La vittoria di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt non è una scossa solo per i partiti tradizionali europei, ma anche anche per l’azienda simbolo della potenza industriale tedesca: la Volkswagen.
La casa automobilistica di Wolfsburg ha approvato la scorsa settimana uno storico piano di ristrutturazione aziendale volto ad abbattere i costi e rendersi più competitiva di fronte a un panorama automotive sempre più permeato dalla concorrenza di modelli cinesi a basso costo e da incertezze legate al ritmo di transizione all'elettrico.
Il piano, a lungo osteggiato dalle parti sociali con scioperi e mobilitazioni in tutta la Germania, potrebbe portare il numero di tagli al personale globale di Volkswagen Group dai 50 mila già avviati a 100 mila potenziali. Inoltre, per gli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm, tutti in Germania, il management non garantisce una futura assegnazione produttiva.
Il progetto è diventato un enorme catalizzatore per l'ultradestra. «La crisi della Vw sta influenzando il clima in tutto il Paese. La Vw incarna il capitalismo sociale tedesco come nessun'altra azienda», ha spiegato Klaus Dörre, sociologo tedesco specializzato in populismo di destra e transizioni industriali, interpellato dal sito Politico. Lo stesso Tino Chrupalla, co-leader dell'AfD insieme ad Alice Weidel, aveva citato «la chiusura degli stabilimenti automobilistici tradizionali tedeschi» come «il risultato di una politica economica ed energetica fallimentare», criticando apertamente le scelte del governo del Cancelliere Friedrich Merz.
Nessuno degli stabilimenti di Vw è situato nel land conquistato dall’Afd. Wolfsburg, dove si trova la sede del gruppo, è una cittadina della Bassa Sassonia nata negli anni Trenta per dare alloggio agli operai della nascente Volkswagen in piena Germania di Adolf Hitler. Il land della Bassa Sassonia è anche un azionista chiave del gruppo tedesco, con una quota dell'11,8% e il 20% dei diritti di voto. Nella regione sono situati anche i siti di Emden, Hannover, Salzgitter, Braunschweig e Osnabruck. Quest’ultimo stabilimento il gruppo intende venderlo all'investitore finanziario Aurelius.
Gli altri principali siti del gruppo si trovano a Kassel (Assia settentrionale), Chemnitz (Sassonia), Dresda (Sassonia), gli stabilimenti della Porsche sono invece a Lipsia (Sassonia) e Stoccarda (Baden-Württemberg), mentre quelli dell’Audi si trovano in Baviera a Ingolstadt e a Monaco.
Insomma, i centri nervralgici di Vw sono situati tra Sassonia e Bassa Sassonia. In quest’ultima regione, secondo la media dei sondaggi realizzata da Dawum, l’Afd è intorno al 42% dei consensi. Un valore più alto addirittura delle recenti elezioni in Sassonia-Anhalt. Nelle ultime votazioni del 2024, la Cdu aveva ottenuto il 31,9% dei voti, solamente 1,3 punti davanti all’Afd. L’isolamento del partito di estrema destra aveva tenuto grazie alla coalizione tra il centro e l’Spd, ma alla prossima tornata elettorale del 2029 l’argine potrebbe cedere e il partito di Alice Weidel si potrebbe ritrovare al potere nel land orientale. Sono più «al sicuro» dall’onda estremista le regioni della Baviera e della Bassa Sassonia dove l’Afd si aggira sul 20% dei consensi.
Ma la crisi industriale del gruppo Volkswagen potrebbe continuare a portare voti all’estrema destra tedesca. L'AfD attribuisce il declino del settore automobilistico tedesco al governo Merz e all'agenda climatica dell'Unione europea. Secondo i dati raccolti da Infratest dimap dal voto di domenica 6 settembre, mentre cinque anni fa solo un terzo degli operai in Sassonia-Anhalt votava per l'AfD, ora la percentuale è salita a quasi due terzi (61%), sebbene i sondaggi non precisino il tipo di lavoro svolto. (riproduzione riservata)