Gestioni patrimoniali, nel primo trimestre c’è chi ha resistito ai ribassi e reso più del 5%
Gestioni patrimoniali, nel primo trimestre c’è chi ha resistito ai ribassi e reso più del 5%
Inizio di anno complesso per i gestori: ecco le strategie che hanno messo in atto e quelle attese per i prossimi mesi

di di Marco Capponi e Paola Valentini 17/04/2026 20:00

Ftse Mib
48.869,43 17.40.00

+1,75%

Dax 30
24.702,24 18.00.00

+2,27%

Dow Jones
49.432,37 21.32.52

+1,76%

Nasdaq
24.423,77 21.27.46

+1,33%

Euro/Dollaro
1,1782 21.12.47

-0,15%

Spread
71,98 17.30.15

-5,55

Un primo trimestre in retromarcia per le gestioni patrimoniali in titoli e fondi, colpite dalla volatilità sui listini innescata dal conflitto Usa-Iran. Le linee archiviano i tre mesi con un risultato medio negativo del -1,17%, rispetto alla media dei benchmark che nel periodo è del -0,69%. Ma c'è anche chi supera il 5% nel periodo, tra le oltre 360 linee analizzate.

Le migliori? La linea in fondi Commodities in Oicr di Banca Valsabbina con il +18,16%, segue la gpf Alpi Metodo Pac Atomic di Suedtirol Bank con il 9,44%. Sul podio anche la gpm Alternative Energy Long Only di Gamma Capital Markets con il 7,72%. Poi si piazzano la gpm Azionario Europa in titoli AI sempre di Banca Valsabbina con il 5,92% e la gpf Multilinea Azionaria Giappone di Bcc Risparmio & Previdenza (Iccrea) con il 4,98%.

La metodologia dell’analisi

I dati emergono dall'analisi di MF-Milano Finanza che ha raccolto i rendimenti del periodo gennaio-marzo 2026 delle gestioni delle principali banche, sim e sgr. Le performance sono state confrontate con i benchmark dichiarati. Per ognuna è stato indicato se è una gestione in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l'indice di mercato (M) o Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie messe in atto dai money manager, e quelle attese per i prossimi mesi.

La forza delle materie prime

Per contrastare la volatilità del mercato Gabriele Roghi, portfolio manager di Banca Cambiano, sta sovrappesando «i settori azionari legati alle materie prime, all'energia e alle utility, oltre a diversificare l'asset allocation sulle commodity come asset che beneficia dell'inflazione». Mentre Hermes Bianchetti, vicedirettore generale vicario di Banca Valsabbina, sempre sul fronte delle materie prime rimane «positivo nel medio termine sull’oro, alla luce della crescente domanda proveniente da una pluralità di investitori, e anche sui metalli industriali».

Il ritorno verso le azioni Usa

Dal canto suo Marco Galliani, chief wealth manager officer di Cassa Centrale Banca, pensa che «fasi di mercato come quella attuale possono offrire opportunità per costruire o incrementare gradualmente l’esposizione azionaria». Proprio sull’azionario Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda, fa notare che nel primo trimestre «la scelta di privilegiare maggiormente il mercato azionario statunitense ha contribuito a contenere parzialmente le perdite delle linee multi-asset».

Scelta simile a quella di Claudio Bianchi, gestore di Eurizon (Intesa Sanpaolo), che allo scoppio del conflitto ha «riequilibrato i portafogli ribilanciando verso il mercato Usa, meno impattato da una possibile crisi energetica».

Le mosse nel reddito fisso

Sul versante obbligazionario Euromobiliare Am Sgr (gruppo Credem) ha scelto di «sfruttare il forte rialzo dei rendimenti a breve termine per ridurre il sottopeso utilizzando la liquidità disponibile». Prudenza è stata invece la parola chiave per l’head of asset management di Gamma Capital Markets, Carlo De Luca: «Abbiamo gestito l’esposizione in modo dinamico, abbassato il rischio quando necessario, privilegiato qualità e resilienza dei portafogli e aumentato l’investimento solo in modo graduale».

Tornando al reddito fisso Silvio Olivero, responsabile ricerca e analisi di Giotto Cellino Sim, ricorda come la linea Obbligazionaria Internazionale abbia ottenuto «un rendimento positivo grazie al contenimento della duration e all’efficace diversificazione valutaria».

Tra bond spagnoli e tech a stelle strisce

Ha fatto invece una precisa scelta geografica Alessandro Bucelli, responsabile delle gestioni patrimoniali di L&B Capital Sgr che ha «incrementato la duration puntando sui titoli di Stato spagnoli, favoriti da una dinamica economica superiore alla media europea».

Infine Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank, nel portafoglio azionario verso fine marzo ha «incrementato la componente tecnologica americana, che presentava multipli più interessanti rispetto alle medie degli ultimi anni». (riproduzione riservata)