Secondo gli strategist di Goldman Sachs, le azioni europee saliranno ancora bene nel 2026 grazie agli investitori che cercano di diversificare rispetto al mercato statunitense, sempre più concentrato su titoli tecnologici che viaggiano a multipli elevati.
Il team di Goldman guidato da Sharon Bell e Peter Oppenheimer ha alzato l’obiettivo di fine anno sull’indice EuroStoxx 600 a 625 punti, pari a un rialzo di circa il 4% rispetto al record di chiusura di lunedì. La previsione colloca Goldman tra le banche di investimento più ottimiste in un sondaggio effettuato da Bloomberg tra gli strategist.
«Con il mercato statunitense costoso e nel contempo fortemente concentrato, stiamo raccomandando una maggiore diversificazione», ha scritto Goldman Sachs in una nota. Gli investitori americani sono inoltre preoccupati per l’esposizione a un dollaro più debole e cercano di intercettare fonti alternative di crescita nel resto del mondo.
Anche se il mercato azionario europeo non è ai livelli storicamente più bassi — con un rapporto prezzo/utili prospettico superiore a 15 — le valutazioni restano più contenute rispetto all’indice S&P 500, che tratta a 22 volte gli utili. Questo sconto del 30% circa, assieme alle aspettative di miglioramento dell’economia europea, potrebbe favorire l’afflusso di capitali verso l’Ue, secondo gli strategist.
«Il valore da solo non è sufficiente, però osserviamo che i flussi degli investitori statunitensi verso l’Europa sono legati ai segnali di crescita economica», ha scritto Bell, aggiungendo che il suo team vede un’accelerazione del momentum di crescita economica in Ue.
Sia lo Eurostoxx 600 sia l’S&P 500 puntano a un quarto anno consecutivo di rialzi. Mentre in Europa gran parte dei guadagni del 2025 è stata trainata dai titoli bancari e della Difesa, Wall Street ha segnato numerosi massimi storici grazie al rally dei titoli tecnologici, un settore poco rappresentato nei listini europei.
Il posizionamento sugli asset europei resta contenuto, osservano gli analisti di Goldman, perché il 2025 è stato un anno di acquisti cauti dopo un periodo di vendite nette persistenti tra il 2022 e il 2024. Secondo gli esperti, il 2026 potrebbe essere un buon anno per le azioni europee a piccola capitalizzazione, che dovrebbero beneficiare di: 1. una crescita economica più solida, 2. tassi di interesse stabili, 3. un aumento delle operazioni di M&A, 4. un euro più forte e 5. un calo dei prezzi del petrolio. (riproduzione riservata)