Doccia fredda sui piani di espansione di Google in Finlandia. La Finnish Licensing and Supervision Agency (Lvv) ha ordinato a Tuike Finland Oy, controllata del gruppo americano, di sospendere i lavori relativi a due data center in costruzione a Muhos e Kajaani, nel nord-est del Paese.
Il provvedimento, emesso martedì 6 ottobre, impone lo stop alle attività entro il 23 ottobre e resterà in vigore fino al completamento delle valutazioni di impatto ambientale. La sospensione riguarda diverse attività preparatorie e di cantiere, tra cui il disboscamento, la rimozione dello strato superficiale del terreno, gli scavi, l’estrazione e frantumazione di materiali, lo spostamento del terreno, la realizzazione di fossati e la costruzione di strade e aree di stoccaggio.
Restano invece consentite le attività di progettazione, le misurazioni, le analisi del terreno e gli interventi con impatto limitato e facilmente reversibile.
Google ha riconosciuto le criticità sollevate dalle autorità finlandesi. «Comprendiamo le preoccupazioni e in questo caso non abbiamo rispettato i nostri elevati standard», ha dichiarato un portavoce del gruppo.
La società ha comunque sottolineato di aver agito in buona fede nel rispetto della normativa forestale finlandese, effettuando analisi sulla biodiversità e adottando misure per proteggere le aree considerate di particolare valore naturalistico.
Google ha inoltre spiegato di essere impegnata in un piano di paesaggio e biodiversità che prevede, tra le altre iniziative, la piantumazione di alberi su 130 ettari nell’area di Muhos.
Secondo Tommi Muilu, responsabile del dipartimento ambientale della Lvv, gli interventi già avviati possono modificare l’ambiente in modo tale da produrre impatti che devono essere identificati e valutati nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale.
Il caso arriva in un momento strategico per la Finlandia, che sta attirando ingenti investimenti nel settore dei data center grazie alla combinazione di disponibilità di terreni, accesso all’energia e condizioni favorevoli per lo sviluppo di infrastrutture digitali.
L’esplosione della domanda legata all’intelligenza artificiale ha trasformato il Paese in uno dei nuovi poli europei per i data center. Il fenomeno è tale che la Finlandia è stata ribattezzata la «Texas d’Europa», in analogia con lo Stato americano che negli ultimi anni è diventato uno dei principali hub mondiali per le infrastrutture destinate all’AI.
In Finlandia si stanno moltiplicando gli annunci di nuovi progetti, alcuni dei quali con capacità potenziali nell’ordine delle centinaia di megawatt. Un elemento particolarmente importante in un’Europa dove la disponibilità di energia e di capacità di rete rappresenta sempre più un vincolo per l’espansione dei data center.
Lo stop ambientale arriva poche settimane dopo un annuncio di portata molto maggiore. Google ha infatti comunicato un piano da 15 miliardi di dollari per l’infrastruttura legata all’intelligenza artificiale in Finlandia, il più grande investimento mai annunciato dal gruppo in Europa.
Il capitale, che sarà impiegato entro il 2028, è destinato non solo ai data center ma anche alle infrastrutture energetiche e agli altri progetti necessari per sostenerne l’espansione.
La strategia conferma quanto i data center siano diventati una componente centrale degli investimenti dei grandi gruppi tecnologici. Google, infatti, non è l’unico colosso tecnologico a essere impegnato in questa corsa. Negli Stati Uniti, e in particolare in Texas, sono stati annunciati grandi progetti di data center da parte di società come Google, Meta e Microsoft, oltre che da operatori e laboratori specializzati nell’AI.
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