Germania, Merz accelera sulla riforma delle pensioni: fondo pubblico obbligatorio e uscita dal lavoro più tardi
Germania, Merz accelera sulla riforma delle pensioni: fondo pubblico obbligatorio e uscita dal lavoro più tardi
Il governo tedesco è impegnato a dar seguito alle proposte formulate da una commissione incaricata di rafforzare la sostenibilità finanziaria del Paese. Tra le misure allo studio la creazione di un fondo e un inasprimento per le uscite anticipate dal lavoro 

di Anna Di Rocco 23/06/2026 11:04

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La Germania mette mano al sistema pensionistico. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha annunciato che il governo intende recepire integralmente le 33 proposte elaborate dalla commissione incaricata di garantire la sostenibilità dei conti previdenziali, escludendo modifiche al pacchetto.

«Non fare nulla non è un’opzione. Dobbiamo agire adesso», ha dichiarato Merz presentando il rapporto insieme alla ministra del Lavoro, Bärbel Bas. Il disegno di legge dovrebbe arrivare in Parlamento dopo la pausa estiva. «Non ci sarà alcun cherry-picking», ha detto Bas, sottolineando che il pacchetto dovrà essere approvato nella sua interezza. 

La riforma è uno dei pilastri del più ampio pacchetto che il governo sta preparando insieme agli interventi sulla sanità pubblica e sulla fiscalità. Il 1° luglio i leader della Cdu e della Sps si riuniranno per cercare un accordo complessivo sull’agenda delle riforme. La pressione sulla riforma deriva soprattutto dall’invecchiamento della popolazione: secondo l’Ufficio federale di statistica tedesco, entro il 2040 circa 13,3 milioni di persone (il 30% dell’attuale forza lavoro) raggiungeranno l’età pensionabile. 

Verso una pensione integrativa obbligatoria

Il fulcro della riforma è l’introduzione di una pensione integrativa obbligatoria all’interno del sistema pubblico, ispirata al modello svedese. Accanto all’attuale regime sarà creato un fondo pubblico che investirà sui mercati dei capitali. Per finanziarlo verrà introdotto gradualmente un contributo aggiuntivo fino al 2% della retribuzione lorda, ripartito in parti uguali tra lavoratori e datori di lavoro. Le risorse saranno convogliate nel nuovo fondo, con l'obiettivo di rafforzare nel tempo le prestazioni pensionistiche.

Secondo Merz, il nuovo meccanismo potrebbe mobilitare almeno 30 miliardi di euro all’anno a favore dell’economia tedesca. Il cancelliere ha inoltre ribadito che la pensione pubblica continuerà a rappresentare il pilastro centrale del sistema previdenziale e ha escluso tagli agli assegni. Tra le altre misura figura anche il mantenimento del livello dei contributi per i nuovi pensionati ad almeno il 48% del salario medio anche dopo il 2031. 

La speranza di vita detta l’età pensionabile

Il rapporto propone inoltre un graduale innalzamento dell’età pensionabile. Una volta completato l’attuale percorso verso i 67 anni nel 2031, l’età di uscita dal lavoro sarà collegata automaticamente all’aumento della speranza di vita. La commissione suggerisce che ogni incremento della longevità venga ripartito tra anni di lavoro e anni di pensione.

Secondo le simulazioni contenute nel rapporto, l’età pensionabile arriverebbe a 67 anni e mezzo nel 2042, mentre la soglia dei 70 anni non sarebbe raggiunta prima del 2092. Tra le misure più controverse, si legge sull’Handelsblatt, figura anche l’abolizione della possibilità di andare in pensione anticipata senza penalizzazioni dopo 45 anni di contributi.

Tra le altre proposte, anche quella di ampliare la platea dei contribuenti, includendo in futuro i nuovi lavoratori autonomi, i membri dei consigli di amministrazione delle società e i parlamentari, oltre all’integrazione dei mini-job nel sistema pensionistico obbligatorio. (riproduzione riservata)