Guerra in Iran, la diretta | Stretto di Hormuz di nuovo chiuso. La premier Meloni tra due settimane in Azerbaijan
Guerra in Iran, la diretta | Stretto di Hormuz di nuovo chiuso. La premier Meloni tra due settimane in Azerbaijan
Un soldato francese dell’Unifil ucciso in Libano dove nelle ultime 24 ore l’Idf ha condotto diversi raid a sud del Paese contro Hezbollah. È la prima violazione del cessate il fuoco

di Francesca Gerosa 18/04/2026 11:00

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Ore 15:00 La premier Giorgia Meloni tra due settimane in Azerbaijan

A causa dello shock energetico per la guerra in Medio Oriente la premier, Giorgia Meloni, che si già recata prima in Algeria poi nei Paesi del Golfo per assicurarsi che l’Italia non abbia contrazioni nell'approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali, tra un paio di settimane andrà in Azerbaijan. L’annuncio è arrivato dalla stessa Meloni intervenuta alla 76ma assemblea di Federalberghi al salone delle Fontane a Roma.

Solo ieri, 17 aprile, era a Parigi con altri leader europei, collegati con circa 50 Paesi, per fissare le condizioni con le quali, quando sarà possibile dopo la fine del conflitto in Iran, tornare a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

In ogni caso, ha chiarito il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, Commissione Affari Esteri e Difesa, «ogni decisione relativa a impegni italiani nei contesti internazionali sarà preventivamente sottoposta al vaglio del Parlamento».

«Siamo pronti», ha proseguito Gasparri, «a valutare ogni iniziativa che possa facilitare la libera circolazione delle persone e delle merci nel canale di Hormuz e in tutta l'area Medio Orientale». Una risposta alla segretaria Pd, Elly Schlein, che ha subito chiesto al governo di chiarire «cosa ha in testa prima di fare annunci».

Per le famiglie italiane le stime di Unimpresa indicano rincari del 30% sulle bollette elettriche e del 37% sul gas, con un aggravio annuo di oltre 250 euro a nucleo. Il gasolio è già stabilmente sopra i 2 euro al litro nonostante i tagli emergenziali alle accise varati dal governo; benzina e diesel sono destinati a salire ulteriormente con il petrolio volato sopra 100 dollari al barile e il gas sui mercati europei in rialzo di oltre il 10%.

Ore 14:20 Un soldato francese dell’Unifil ucciso in Libano

Gli Stati Uniti non possono imporre un assedio allo Stretto di Hormuz. Così il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, dopo che Teheran ha nuovamente chiuso lo Stretto a causa del blocco statunitense. «Gli americani non possono imporre la loro volontà di assediare l'Iran, mentre quest'ultimo, animato da buone intenzioni, si sforza di facilitare il passaggio in tutta sicurezza attraverso lo Stretto», ha dichiarato Saeed Khatibzadeh.

Sull’altro fronte aperto, quello in Libano, l’Idf ha confermato di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid a sud del Paese contro militanti di Hezbollah che hanno violato gli accordi di cessate il fuoco. Si tratta della prima violazione di questo tipo dall'entrata in vigore della tregua.

Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, le truppe che operano a sud della linea gialla stabilita dall'Idf hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della linea, rappresentando una minaccia immediata.

Ed è di pochi minuti fa la notizia che un soldato francese dell'Unifil è rimasto ucciso e tre sono rimasti feriti in seguito ad un attacco contro i caschi blu in Libano. L’annuncio è arrivato dal presidente francese, Emmanuel Macron. 

Il Casco Blu ucciso era in missione per liberare una strada verso una postazione Unifil che era rimasta isolata per diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona. «È stato vittima di un'imboscata a distanza ravvicinata da parte di un gruppo armato. Colpito immediatamente da fuoco diretto, è stato tratto in salvo dai suoi commilitoni, che non sono riusciti a rianimarlo», ha scritto su X la ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin.

Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha espresso vicinanza all’omonima francese e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito: «alla famiglia del soldato Caduto giungano il mio più sincero cordoglio e la mia solidarietà. Ai militari feriti rivolgo l'augurio di pronta e completa guarigione», ha dichiarato Crosetto.

Ore 13:30 Mojtaba Khamenei: Marina iraniana pronta a sconfiggere forze Usa

Sale la tensione tra Stati Uniti e Iran con lo Stretto di Hormuz che resta l’oggetto del contendere. La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è tornata a minacciare gli Usa: «la marina di Teheran è pronta a sconfiggere le forze statunitensi». In una dichiarazione diffusa sul suo canale Telegram, Khamenei, che non è stato più visto in pubblico dall'inizio della guerra, ha affermato che la marina iraniana è «coraggiosa ed è pronta a far assaporare ai nemici l'amarezza di nuove sconfitte».

Il tutto mentre una petroliera è stata colpita da due motovedette collegate al corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani, 20 miglia nautiche a nord-est dell'Oman. La nave e l'equipaggio sono al sicuro.

Ore 13:00 Spari contro due mercantili che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz

Due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d'arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Questo dopo che l'Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto, accusando gli Stati Uniti di non aver rispettato i termini previsti dall'accordo per il cessate il fuoco.

Il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha spiegato che lo Stretto è aperto alla navigazione commerciale, con possibili restrizioni tecniche dovute alle mine, «ma non c'è alcun blocco e non ce ne sarà uno», ha detto.

