Intesa Sanpaolo azionista di Generali potrebbe contribuire alla solidità del Leone e, allo stesso tempo, preservarne autonomia e indipendenza. È il messaggio del presidente di Ca’ de Sass, Gian Maria Gros-Pietro, sugli effetti che un eventuale successo dell’Opas su Mps potrebbe produrre sugli equilibri della compagnia triestina.
«Generali è un grandissimo operatore finanziario di cui l’Italia può essere fiera. Noi, come investitore puramente finanziario, potremmo contribuire alla solidità di questo operatore italiano», ha affermato Gros-Pietro a margine della presentazione dell’edizione 2026 dell’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani. Per preservare «l’autonomia» e «l’indipendenza» del Leone, ha aggiunto, avere Intesa tra i suoi azionisti «è proprio quello che serve a Generali». Il presidente delimita così il ruolo che Ca’ de Sass potrebbe assumere nel capitale della compagnia qualora andasse in porto l’offerta sulla banca senese.
Un punto particolarmente sensibile perché Generali rappresenta uno degli asset centrali nella complessa partita che vede Mps tentare di sottrarsi al takeover del gruppo guidato da Carlo Messina attraverso la doppia operazione su Banco Bpm e Banca Generali.
Lunedì 14 settembre, su richiesta della Consob, Mps ha infatti integrato le comunicazioni diffuse il 21 agosto relative alle due operazioni, fornendo informazioni aggiuntive sulle valorizzazioni, sui razionali industriali, sulle sinergie e sugli impatti patrimoniali dei due deal. Siena ha soprattutto ribadito il carattere «irrevocabile» delle offerte, qualora ricevano il via libera degli azionisti nell’assemblea del 29 ottobre, precisando che neppure l’eventuale successo dell’opas di Intesa produrrebbe effetti sulle offerte per Banco Bpm e Banca Generali.
In sostanza, Mps sostiene che le due operazioni continuerebbero il proprio percorso anche qualora nel frattempo la banca passasse sotto il controllo di Ca’ de Sass. Una posizione che apre inevitabilmente interrogativi sull’assetto che si determinerebbe a valle dell’operazione e, in particolare, sul rapporto tra Intesa Sanpaolo e Generali.
Gros-Pietro risponde distinguendo nettamente i due piani. Da una parte Intesa intende portare avanti l’opas senza farsi condizionare dalle contromosse della banca senese. Dall’altra, qualora il nuovo assetto determinasse una presenza di Ca’ de Sass nel capitale del Leone, questa avrebbe natura esclusivamente finanziaria e potrebbe, nella lettura del presidente, rafforzare la compagnia anziché limitarne l’autonomia. «Noi proseguiamo sul nostro binario, non sul loro», ha detto Gros-Pietro riferendosi alla posizione assunta da Mps. «Ricambiamo la fiducia dei nostri azionisti proseguendo con la strada che abbiamo già intrapreso, una strada molto importante per l’intero sistema bancario italiano e forse non solo».
Il messaggio a Siena è quindi che Intesa non intende modificare il proprio progetto in risposta alle operazioni predisposte da Mps. La banca senese cerca di blindare le offerte su Banco Bpm e Banca Generali, dichiarandole destinate a sopravvivere anche a un cambio di controllo; Ca’ de Sass rivendica invece la piena autonomia del proprio percorso e lascia sullo sfondo la gestione degli asset che potrebbero derivare dal successo dell’opas. (riproduzione riservata)