Gli Emirati Arabi Uniti lasceranno l’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec) dal primo maggio. La notizia, arrivata nel pomeriggio italiano di martedì 28 aprile, è motivata «da una revisione completa della politica di produzione» e della «capacità attuale e futura» di greggio da parte di Abu Dhabi. A comunicarlo è stato il ministero degli Esteri statale.
La decisione è stata giustificata come una «revisione completa della politica di produzione» e della «capacità attuale e futura» di greggio da parte di Abu Dhabi. Nel comunicato del ministero delle Energie e delle Infrastrutture statale si legge che «gli Emirati Arabi Uniti apprezzano gli oltre cinquant’anni di cooperazione con i partner e continueranno a impegnarsi attivamente a sostegno della stabilità dei mercati energetici globali».
Fondata nel 1960, l’Opec comprende dodici Paesi (Algeria, Arabia Saudita, Congo, Emirati Arabi Uniti, Gabon, Guinea Equatoriale, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria e Venezuela) che hanno formato un cartello economico per coordinare e unificare le politiche petrolifere. I membri dell’organizzazione producono collettivamente circa il 35% del petrolio greggio mondiale e le loro esportazioni rappresentano circa il 50% di tutto il petrolio scambiato a livello internazionale. L’Opec può influenzarne i prezzi aumentando o diminuendo la capacità produttiva, adeguandoli anche in base alle aspettative di produzione futura.
La decisione dell’Emirato si inserisce nel frangente di instabilità geopolitica e di prezzi generata dal conflitto tra Usa e Iran. Secondo i media locali, nel mese di aprile il Comitato per i prezzi dei carburanti emiratino ha aumentato il costo della benzina di circa 0,80 dirham al litro (più o meno 18 centesimi in euro), ovvero di quasi un terzo.
«A seguito della sua uscita, gli Emirati Arabi Uniti continueranno ad agire in modo responsabile, immettendo sul mercato produzione aggiuntiva in modo graduale e misurato, in linea con la domanda e le condizioni di mercato», si legge nella nota del ministero delle Energie e delle Infrastrutture. «Grazie a una base di risorse ampia e competitiva, gli Emirati Arabi Uniti continueranno a collaborare con i partner per sviluppare le risorse, sostenendo la crescita economica e la diversificazione».
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