Tuttavia, ha aggiunto, «non posso parlare per l'altra parte (gli Stati Uniti, ndr), la cui politica potrebbe essere volta a confondere tutti«. Lo Stretto «è aperto al passaggio delle navi commerciali. Naturalmente», ha precisato Khatibzadeh in un'intervista all'emittente NTV, «questo vale per il periodo successivo al cessate il fuoco. Possono esserci alcune restrizioni tecniche dovute alle mine e a questioni di sicurezza».

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto sapere che il blocco navale statunitense dei porti iraniani resterà in vigore fino alla conclusione di un accordo di pace con l'Iran.

Ore 12:30 Iran, nessun ok a un nuovo round di negoziati per la pace con gli Usa

L’Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui per la pace con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad, capitale del Pakistan, la scorsa settimana, «a causa dell'annuncio del presidente, Donald Trump, sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all'Iran», ha dichiarato l'agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria. In mattinata la Cnn, citando fonti iraniane, ha detto che il secondo round di negoziati di pace è previsto per lunedì 20 aprile, prima della scadenza del cessate il fuoco il 21.

Dietro le quinte, l'Egitto sta lavorando a stretto contatto con il Pakistan per garantire una pace duratura. Il ministro degli Esteri, Badr Abdelatty, ha precisato che Egitto, Turchia, Pakistan e Arabia Saudita stanno coordinando uno sforzo regionale più ampio, incentrato sulla prevenzione di una nuova escalation e sulla creazione delle basi per un assetto di sicurezza nel dopoguerra.

Ore 12:00 Meloni: in Iran il quadro cambia continuamente, al lavoro per stabilizzazione

A detta della premier, Giorgia Meloni, in Iran l’instabilità sta diventando la nuova normalità. «Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, con l'instabilità che sta diventando la nuova normalità», ha sottolineato la Meloni, intervenendo alla 76ma assemblea di Federalberghi al salone delle Fontane a Roma.

«Mentre venivamo qui», ha aggiunto, «l'Iran ha annunciato di voler nuovamente chiudere lo stretto di Hormuz rispondendo all'indisponibilità degli Usa: il quadro cambia continuamente e noi siamo al lavoro ogni minuto per la stabilizzazione».

E se in un'intervista a Il Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rimarcato che Italia e Cina condividono la richiesta di «garantire il transito libero dei mercantili» attraverso lo Stretto di Hormuz, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha attaccato gli Stati Uniti, sostenendo che uno dei loro obiettivi dell'operazione in Iran era quello di controllare il petrolio che passa attraverso lo Stretto. «Non credo che ci fossero davvero piani per distruggere la civiltà. Penso che sia soltanto una figura retorica», ha affermato Lavrov. «Ma i piani erano di controllare il petrolio che passa attraverso il Golfo Persico, attraverso lo Stretto di Hormuz».

Ore 11:30 Lunedì 20 aprile a Islamabad secondo round di negoziati di pace tra Usa e Iran

Il secondo round di negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran è previsto, come per il primo, a Islamabadcapitale del Pakistan, per lunedì 20 aprile, secondo fonti iraniane citate dalla Cnn. Anche se Washington non ha confermato i colloqui, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato il 17 aprile che Teheran ha accettato di rinunciare al proprio uranio arricchito e ha espresso fiducia sul fatto che si possa raggiungere un accordo. Questo anche se l'Iran ha chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz a causa del permanere del blocco statunitense dei suoi porti.

Ore 11:00 Stretto di Hormuz di nuovo chiuso: tensione tra Iran e Stati Uniti alle stelle

Il comando militare iraniano ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz a causa del blocco statunitense. In un comunicato ha spiegato che il controllo del canale è tornato al suo «stato precedente» a causa del blocco continuo dei porti iraniani messo in atto dagli Stati Uniti.

Il comando dei Pasdaran ha puntati il dito sugli Usa che continuano a compiere «atti di pirateria e furto marittimo sotto il pretesto di un cosiddetto blocco». Per questo motivo, il controllo dello Stretto è ora sotto la «rigida gestione» delle forze armate iraniane.

Fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi in partenza dall'Iran verso le loro destinazioni e viceversa, «lo status dello Stretto di Hormuz rimarrà strettamente controllato e nella sua condizione precedente», ha aggiunto il corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica.

Il 17 aprile Teheran aveva annunciato la riapertura di Hormuz dopo la tregua in Libano, avvertendo, però, che lo avrebbe richiuso se gli Stati Uniti non avessero tolto il blocco ai porti iraniani. 

E così è stato visto che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che manterrà il blocco sui porti dell'Iran, aggiungendo che potrebbe non prorogare il cessate il fuoco dopo la sua scadenza il 21 aprile. In ogni caso il tycoon si è detto ottimista su un accordo di pace: «penso che si farà».

In effetti qualche spiraglio c’è visto che è stato parzialmente riaperto lo spazio aereo dell'Iran: i voli internazionali sono nuovamente autorizzati a sorvolare l'est del Paese, come ha annunciato l'Organizzazione dell'Aviazione civile. Teheran aveva chiuso il proprio spazio aereo lo scorso 28 febbraio, all'inizio dell'offensiva israelo-americana. (riproduzione riservata)