Gestioni patrimoniali, le migliori del 2025 hanno reso quasi il 40%. I risultati di 370 linee
Gestioni patrimoniali, le migliori del 2025 hanno reso quasi il 40%. I risultati di 370 linee
Le performance delle gestioni in titoli e fondi, e le prospettive dei gestori per i prossimi mesi

di di Marco Capponi e Paola Valentini 23/01/2026 21:00

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Un anno brillante e in continuo recupero, il 2025, per le gestioni patrimoniali in titoli e fondi. Le linee hanno archiviato i 12 mesi con un risultato medio del 6,48%, dopo il +4,7% dei nove mesi, il +1,7% dei primi sei mesi e il -0,65% del primo trimestre. E hanno anche battuto la media dei benchmark che nel periodo è del 5,66%. Ma c’è anche chi ha sfiorato il 40% in 12 mesi, tra le 370 linee analizzate.

Le migliori? Le due gpm Comp. Distr. Az. Italia Large Cap/Titoli e Comp. Az Italia Large Cap/Titoli di Eurizon (entrambe +39,47%). Sul podio anche la gpm Azionaria Italia di Giotto Cellino Sim (+38,93%). Pi si piazzano la gpf Alpi Metodo Pac Convex di Suedtirol Bank (+38,78%), la gpf Comp. Az Italia Oicr sempre di Eurizon (38,27%) e un’altra gestione di Giotto Cellino Sim, la Pmi Italia (37,61%).

La metodologia dell’analisi

I dati emergono dall'analisi di MF-Milano Finanza che ha raccolto i rendimenti dei 12 mesi delle gestioni delle principali banche, sim e sgr. Le performance sono state confrontate con i benchmark dichiarati. Per ognuna è stato indicato se è una gestione in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l'indice di mercato (M) o Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie messe in atto dai money manager, e quelle attese per i prossimi mesi.

Le alternative nel mondo AI

L’AI è il focus di Gabriele Roghi, portfolio manager di Banca Cambiano. «Continuiamo ad investire nel comparto tech Usa, con un occhio alle infrastrutture tra cui il quantum computing e l’energia che sarà necessaria ad alimentare i data center». Scommette su un minore volatilità Hermes Bianchetti, vicedirettore generale vicario di Banca Valsabbina. «Il 2025 è stato definito come un everything rally, un rialzo di tutto. Andamento che si è concretizzato nelle performance positive di tutte le nostre gestioni, che da gennaio di quest’anno sono state implementate con due nuove linee azionarie gestite tramite AI».

Per quanto riguarda il reddito fisso Marcello Marra, responsabile della direzione Wealth Management e Massimo Bergonzi, responsabile dell’ufficio Gpm di Banco Desio, si sono concentrati «su una gestione tattica all’interno dell’intervallo in cui si sono mossi i rendimenti: in particolare, abbiamo adottato una posizione più cauta sulle scadenze extra-lunghe, restando più costruttivi su quelle brevi e intermedie».

Occhi puntati su Piazza Affari

Focus su Piazza Affari per Bcc Risparmio & Previdenza (Iccrea): «La linea Azionario Italia ha reso il +36% nell’ultimo anno: in un contesto positivo per l’azionario europeo il mercato tricolore ha continuato a vedere un forte interesse degli investitori anche esteri, e ha beneficiato dell’ottima performance dei titoli bancari, su cui siamo stati positivi per tutto l’anno», commentano dalla società di gestione.

Dal canto suo Marco Galliani, chief wealth manager officer di Cassa Centrale Banca, sul fronte valutario continua «a mantenere un sottopeso sul dollaro, alla luce del graduale ridimensionamento dell’esposizione degli investitori internazionali». Invece, sui bond privilegia «la parte medio-lungo periodo, soprattutto in Eurozona».

Scelte più prudenti

Ha puntato sulla prudenza Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda: «Le numerose incognite economiche e geopolitiche hanno spinto i nostri gestori verso scelte conservative nel 2025», commenta. «Tuttavia, grazie ad una buona selezione e ad un buon timing i risultati sono molto soddisfacenti con tutte le linee Focus Plus positive e sopra il benchmark».

«Il 2025 è stato un anno ricolmo di sorprese: non sono mancati fenomeni di volatilità sui mercati finanziari, ma non sempre è stato opportuno, con il senno del poi, intervenire tatticamente sulle allocazioni di attivi», segnala Michele Bovenzi, responsabile del servizio di gestione di portafoglio di Deutsche Bank in Italia.

Un 2026 per gestori attivi

Claudio Bianchi, senior portfolio manager gestioni individuali di Eurizon (Intesa Sanpaolo), sul versante azionario ha mantenuto «un atteggiamento costruttivo, e dopo aver privilegiato l’azionario europeo nella prima parte dell’anno siamo tornati a una maggiore diversificazione nella seconda parte, per poi riposizionarci favorevolmente ai nostri listini come pre-posizionamento per il 2026».

La gestione attiva sarà la stella polare del 2026 per l’head of asset management di Gamma Capital Markets, Carlo De Luca. «Più che la ricerca di un target di mercato riteniamo determinante la capacità di adattamento, selezione e controllo del rischio. La selezione titoli sarà fondamentale». Gestione attiva sulle azioni italiane protagoniste per Silvio Olivero, responsabile ricerca e analisi di Giotto Cellino Sim: «I risultati sono stati raggiunti grazie al fatto che abbiamo puntato in particolare sui titoli del comparto difesa e sui bancari».

Alternare tra azioni e oro

Sulle linee flessibili, fanno sapere da Euromobiliare Advisory Sim (gruppo Credem), «l’esposizione azionaria è stata aumentata tramite Etf globali. A livello di stili la selezione è al momento equilibrata, mentre per quanto riguarda i settori le esposizioni principali sono rappresentate da finanziari, beni di consumo e tecnologia».

Infine Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank, ricorda che «le due linee Alpi Metodo Pac Convex ed Alpi Selezione Attiva Convex, grazie ad un algoritmo proprietario che fa investire alternativamente tra azionario internazionale ed oro, hanno registrato un rendimento, rispettivamente, di 38,78% e 34,64% nel 2025». (riproduzione riservata)