Generali chiude il 2025 con un utile netto normalizzato record di 4,3 miliardi, in crescita del 14,5% e si prepara a pagare un dividendo di 1,64 (+14,7%) e ad avviare entro l’anno un buyback da 500 milioni, operazione che sarà proposta alla prossima assemblea degli azionisti. «Abbiamo raggiunto tutti i target e confermiamo quelli del piano strategico», ha dichiarato il ceo Philippe Donnet durante la conferenza stampa e alle domande su possibili nuove alleanze nel settore bancassicurativo e nell’asset management ha aperto ad un possibile accordo con Mps e ad una collaborazione più ampia con Unicredit. Mentre il titolo in borsa nella mattinata del 12 marzo è arrivato a crescere del 2%, a 33,8 euro, quando Piazza Affari fletteva (Ftse Mib -0,33%).
«Sappiamo che l’anno prossimo scade la joint venture tra Mps e Axa. Saremmo un candidato per la sostituzione di Axa e se potessimo rimpatriare questo risparmio degli italiani dalla Francia, saremmo felici di farlo», ha detto Donnet, aggiungendo però che «non è una decisione nostra, noi abbiamo la disponibilità di parlare con tutti quelli che ci possono aiutare a fare il nostro mestiere».
Anche con Unicredit, se ci fosse la possibilità di ampliare gli accordi al comparto dell’asset management Generali sarebbe pronta a coglierla. «Abbiamo già un accordo di bancassurance con Unicredit per la distribuzione di prodotti assicurativi in Europa Centrale e dell'Est. Se c'è la possibilità di ampliare la cooperazione industriale con Unicredit ovviamente c'è la nostra disponibilità», ha dichiarato il numero uno di Generali che considera strategico il comparto, ma il presupposto di base è che la compagnia continui a mantenerne il controllo.
Tornando al bilancio 2025 la cedola è risultata superiore alle attese degli analisti che avevano fissato la parte alta del consensus a 1,62 euro (pari ad un dividend yield del 5% circa a questi prezzi). «Grazie agli eccellenti risultati e alla posizione patrimoniale estremamente solida, e in linea con il chiaro impegno a garantire ai nostri azionisti rendimenti sempre più alti, proponiamo ancora una volta un dividendo per azione in aumento e il lancio del buyback da 500 milioni di euro per il 2026», ha detto Donnet.
I premi lordi sono risultati in aumento a 98,1 miliardi (+3,6%), grazie alla crescita significativa del segmento Danni (+7,6%). Mentre la raccolta netta Vita ai vertici del settore, è cresciuta 13,5 miliardi, trainata da puro rischio e malattia, prodotti ibridi e unit-linked e il New Business Value è aumentato a 3,1 miliardi (+6,2%). «Si tratta del miglior dato di racconta netta Vita tra tutte le assicurazioni europee», ha sottolineato Donnet. Il Combined Ratio (CoR) è poi migliorato significativamente a 92,6% (-1,4 p.p.).
Il risultato operativo è stato migliore di sempre a 8 miliardi (+9,7%), guidato da tutti i segmenti di business. Gli Asset Under Management complessivi hanno raggiunto 900 miliardi (+4,3%), con 16 miliardi di flussi netti nell’asset Management. Il Solvency Ratio al 219% mostra una situazione di capitale ancora rispetto al 210% di fine 2024 mentre i flussi di cassa netti disponibili per la holding si sono attestati a 3,8 miliardi. (riproduzione riservata)