Dopo settimane di trattative interne, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è riuscita a riempire le caselle mancanti alla squadra di governo nominando cinque sottosegretari. Ma tra sostituzioni indolori e cerotti su ferite ancora fresche (come, per esempio, la nomina al ministero della Giustizia dove si era dimesso Andrea Delmastro) a Roma il valzer delle nomine non è ancora finito.
Se per Sport e Salute (presieduta da Marco Mezzaroma) e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato si va per una riconferma, ci sono due poltrone che il governo deve necessariamente riassegnare: quelle di Paolo Savona in Consob e di Roberto Rustichelli in Antitrust. E adesso che anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è tornato ad auspicare che le poltrone delle Authority vengano chiuse «nel più breve tempo possibile», a Palazzo Chigi si corre per trovare i successori.
È trascorso più di un mese e mezzo dalla fine del mandato di Savona e ancora non è stata presa alcuna decisione ufficiale su chi dovrà succedergli. Le redini dell’Authority sono state affidate alla commissaria Chiara Mosca ma solo in attesa della formale designazione del nuovo presidente. Che spetta solo ed esclusivamente alle Istituzioni: la nomina avviene con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
Tra i nomi che sono circolati - tra cui quello di Carlo Deodato e Saverio Valentino - l’esecutivo sembra convergere su quello dell’attuale sottosegretario al Tesoro: Federico Freni. «Il giudizio non dovete chiederlo a me, è il mio sottosegretario, ho totale fiducia in lui», ha chiosato Giorgetti interpellato in merito. Il governo è in attesa del parere dell’Avvocatura dello Stato per valutare se – in caso di proposta formale di Freni – ricorra o no la condizione di inconferibilità della nomina secondo la legge Severino del 2013.
È forse anche per questo motivo che il governo ha lasciato un’altra casella vacante. Il 4 maggio verrà a scadenza il mandato settennale (non rinnovabile) del presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli. La nomina del successore è decisa d’intesa tra i presidenti della Camera e del Senato. Ma quando il titolare del Mef ha dato la sua benedizione a Freni, ha aggiunto che «la decisione su Consob va presa subitissimo e dovrà arrivare insieme a quella sull’Antitrust». Lasciando intendere - almeno come ipotesi – che il leghista potrebbe finire alla guida dell’Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati, più che della Consob.
Tradizionalmente al vertice dell’Authority viene proposto un giurista – esattamente come Rustichelli – dal momento che la competenza nel diritto diventa un requisito chiave per ricoprire il ruolo. ?????? Nei Palazzi romani si fa il nome di Guido Stazi: attualmente segretario generale dell’Antitrust e già segretario generale della Consob. Un economista che sa anche di diritto e che, date le caselle mancanti, potrebbe essere la soluzione a tutti i problemi del governo. (riproduzione riservata)