Il mercato promuove i conti 2025 di Generali. Il titolo del leone ha chiuso in rialzo di quasi l’1,5% in una giornata di mercato negativo grazie a risultati che gli analisti hanno giudicato solidi e, nel caso del dividendo di 1,64 euro, persino superiori alle previsioni. I premi lordi sono saliti del 3,6%, sfiorando i 100 miliardi grazie alla spinta del Danni (+7,6%) e alla super raccolta nel Vita. Il risultato operativo di 8 miliardi e l’utile netto normalizzato di 4,3 miliardi sono i migliori di sempre. Nei prossimi mesi il business assicurativo dovrà fare i conti con l’impatto del conflitto e le tensioni nel private credit. Il ceo Philippe Donnet ne ha parlato con ClassCnbc, anticipando la strategia per il futuro, dal risparmio gestito ai piani per la distribuzione agli azionisti.
Domanda. Partiamo dai risultati. Quali sono i fattori chiave dietro questi numeri?
Risposta. Innanzitutto una grande disciplina nell’implementare il nostro piano strategico, Lifetime Partner 27. È una strategia che crea valore per tutti gli stakeholder. Abbiamo dimostrato che, se lo implementiamo bene, porta grandi risultati in tutti i comparti, dal Danni al Vita fino all’asset e wealth management.
D. La guerra cambierà i vostri piani? Come è iniziato l’anno?
R. Per il momento il trend è positivo, in linea con il 2025. Ci arriviamo con un portafoglio molto diversificato sia dal punto di vista geografico sia da quello delle linee di business, il che ci consente di navigare anche nelle tempeste. Abbiamo obiettivi ambiziosi che non cambiamo.
D. A fine 2025 avete archiviato il progetto di alleanza con Natixis nel risparmio gestito. Cosa farete adesso?
R. Il piano è continuare a sviluppare la nostra piattaforma globale di asset management ampliando le aree di competenza. Pochi mesi fa abbiamo concluso l’acquisizione di Mgg Investment Group, una società specializzata nel private negli Usa, e continuiamo a crescere in questo ambito. Quindi non cambiamo strategia, anzi acceleriamo nella sua implementazione. Per noi è molto importante costruire la crescita organica dell’asset management. Nel 2025 il risultato operativo del comparto è cresciuto del 7,5% e sono aumentate in modo significativo anche le masse dei clienti terzi.
D. Il bilancio è migliorato per voi e per tutte le compagnie anche perché nel 2025 si sono verificate meno catastrofi naturali.
R. È vero. Rispetto al 2024 abbiamo avuto meno catastrofi naturali. Però sappiamo che c’è una grande volatilità, e che purtroppo il trend è di aumento sia della frequenza sia dell’intensità di questi eventi. È molto importante avere una gestione molto prudenziale di questo fenomeno. Per questo abbiamo adottato una serie d’azioni, compresa un’importante mossa sul fronte della riassicurazione e creato nuovi strumenti per aiutare le imprese a prevenire il rischio.
D. Cresce l’allarme sul settore del private credit. Voi siete esposti?
R. Siamo attenti a tutto quello che succede sui mercati mondiali. Detto questo, il nostro portafoglio d’investimento è molto diversificato, e la nostra strategic asset allocation è molto prudente. La nostra esposizione è limitata, quindi come asset owner siamo fiduciosi. Come asset manager stiamo entrando in questo business con grande prudenza e grande attenzione.
D. Il dividendo cresce, e lancerete un buyback da 500 milioni. Questa politica di remunerazione dei soci sarà sostenibile anche in futuro?
R. Quando ho iniziato, dieci anni fa, il dividendo era di 0,80 euro. Oggi siamo a 1,64 euro, quindi più che raddoppiato. Significa una crescita media di circa il 10% all’anno. Inoltre, abbiamo ricominciato da alcuni anni a fare buyback ogni anno. Mi sembra che questa politica di remunerazione del capitale stia dando soddisfazione agli azionisti e sia sostenibile.
D. E come vanno i suoi rapporti con gli azionisti?
R. Direi che, con questi risultati, è logico che i rapporti siano buoni. (riproduzione riservata)