti e Iran stanno discutendo su un piano in quindici punti dei quali «il primo, il secondo e il terzo riguardano la rinuncia al programma nucleare». Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti in Florida mentre saliva a bordo dell'Air Force One. Il presidente statunitense ha affermato di volere un controllo congiunto dello Stretto di Hormuz con la Guida Suprema iraniana, pur ribadendo di volere «una forma molto seria di cambio di regime».
A seguito delle dichiarazioni di Trump, una fonte israeliana ha affermato che gli americani hanno indicato il 9 aprile come data per la fine della guerra, lasciando 21 giorni per il conflitto e i negoziati. Lo riporta Ynet. Secondo la stessa fonte, sembra che i colloqui tra Iran e Stati Uniti si terranno questa settimana in Pakistan. «Gli americani non hanno aggiornato Israele sui colloqui con Ghalibaf (il presidente del parlamento iraniano, ndr). Porre fine alla guerra il 9 aprile permetterà a Trump di arrivare in Israele per il Giorno dell'Indipendenza e ricevere il Premio Israele», ha dichiarato la fonte.
Secondo Axios, il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno avuto oggi un colloquio telefonico nel quale hanno discusso degli sforzi per aprire un negoziato con Teheran. Secondo quanto riferito, i due leader hanno affrontato anche i possibili elementi di un accordo volto a porre fine al conflitto con l'Iran.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di voler cercare con l'Iran un accordo simile a quello raggiunto con il Venezuela «sul petrolio e nelle relazioni». Il tycoon ha ribadito che il punto principale di un possibile accordo è che gli iraniani «non dovranno avere il nucleare». Questo «è il punto numero uno, due e tre», ha detto parlando con i giornalisti.
Israele «è stato informato della decisione del presidente Usa Donald Trump di rinviare l'ultimatum all'Iran». Lo ha riferito un funzionario israeliano, citato dalla stampa locale, secondo il quale «gli americani hanno anche chiesto a Israele di sospendere gli attacchi contro le centrali elettriche e le infrastrutture in Iran». Trump «ha indubbiamente fatto marcia indietro perché ha capito che il suo ultimatum non faceva altro che complicare la situazione», ha aggiunto la fonte.
Nonostante le smentite dell’Iran, Trump insiste: ci sono state «discussioni molto intense» con gli iraniani, ha detto il tycoon, aggiungendo che «siamo fermamente determinati a raggiungere un accordo con l’Iran». I colloqui più recente, ha aggiunto Trump parlando con Fox Business, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.
Quando il giornalista di Fox Business ha chiesto con chi Washington avesse parlato a Teheran, il presidente ha risposto: «Beh, hanno dei rappresentanti. Considero questo un cambio di regime, perché si tratta di persone nuove con cui stiamo parlando».
Teheran replica che nessun negoziato è in corso con gli Usa e che anzi la retromarcia di Trump è legata alla paura di rappresaglie. Donald «Trump fa marcia indietro», ha scritto in un messaggio su X l'agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della Rivoluzione. Anche l'agenzia di stampa iraniana Fars afferma che non ci sarebbero comunicazioni dirette o indirette con gli Stati Uniti.
«Sulla base del tenore e del tono di questi colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che continueranno per tutta la settimana» con Teheran, «ho dato istruzioni al dipartimento della guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, a condizione che gli incontri e le discussioni in corso abbiano esito positivo». Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. Il messaggio ha fatto girare in positivo i mercati.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi sette missili balistici e 16 droni lanciati dall'Iran, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa emiratino.
«Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le tue parole sono su questi missili?». È il messaggio postato dal ministero degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di Israele e Stati Uniti all’Iran. «Tieni presente - ha aggiunto Tel Aviv - che l’Europa, Spagna compresa, è nel raggio d'azione di quei missili».
Non c’è «nessuna valutazione» secondo cui il Regno Unito sia nel mirino di missili iraniani e nessun missile ha colpito la base Diego Garcia nell’Oceano indiano. Lo ha dichiarato il premier britannico, Keir Starmer, aggiungendo che è necessaria una «de-escalation».
«La situazione si sarebbe dovuta spostare molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa è l'unica cosa che può contribuire efficacemente a disinnescare la situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a Erbil, in Iraq, secondo quanto riferisce il Tehran Times.
La nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe «ferita, isolata e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi», secondo quanto hanno riferito al Washington Post alcuni funzionari della sicurezza statunitensi e israeliani. Khamenei risulta irreperibile da quando è stato proclamato guida suprema in seguito dopo l’uccisione del padre.
La Cina ha avvertito del rischio che la situazione in Medio Oriente possa diventare «incontrollabile» se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump porterà avanti la minaccia di distruggere le centrali elettriche iraniane. Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lin Jian.
Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando l'agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un parco di Rabe Rashidi.
Il quartier generale delle forze armate iraniane ha dichiarato di essere pronto a chiudere lo Stretto di Hormuz a tempo indeterminato se il presidente degli Usa, Donald Trump, metterà in atto la minaccia di bombardare le centrali elettriche iraniane.
Teheran ha aggiunto che tutte le infrastrutture energetiche e di telecomunicazione israeliane, in tal caso, sarebbero prese di mira, così come «società simili nella regione con azionisti statunitensi».
Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive agenzia Mehr, citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd il caccia americano è stato colpito nei cieli sopra l’Iran ed è poi caduto in Kuwait.
Dura presa di posizione degli Emirati Arabi Uniti contro le organizzazioni islamiche, ree di aver lasciato solo il Golfo. «Dove sono le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la Lega Araba e l'Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri Paesi sono soggetti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i principali Stati arabi?», ha scritto su X Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed.
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà nella serata del 23 marzo in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran secondo quanto riferito dai media israeliani. Il presidente americano ha dato 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attaccherà le reti energetiche iraniane.
«Il presidente Donald Trump sta disarmando il regime iraniano e portando la pace in Medio Oriente. Aspettando un altro anno o due, sarebbe stato impossibile impedire all'Iran di ottenere armi nucleari». Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, a Nbc News. (riproduzione riservata)