Riassetto in vista per Groupama in Italia. Secondo quanto risulta a MilanoFinanza il ceo Pierre Cordier sarebbe pronto all’uscita nei prossimi mesi e per la compagnia francese si tratta di un riassetto decisamente importante. Cordier era stato chiamato a guidare le attività italiane di Groupama nel 2019, con l’Italia che rappresenta circa il 40% dell’attività internazionale del gruppo assicurativo nato nel 1881 come mutua agricola al servizio delle comunità locali della Francia.
Prima di arrivare in Italia Cordier era staro responsabile finanziario di Groupama a Parigi e nel 2011 si era trovato a gestire in prima linea gli anni più difficili per il gruppo, quando, con la crisi finanziaria provocata dal fallimento della Grecia, dovette vendere alcuni dei suoi asset pregiati in giro per il mondo.
I conti sono tornati in equilibrio alla fine del terzo anno e poi nel 2015 c’è stata anche la cessione del 4,9% di Mediobanca per 333 milioni di euro, che Groupama aveva rilevato nel 2002 affiancando finanziere Vincent Bollorè.
Con Cordier al timone, in questi anni, Groupama ha continuato a crescere in Italia arrivando a 1,1 miliardi di premi danni, spingendo sul Vita (circa 300 milioni) e guardando soprattutto alla profittabilità, con la compagnia non ha mai nascosto la volontà di crescere nella Penisola anche grazie ad operazioni straordinarie. L’ultima è stata l’acquisizione del 100% di Ara 1857, storica compagnia italiana nata a metà dell‘800 specializzata nei rischi agricoli e in particolare in quelli legati alla grandine, di cui Groupama aveva già una quota di minoranza e che era finita in difficoltà per la governance. Un’operazione che ha apportato al gruppo circa 60 milioni di premi e che ha aumentato il peso della componente agricola, che è stata storicamente la specializzazione di Groupama ma che in Italia si era ridotta dopo la fusione, nel 2009, con Nuova Tirrena.
Ora il passaggio del testimone con il successore da individuare. (riproduzione riservata)