Goldman Sachs, il ceo DJ non piace più. Waldron potrebbe prendere il posto di Solomon
Goldman Sachs, il ceo DJ non piace più. Waldron potrebbe prendere il posto di Solomon
David Solomon lascerebbe l’incarico verso la fine del 2027. Il cambio della guardia per il fallimento nel settore dei prestiti al consumo. E anche la sua attività di DJ suscita molte critiche

di di AnnaMaria Andriotis e Emily Glazer (The Wall Street Journal) 29/09/2026 10:00

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Il consiglio di amministrazione di Goldman Sachs ha discusso un piano che prevede le dimissioni di David Solomon dalla carica di ceo e la sua sostituzione con l'attuale chief operating officer (coo) John Waldron, potenzialmente già a partire dal prossimo anno; è quanto riferiscono persone informate sui fatti.

Le discussioni hanno riguardato l'assunzione dell'incarico di vertice da parte di Waldron, che ricopre anche il ruolo di presidente della banca, verso la fine del 2027 o nel corso del 2028. Secondo alcune delle fonti, il piano prevede che Solomon assuma la carica di presidente esecutivo del cda per un periodo compreso tra uno e due anni dopo aver lasciato il ruolo di ceo.

Il piano richiede l'approvazione del cda di Goldman (passaggio che potrebbe avvenire nei prossimi mesi, secondo alcune delle fonti) sebbene le tempistiche rimangano fluide e soggette a modifiche. Dopo la pubblicazione dell'articolo, il portavoce di Goldman, Tony Fratto, che inizialmente aveva rifiutato di commentare i piani di successione,  ha dichiarato che il consiglio discute regolarmente della successione e che non esiste una tempistica definitiva.

L'avvicendamento segnerebbe la fine del mandato quasi decennale di Solomon alla guida della società; un periodo che ha visto momenti difficili alcuni anni fa, ma che di recente ha beneficiato del rinnovato focus di Goldman sulle sue attività principali a Wall Street e di una quotazione azionaria vicina ai massimi storici.

In vista altri cambiamenti

La prevista nomina di Waldron a ceo apre la strada a possibili riposizionamenti di altri alti dirigenti. Nell'ultimo anno, la società ha iniziato a trasferire le responsabilità legate al ruolo di coo di Waldron al direttore finanziario (cfo) Denis Coleman, secondo quanto riferito dalle fonti. Tra queste responsabilità rientrano alcune attività legate alle risorse umane e un progetto di trasformazione basato sull'intelligenza artificiale, denominato da Goldman OneGS 3.0, volto a modificare il modello operativo interno dell'azienda e a migliorarne la produttività complessiva. Coleman e Waldron intrattengono un rapporto di stretta collaborazione, secondo quanto affermato dai partner di Goldman.

La promozione di Waldron lascerebbe inoltre vacante la carica di presidente. Non è ancora chiaro come evolverà la situazione, in gran parte perché i membri del consiglio stanno valutando il rischio di perdere dirigenti di alto livello qualora questi non ottenessero la nomina. Tra questi dirigenti figurano i co-responsabili dell'imponente divisione globale Banking and Markets della società, Dan Dees e Ashok Varadhan, nonché Marc Nachmann, responsabile globale dell'asset e wealth management.

La reputazione interna di Dees presso Goldman è cresciuta notevolmente in seguito a diversi successi nelle attività di dealmaking, tra cui il ruolo chiave svolto nell'assicurare alla banca l'ambìto incarico di gestire l'Ipo di SpaceX. Varadhan è da tempo il punto di riferimento della società per i mercati e il trading, mentre Nachmann è impegnato da circa quattro anni nel riposizionamento e nell'espansione della divisione di gestione patrimoniale (asset e wealth management), un'area prioritaria per l'azienda.

Waldron, 57 anni, che da tempo ambisce alla carica di ceo, è considerato da anni il successore designato; i membri del cda non vogliono correre il rischio di ritardare la transizione, secondo quanto riferito dalle fonti. Waldron aveva valutato opportunità al di fuori della società qualche anno fa, dopo che Solomon, 64 anni, aveva chiarito ai vertici di Goldman di non avere alcuna intenzione di lasciare l'incarico a breve termine.

