Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà questa settimana un vertice multinazionale con circa 30 Paesi dedicato alla situazione dello stretto di Hormuz, punto di passaggio chiave per il commercio delle materie prime energetiche.
L'iniziativa punta a coordinare la protezione delle rotte commerciali globali a fronte del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il premier.
Le parole di Donald Trump sulla fine del conflitto «entro due-tre settimane» fanno riprendere un po’ fiato ai prezzi del petrolio. Tanto che il Brent, da giorni strutturalmente sopra i 100 dollari al barile, nella mattinata di mercoledì primo aprile è sceso sotto la soglia, pur trattando ancora a 99,9 dollari. Si tratta comunque di un decremento giornaliero di quasi il 4%.
In calo (-3,7%) anche il petrolio americano Wti, che quota circa 97,5 dollari.
La Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, in un messaggio al segretario generale di Hezbollah libanese Sheikh Naim Qassem, ha promesso di continuare a sostenere il gruppo appoggiato dall'Iran contro Stati Uniti e Israele. «L'Iran sosterrà con tutto il cuore il movimento di resistenza», specifica il messaggio.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dai media iraniani l'ex edificio dell'ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina. La stampa iraniana riferisce che sono stati gli Usa stessi ad aver colpito la struttura.
Dopo un mese esatto dall’inizio del conflitto in Medio Oriente innescato dall’attacco di Stati Uniti e Iran contro Israele, il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che «l'operazione militare finirà in due-tre settimane».
«Finiremo il lavoro», ha aggiunto il presidente, spostando di nuovo in avanti la data finale del conflitto. Ha quindi affermato: «Quando lascerò l'Iran i prezzi della benzina caleranno. Lo farò molto presto». Ha concluso dicendo che «l'Iran vuole l'accordo più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti».