Germania: fa fiasco l'asta Bund, tensione sui tassi che vanno ai massimi dal 2023. Che succede a Berlino?
Germania: fa fiasco l'asta Bund, tensione sui tassi che vanno ai massimi dal 2023. Che succede a Berlino?
Un importante analista a Milano Finanza: non è ancora un segnale d'allarme ma se la cosa si ripete un problema c'è nel debito tedesco

di Roberto Sommella 11/03/2026 22:45

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Che succede alla Germania? Della crisi economica si sa, di quella industriale pure, delle tensioni sui titoli di Stanto molto meno.

Forse perché si tratta dello Stato d'acciaio d'Europa, che ha imposto a suo tempo lacrime e sangue ai paesi dalla finanza ballerina, forse perché distratti da troppi fronti di guerra e dall'andamento del petrolio, gli osservatori si dimenticano di guardare all'andamento dei titoli di stato dei Lander, che non vanno come al solito.

Oggi l'asta odierna dei titoli di Stato decennali è tecnicamente fallita, raccontano alcuni osservatori, sottolineando però che il sistema delle aste in Germania prevede un intervento del governo a copertura delle falle (chi scrive ne ha parlato in un commento qui).

Dei 5 miliardi di euro offerti, gli investitori hanno presentato offerte per soli 4,5 miliardi. Alla fine, sono stati collocati solo 3,8 miliardi di euro, con un rendimento del 2,89%, notevolmente superiore al 2,73% registrato nell'asta precedente di febbraio. Si tratta di un tasso che non si registrava dal gennaio 2023.

Normale crisi di compratori, allettati da altri investimenti oppure segnale di pericolo? Può darsi, ma forse c'è dell'altro.

Milano Finanza lo ha chiesto ad un alto vertice delle istituzioni finanziarie europee che si occupa di debito, il quale raccomanda nessun panico ma massima attenzione. Quella di mercoledì 11 è stata un'asta «svolta in un contesto di fortissima volatilità con tantissima incertezza per i partecipanti». Non è la prima volta che la domanda complessiva è inferiore all'offerta: i tedeschi volevano emettere 5 miliardi di Bund, hanno avuto domanda per 4,5 miliardi e dunque hanno allocato 3,8 miliardi a un prezzo che peraltro era superiore al mercato secondario. Tutto bene quindi?

Apparentemente sì, perché 1,2 miliardi trattenuti dall'autorità che emette il debito verranno poi collocati sul mercato secondario, la clausola salva Bund che in Italia non esiste. Questa operazione è una modalità con cui «gestire aste che si svolgono in un momento di volatilità fortissima» racconta ancora la fonte, che aggiunge: «Non è di per se un evento traumatico ma certo se accade spesso allora il problema si pone...». E appunto non è la prima volta che accade.

A guardare il grafico dell'asta (molto impennato) il tema se lo porranno molti analisti nella speranza che questa spia tedesca sia solo un lumicino di perdita d'olio al motore tedesco e non un qualcosa di più che annuncia una seria avaria della macchina. «Capisce quanto può essere complicato mettere un prezzo in asta in quel contesto?», chiosa l'operatore ancora guardando il grafico. E forse un brivido gli corre lungo la schiena. (riproduzione riservata)