Nelle prime ore della mattina italiana di mercoledì 10 giugno l’Iran ha attaccato una base statunitense in Giordania e altri obiettivi nel Golfo, tra cui Barhein e Kuwait.
Le Guardie rivoluzionarie hanno colpito in risposta ai raid americani nello Stretto di Hormuz condotti a seguito dall’abbattimento ieri «di un elicottero Apache dell’Esercito americano», ha comunicato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli «attacchi di autodifesa» rappresentano «una risposta proporzionata all’ingiustificata aggressione iraniana», ha aggiunto il Centcom.
Le forze armate giordane hanno affermato di aver intercettato e abbattuto cinque missili lanciati dall'Iran verso la zona di al-Azraq in Giordania.
Nonostante la ripresa delle ostilità i prezzi del greggio trattano in lieve calo, con i future sul Wti a quota 87,9 dollari al barile (-0,3%) e quelli sul Brent a 91,2 dollari (-0,3%). Ma la ripresa delle ostilità ha pesato sul mercato asiatico, con i principali indici che hanno chiuso le contrattazioni in territorio negativo.
Intanto, sul fronte libanese, prosegue l’escalation israeliana nel sud del Paese dei cedri.
L’Idf ha ordinato l’evacuazione per due villaggi nel sud del Libano prima di un imminente attacco contro Hezbollah.