Nella seconda metà del 2024, il cda di Goldman è venuto a conoscenza di trattative in corso tra Waldron e Apollo Global Management, oltre che con altre società di investimento interessate ad assumerlo, come già riportato dal Wall Street Journal. Il consiglio ha cercato di trattenere Waldron in Goldman offrendogli, tra le altre cose, un bonus di fidelizzazione da 80 milioni di dollari, annunciato nel gennaio 2025, a condizione che rimanesse in azienda per altri cinque anni (anche Solomon ha ricevuto lo stesso bonus). L'anno scorso, Waldron è stato inoltre nominato membro del cda della società.

Prima delle trattative con Apollo, Waldron aveva discusso con Carlyle quando la società di private equity era alla ricerca del suo prossimo amministratore delegato. Aveva informato i vertici di Goldman di tali colloqui, ricevendo rassicurazioni sul fatto che, se fosse rimasto, avrebbe avuto buone probabilità di diventare il prossimo numero uno di Goldman, come riferito in precedenza dal Journal. Successivamente, nel 2023, è stato Harvey Schwartz, ex dirigente di Goldman, ad assumere la guida di Carlyle.

Nel corso degli anni, Solomon e Waldron hanno instaurato un rapporto di stretta collaborazione. Entrambi hanno consolidato la propria carriera in azienda all'interno della divisione di investment banking. Sono arrivati in Goldman oltre 25 anni fa: Solomon nel 1999 e Waldron nel 2000. Entrambi avevano lavorato presso Bear Stearns nelle fasi iniziali della loro carriera. Dopo la nomina di Solomon ad amministratore delegato di Goldman nel 2018, Waldron è stato scelto come presidente e direttore operativo (coo) della società.

Gli errori di Solomon

Tra il 2022 e il 2024, Solomon ha attraversato un periodo difficile che ha sollevato dubbi, tra molti partner, sulla sua permanenza alla guida della banca. Ha promosso un'espansione aggressiva del settore dei prestiti al consumo, iniziativa avviata dal suo predecessore, ma il progetto è fallito; Goldman sta ora completando l'uscita da questo comparto, dopo aver registrato perdite ante-imposte pari a circa 7 miliardi di dollari dall'inizio del 2020 su una parte significativa di tale attività.

La società ha registrato una fuga di partner, dovuta in parte alle frequenti riorganizzazioni della divisione di gestione patrimoniale. Anche la passione di Solomon per l'attività di DJ ha suscitato critiche e titoli di giornale negativi, personalizzando le vicende turbolente della banca. Più di recente, Solomon ha smesso di esibirsi come DJ in eventi pubblici, la società ha iniziato a dare priorità ed espandere le sue due attività principali (operazioni di finanza straordinaria e mercati, da un lato, e gestione patrimoniale e della ricchezza, dall'altro) e il titolo ha registrato un forte rialzo.

Un'iniziativa promossa da Solomon, volta a incentivare le diverse divisioni della società a indirizzare affari l'una verso l'altra, ha incrementato i volumi aziendali complessivi, inclusi quelli nei settori dell'investment banking, della gestione patrimoniale e del finanziamento a una vasta gamma di clienti aziendali.

Il valore delle azioni di Goldman è più che quadruplicato da quando Solomon ha assunto la carica di ceo nell'ottobre 2018, a fronte di un incremento di circa il 67% registrato da un indice più ampio del settore bancario.

Le qualità di Waldron

Waldron è noto soprattutto per essere un esperto negoziatore di alto livello e una figura chiave nei rapporti con la clientela della società. Vanta una vasta rete di contatti consolidati con i vertici di grandi aziende e una straordinaria capacità di instaurare relazioni vantaggiose per la società, sia nel settore pubblico che in quello privato, nonché con leader di governi esteri.

In qualità di presidente e coo (ruoli ricoperti dal 2018), ha collaborato con Solomon all'individuazione della prossima generazione di leader aziendali. È inoltre diventato un punto di riferimento per i partner e gli altri dirigenti di Goldman desiderosi di esprimere preoccupazioni o malcontento riguardo alla strategia della società, compresi i piani, poi abbandonati, di espansione nel credito al consumo.