Gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman sono stati esclusi dalla lista nera delle sanzioni dell'Unione Europea. Il primo è stato sostenuto soprattutto dalla Francia, il secondo dal Lussemburgo. Anche l'Italia, insieme alla Croazia, ha aderito ufficialmente all'istanza che era stata inizialmente promossa dalla Francia e dalla Slovacchia per escludere Usmanov dalla lista nera.
Parigi ha chiesto di rimuovere le sanzioni su Usmanov come potenziale merce di scambio in un accordo con l'Azerbaigian per ottenere il rilascio di alcuni cittadini francesi detenuti nel Paese. Le pressioni del Lussemburgo sono invece legate alla causa legale intentata da Fridman contro il Paese presso la Corte permanente di arbitrato dell'Aia a causa dei beni congelati.
La decisione è frutto di un compromesso fra i 27 Paesi membri dell’Ue. I due oligarchi sono stati esclusi dalla lista nera in cambio del prolungamento record di 3 anni (36 mesi) di tutte le restanti sanzioni individuali (circa 3.000 persone fisiche) contro la Russia, che in precedenza venivano rinnovate ogni sei mesi.
«La decisione di depennare Usmanov e Fridman è vergognosa e ingiustificabile», ha scritto su X il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Andrii Sybiha. «Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l'umiliazione dell'Ue e la divisione tra europei», ha insistito. «Ma c'è ancora un modo per rovinare le celebrazioni a Mosca. Esorto tutti gli Stati membri dell'Ue ad annunciare ora che imporranno le proprie sanzioni nazionali su questi due individui».
Fridman, 62 anni, è co-fondatore di Alfa Group, uno dei più grandi conglomerati finanziari e industriali privati in Russia. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, è il 14esimo uomo più ricco della Russia, con un patrimonio di circa 10 miliardi di dollari.
Usmanov ha 73 anni, è anche cittadino uzbeko e possiede il 49% di Usm, un gruppo con sede in Russia che controlla Metalloinvest, il più grande produttore di minerale di ferro del Paese, e detiene una partecipazione nella società di telecomunicazioni MegaFo. È la settima persona più ricca della Russia, secondo il Bloomberg Billionaires Index, ed è noto per il suo investimento nell'Arsenal, da cui si è dimesso nel 2018. Il magnate non è considerato tra i più stretti collaboratori del presidente russo Vladimir Putin. Tuttavia, decenni di attività nel mondo degli affari in Russia gli hanno permesso di costruire una vasta rete di contatti nell'establishment politico ed economico del Paese, compreso il Cremlino.
Usmanov ha definito la Sardegna la sua «seconda patria». Il cuore dei suoi possedimenti in Italia si trova a Porto Cervo, nel comune di Arzachena (Gallura), che nel 2018 gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Fino al congelamento dei beni scattato nel 2022 a seguito delle sanzioni, i suoi asset immobiliari includevano Villa Sa Sarrisina e il complesso del Golfo del Pevero, una spettacolare proprietà da sogno valutata circa 17 milioni di euro. Negli anni, questa residenza è stata l'epicentro della vita mondana della Costa Smeralda, ospitando capi di Stato, grandi industriali ed esclusive feste private in cui si sono esibite star internazionali del calibro di Sting.
Tra proprietà dirette e società a lui riconducibili, a Usmanov è stato associato un portafoglio di svariate ville in Sardegna. Tra i beni personali congelati dalla Guardia di Finanza figurava anche un suv blindato Mercedes-Maybach S 650 Guard del valore di oltre 600.000 euro.
Usmanov è stato a lungo un importante benefattore del territorio della Sardegna: ha effettuato donazioni regolari, tra cui spicca un finanziamento di 500.000 euro erogato alle autorità regionali sarde per sostenere la lotta contro la pandemia di Covid-19, oltre alla donazione di ambulanze per i servizi sanitari locali. (riproduzione riservata)