In casa Generali non ci sono soltanto i ragionamenti in corso su Alleanza. A Trieste sta per partire una gara che interessa un parco immobiliare di oltre 12 miliardi di euro e che all’anno frutta al Leone circa 400 milioni di euro di affitti.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Generali Real Estate ha deciso di esternalizzare i servizi di facility e property management sugli immobili italiani, servizi di gestione operativa che vanno dalle manutenzioni alla sorveglianza degli immobili e che attualmente occupa poco meno di un centinaio di risorse all’interno del gruppo.
Generali Re è la società di gestione immobiliare del Leone guidata dal 2017 da Aldo Mazzocco e parte integrante della divisione asset & wealth management della compagnia.
Gestisce un patrimonio immobiliare di circa 37 miliardi di euro che comprende più di 2 mila immobili - con prevalenza di uffici, retail di lusso e una crescente quota nella logistica - distribuiti principalmente in Italia (circa un terzo del valore), Francia, Germania e con una crescente esposizione nell’Est Europa. Fra le gestioni del parco immobiliare italiano ci sono quelle di asset iconici come Le Procuratie Vecchie in piazza San Marco a Venezia, le torri di CityLyfe a Milano e Palazzo Bonaparte a Roma.
Advisor scelto da Generali per la gara è Deloitte, che ha appena aperto la procedura sollecitando le manifestazioni d’interesse non vincolanti, una prima fase a cui si sono affacciati big player internazionali della gestione immobiliare (e non italiani) come Colliers, Cbre e Cushman & Wakefield. Secondo alcune fonti finanziarie, per il potenziale acquirente il bando potrebbe valere un flusso annuale di 50 milioni di euro di ricavi. Si tratta di tre colossi che dominano il mercato dei servizi immobiliari commerciali in Italia e nel mondo.
Con passaporto canadese, Colliers ha sede a Toronto, ma opera in 66 Paesi offrendo consulenza strategica e gestione patrimoniale con circa 110 miliardi di dollari di masse e 4.700 immobili gestiti direttamente. Punta a crescere in settori tech e data center dai forti ritorni.
Cbre e Cushman & Wakefield sono invece entrambi statunitensi. Il primo è la più grande società al mondo per servizi immobiliari commerciali, con sede a Dallas. Quotata a Wall Street, fa advisory, capital markets, property e facility managment e sviluppo immobiliare per investitori, banche e fondi, gestendo anche portafogli miliardari in logistica e uffici. Nel 2025 ha registrato oltre 35 miliardi di ricavi, impiegando più di 140 mila persone in oltre 100 Paesi.
Infine, celebre per la gestione di asset iconici, anche Cushman & Wakefield è quotata al Nyse e basata a Chicago. Lo scorso anno ha registrato 10,3 miliardi di ricavi, conta 53 mila dipendenti, oltre 350 uffici in quasi 60 Paesi e offre servizi di advisory, capital markets, property e facility management. (riproduzione riservata)