Guerra all’Iran quanto costa? rischio bomba fiscale da mille miliardi per i contribuenti americani
Guerra all’Iran quanto costa? rischio bomba fiscale da mille miliardi per i contribuenti americani
Secondo Linda Bilmes della Harvard Kennedy School i costi reali del conflitto superano già le cifre ufficiali diffuse dal Pentagono. Tra spese immediate sottostimate e contratti militari onerosi il peso economico del conflitto potrebbe aggravare drasticamente il debito pubblico americano

di di Giusy Iorlano 14/04/2026 16:14

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La guerra contro l’Iran rischia di trasformarsi in una voragine finanziaria per gli Stati Uniti: fino a mille miliardi di dollari a carico dei contribuenti.

Nei soli primi sei giorni dell’operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele, iniziata il 28 febbraio, il Pentagono ha stimato una spesa di 11,3 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo Linda Bilmes della Harvard Kennedy School, il costo reale sarebbe già vicino ai 16 miliardi.

La discrepanza nasce dal metodo di calcolo: il Pentagono utilizza il valore storico degli equipaggiamenti, non il costo attuale di sostituzione, molto più elevato. Bilmes stima che le operazioni attive arrivino a circa 2 miliardi di dollari al giorno, includendo munizioni, dispiegamento delle truppe e perdite militari, come i caccia F-15 abbattuti per errore.

Il peso dei contratti militari e della logistica

Un altro fattore chiave è rappresentato dai contratti a lungo termine con colossi della difesa come Lockheed Martin e Boeing. Il costo di rifornimento degli arsenali americani è enorme: ogni intercettore può arrivare a costare fino a 4 milioni di dollari, contro i droni iraniani prodotti con appena 30mila dollari.

Questa asimmetria rende il conflitto economicamente svantaggioso per gli Stati Uniti, che devono sostenere spese molto più elevate per mantenere la superiorità militare.

Le conseguenze a lungo termine sul debito

Il vero impatto economico, però, emergerà negli anni. Oltre alla ricostruzione delle infrastrutture militari e civili danneggiate, peseranno i costi sanitari e i sussidi per i circa 55 mila soldati esposti a rischi ambientali.

Nel frattempo, la Casa Bianca ha chiesto un aumento del budget della difesa fino a 1.500 miliardi di dollari, con almeno 100 miliardi annui aggiuntivi legati direttamente al conflitto. A questi si sommano 200 miliardi richiesti specificamente per la guerra in Iran.

Il confronto con la guerra in Iraq è inevitabile: quel conflitto costò circa 2.000 miliardi di dollari, ma con un debito pubblico molto più basso rispetto agli oltre 31.000 miliardi attuali.

Secondo l’accademica di Harvard, finanziare la guerra attraverso nuovo debito, a tassi più elevati, significa, dunque, trasferire il peso economico sulle generazioni future. Solo gli interessi potrebbero aggiungere miliardi al costo complessivo, rendendo questa guerra non solo una sfida geopolitica, ma anche una bomba fiscale a lungo termine. (riproduzione riservata)