Generali, più poteri a Terzariol. Il ceo Donnet riorganizza la squadra per dare sprint alla fase finale del piano
Generali, più poteri a Terzariol. Il ceo Donnet riorganizza la squadra per dare sprint alla fase finale del piano
Assegnate al dg e deputy ceo le funzioni di Sesana (che esce) e tutti i mercati Messina: Leone indipendente con Intesa

di di Anna Messia 20/10/2026 19:30

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Più poteri al direttore generale e group deputy ceo, Giulio Terzariol. Generali Assicurazioni riorganizza la prima linea manageriale con l’intenzione di dare sprint alla fase finale del piano «Lifetime Partner 27: Driving Excellence», che si concluderà l’anno prossimo, ma anche in vista del prossimo ciclo strategico 2028-2030. Pilastro centrale del riassetto votato ieri dal consiglio di amministrazione del gruppo guidato dal ceo, Philippe Donnet, è il rafforzamento delle leve gestionali di Terzariol, attraverso la riassegnazione delle funzioni che facevano capo al general manager, Marco Sesana, che lascerà consensualmente il gruppo il 31 dicembre, come anche il chief Insurance m&a e strategic ventures officer, Jaime Anchústegui.

In particolare le funzioni che si aggiungeranno alle responsabilità di Terzariol, dal 2 novembre, sono quelle di global investment management (guidata da Luca Cetrano), group Operations (che fa capo a David Cis), group Marketing & customer (guidata da Isabelle Conner) e group Security (guidata da Remo Marini).

La riorganizzazione delle funzioni e le nuove nomine

Inoltre la group chief Transformation officer, Cécile Paillard, amplierà il proprio perimetro di responsabilità a due ambiti: sostenibilità, elemento centrale del piano strategico (sotto la guida della Chief Sustainability Officer Lucia Silva) e, dal 1 gennaio, Insurance m&a (guidata da Riccardo Candoni).

Nello stesso perimetro vengono istituite due nuove unità: group Insurance & Business performance, guidata da Santiago Villa, che comprenderà i segmenti Vita e Salute, Danni e Riassicurazione, e la Special projects unit, affidata a Manlio Lostuzzi.

Le cinque nuove aree per il coordinamento internazionale

L’altra novità di rilievo riguarda il coordinamento internazionale di Generali. Dall'1 gennaio i mercati assicurativi saranno riorganizzati in cinque aree, riportando sempre a Terzariol . «L’obiettivo è di coniugare un più forte coordinamento regionale per valorizzare le economie di scala, con la capacità di cogliere tempestivamente le opportunità locali», hanno detto dalla compagnia.

L'area Western Europe & Latin America, guidata da Jean-Laurent Granier (già ad della Francia), riunisce Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, America Latina e Grecia; A Giancarlo Fancel, oltre all’Italia, risponderà anche il Global Corporate & Commercial (prima coordinata dalla Francia); la Germania resta guidata da Stefan Lehmann e l’Asia da Roberto Leonardi; mentre a Gregor Pilgram, già a capo dell’Austria, viene affidata anche la responsabilità all’area del centro Est Europa.

A Terzariol riporterà anche Redion (ex Europ Assistance) guidata da Antoine Parisi e il deputy ceo continuerà anche ad avere la supervisione di Banca Generali, partecipata al 50,1% da Generali Assicurazioni e guidata da Gian Maria Mossa. «Il nuovo assetto organizzativo imprime un’ulteriore spinta al processo di trasformazione e all’eccellenza operativa del gruppo», ha commentato il group ceo Donnet.

Il risiko bancario e le dichiarazioni di Carlo Messina

Nel consiglio di amministrazione di Generali non ci sarebbe stato nessun passaggio sul risiko bancario in corso, destinato ad avere effetti anche sul capitale della compagnia. Tema su cui è intervenuto ieri il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando l’opas su Mps e sulla controllata Mediobanca e garantendo indipendenza alle Generali.

«Mettere in sicurezza Mediobanca rappresenta un punto strategico per il Paese e all'interno di Mediobanca c'è il 13,5% di Generali. Se l'opas di Intesa Sanpaolo su Mps andrà in porto sarà garantita indipendenza assoluta alla compagnia assicurativa», ha dichiarato il ceo di Intesa Sanpaolo spiegando che «nessuno potrà piu' acquisire Generali se Intesa Sanpaolo ha il 13,5%».

«Se riusciremo a concludere questa operazione», ha concluso Messina, «sarà un piacere avere azionisti come Unicredit (che del Leone ha il 9,05%, ndr), Delfin (10,15%), Caltagirone (6,32%) e Benetton (4,91%) che hanno contribuito a mantenere Generali così come è oggi». (riproduzione riservata)