La guerra in Iran procede a colpi di ultimatum, quelli di Donald Trump, che ha promesso pesanti attacchi alle infrastrutture energetiche di Teheran se il regime non riaprirà lo Stretto di Hormuz nelle prossime ore. Gli ayatollah non sembrano volersi piegare, di qui il pessimismo sui negoziati, con l’Iran che ha respinto il piano di pace americano e presentato una controproposta di dieci punti. Oggi, 7 aprile, si parla di Medio Oriente anche in Italia con l’informativa alla Camera alle 16:00 del ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo che il governo ha vietato ai bombardieri diretti in Iran di usare le basi militari americane nel Paese.
Ore 11:00 Sale il bilancio delle vittime: quasi 3.600 morti da inizio guerra
Ore 10:00 Bombardamenti in corso su Teheran
Ore 9:00 L’ambasciatore iraniano in Pakistan: colloqui in fase critica
Ore 8:00 Mojtaba Khamenei in stato di incoscienza
Ore 7:00 Ultimatum di Trump forse esteso in caso di progressi
Ore 6:00 Israele agli iraniani: non prendete treni
Sale il conto delle vittime della guerra in Iran. Dal 28 febbraio quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro Teheran, tra cui almeno 1.665 civili. Di questi, almeno 248 erano bambini. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa per i diritti umani Hrana, una ong con sede negli Usa.
Nuovi attacchi aerei di Usa e Israele su Teheran, dove sono state udite tre forti esplosioni. Lo riferisce Al Jazeera, che parla di aerei da combattimento che stanno sorvolando la capitale iraniana.
«Gli sforzi positivi e costruttivi intrapresi dal Pakistan per porre fine alla guerra si stanno avvicinando a una fase critica e delicata». Lo scrive l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, su X. Il post è stato pubblicato poche ore prima dell’ultimatum del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato di distruggere le infrastrutture essenziali in Iran se non si arriverà a un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz, vitale per le forniture globali di petrolio.
Mojtaba Khamenei sarebbe privo di sensi e in cura nella città di Qom. Lo scrive la testata israeliana Ynet, che riprende un articolo del Times. Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell’intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico, la Guida Suprema iraniana sarebbe «in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcuna decisione del regime».
Donald Trump potrebbe estendere l’ultimatum all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, fissato alle due del mattino italiane di domani 8 aprile, se ci saranno progressi verso un accordo. Lo dichiara ad Axios un alto funzionario dell’amministrazione americana. Un’altra fonte invece si è mostrata «scettica» sulla proroga. Trump resterebbe il principale «falco» anti-Iran mentre il capo del Pentagono, Pete Hegseth, e il segretario di Stato, Marco Rubio, «sembrano colombe».
Il vicepresidente, Jd Vance, e i due inviati Steve Witkoff e Jared Kushner starebbero invece spingendo per raggiungere un’intesa subito, se possibile. Israele, Arabia Saudita ed Emirati, però, hanno chiesto a Trump di non fare concessioni sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e la consegna dell’uranio arricchito.
L’esercito israeliano ha suggerito agli iraniani di non viaggiare in treno fino alla sera del 7 aprile, alludendo a imminenti attacchi alle ferrovie del Paese. «Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi esortiamo ad astenervi dall’utilizzare o viaggiare in treno in qualsiasi parte del Paese da ora fino alle 21:00 ora iraniana», scrive su X l’esercito israeliano. «La vostra presenza sui treni e in prossimità dei binari mette a rischio la vostra vita». (riproduzione riservata)