Guerra in Iran, Bruxelles avvisa i Paesi Ue: preparatevi all’interruzione delle forniture di energia
Guerra in Iran, Bruxelles avvisa i Paesi Ue: preparatevi all’interruzione delle forniture di energia
Il commissario Ue Jorgensen scrive ai ministri dei 27 perché adottino misure preventive, riducendo i consumi di prodotti petroliferi e tenendo accese le raffinerie.Votata la fiducia sul decreto bollette, ma i benefici sono già superati dai nuovi rincari di gas ed elettricità.

di Angela Zoppo 31/03/2026 14:10

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L’Unione Europea mette in allerta i Paesi membri sull’energia e li invita a prepararsi «tempestivamente» e «interruzioni potenzialmente prolungate» delle forniture di energia a causa della nuova guerra del Golfo. A scrivere ai 27 è stato il commissario Ue all'Energia, Dan Jorgensen, che ha inviato la lettera ai ministri dell’Energia in preparazione della riunione straordinaria di martedì 31 marzo, invitandoli all'adozione di misure preventive, come tenere sotto controllo il consumo di carburante, favorire la libera circolazione dei prodotti petroliferi e posticipare gli interventi di manutenzione sulle raffinerie per mantenere la produzione a pieno regime. Jorgensen esprime preoccupazione in particolare nel breve termine, sull’onda dei rincari e del taglio forzato alla capacità di esportazione del Qatar.

Nel caso specifico dei trasporti, l'invito è a utilizzare maggiormente i biocarburanti per «alleviare la pressione sul mercato».

Il voto sul decreto bollette, ma i prezzi volano e servono nuove misure

Il monito di Jorgensen è arrivato mentre a Roma si è svolto il voto di fiducia sul cosiddetto decreto Bollette del governo, che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile 2026, dopo il passaggio al Senato. Il via libera nell'Aula della Camera è arrivato con 203 sì,117 no, e 3 astenuti.

Il testo contiene le misure per alleviare il costo dell’energia su famiglie e imprese, ma appare già insufficiente per reggere all’impatto del contesto geopolitico che continua a spingere i prezzi.

Restando ai numeri del 31 marzo, per il gas, il Psv italiano si attesta a 0,56 euro/metro cubo. Dal minimo di 0,304 euro/mc del 26 febbraio, prima dei bombardamenti Usa su Teheran, il prezzo è quasi raddoppiato, toccando 0,62 euro/mc il 20 marzo, per poi stabilizzarsi tra 0,52 e 0,56 euro/mc negli ultimi giorni. Quando il decreto è stato approvato in Consiglio dei ministri, il 18 febbraio, il Psv  era sotto 0,31. Da allora è salito dell’ 80%. il gas al Ttf è arrivato a 55,66 €/Megavattora, per poi ripiegare a 53,4 euro mentre il Pun, prezzo unico nazionale di riferimento per l’elettricità all’ingrosso, a 156,02 €/Mwh. Il Brent quota 107,6 dollari al barile, dopo aver toccato i 115,49 dollari quando le autorità degli Emirati Arabi hanno comunicato di essere impegnate a domare un incendio a bordo di una petroliera kuwaitiana colpita da un drone iraniano.

A preoccupare è anche il quadro degli stoccaggi europei. La situazione è critica: le scorte di gas in Europa sono attorno al 28% della capacità, il livello più basso per questo periodo dell’anno dal 2022, con gli analisti di settore che avvertono di possibili carenze già ad aprile se le spedizioni di gas naturale liquefatti non riprenderanno a pieno. (riproduzione riservata)