Gelata sui mutui casa: nel primo trimestre guerra e inflazione frenano le richieste
Gelata sui mutui casa: nel primo trimestre guerra e inflazione frenano le richieste
Nonostante i tassi bassi e le attese di rialzi della Bce, la guerra e il rischio inflazione rendono gli italiani più prudenti: scelgono il fisso aumentando gli importi medi e allungando le durate

di di Paola Valentini 17/04/2026 02:00

Ftse Mib
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????Gelata sulle domande di mutui casa. La guerra in Medio Oriente e le prospettive di impennata dell’inflazione frenano le richieste di finanziamento per l’acquisto dell’abitazione da parte delle famiglie italiane.

I tassi sono ai minimi da diversi mesi (l’ultimo taglio è avvenuto a giugno 2025) e ora la Bce potrebbe tornare a rialzarli presto. Ma nonostante questa prospettiva le incognite economiche provocate dal conflitto Usa-Iran e lo shock sui prezzi dell’energia sui prezzi dell’energia impongono prudenza nei comportamenti di investimento dei risparmiatori che pur potendo approfittare di tassi bassi preferiscono aspettare. La strategia è rimandare spese importanti in attesa di capire se la situazione migliorerà sul fronte geopolitico e quindi per la dinamica economica.

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L'andamento del Barometro Mutui di Crif

I nuovi dati del Barometro Mutui elaborato da Crif segnalano che nel primo trimestre 2026 la domanda dei prestiti immobiliari (nuovi mutui e surroghe) richiesti dalle famiglie italiane registra una contrazione del 12,4%. Un calo dovuto almeno in parte alla crescita molto sostenuta nello stesso trimestre del 2025, spiega il report: +22,4% nelle domande grazie al calo dei tassi. In tutto il 2025, inoltre, le erogazioni di mutui erano salite del +15,1% e le surroghe del +25,1%, mentre i numeri delle concessioni del primo trimestre 2026 non sono ancora disponibili.

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Rispetto agli anni precedenti la domanda di mutui nel primo trimestre 2026 è stata comunque superiore a quella del pari periodo sia del 2023 sia del 2024, che scontavano la fase di rialzi della Bce post Covid (il ciclo di aumenti del 2022 e 2023 si era chiuso a giugno 2024 con il primo taglio). Se si guarda marzo, la richiesta di mutui subisce un contraccolpo del -15% rispetto al +20,5% del marzo 2025, considerando che nel mese si è scaricato in pieno l’effetto guerra dato che gli attacchi degli Usa all’Iran sono iniziati il 28 febbraio. Da luglio 2025 (grafico accanto) si è delineato un lento decrescendo che ha portato a una contrazione della domanda da ottobre a oggi.

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L'impatto delle tensioni geopolitiche sulle famiglie

«Le forti tensioni geopolitiche stanno minando le prospettive di crescita, alimentando il rischio di una frenata dei mercati. Questa complessa congiuntura pone le famiglie in una situazione di incertezza e di prudenza nel richiedere finanziamenti di lungo periodo; così come, analogamente, il perdurare delle tensioni sui costi delle materie prime energetiche fanno ipotizzare un rialzo dell’inflazione, il che genera incertezza nelle modalità di definizione dei tassi», commenta Simone Capecchi, executive director di Crif.

Non a caso oggi quasi nove mutui su dieci (86%) sono stipulati a tasso fisso, scelta che riguarda sia i nuovi contratti sia le surroghe. «A spingere i consumatori verso questa soluzione sono le condizioni di mercato favorevoli, che offrono la sicurezza di un canone costante nel tempo», prosegue Capecchi.

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Importi medi e durata dei finanziamenti

Per quanto riguarda gli importi, la richiesta media è di 161.059 euro nel trimestre, +4,8% rispetto allo stesso periodo 2025, ai massimi degli ultimi 10 anni degli ultimi 10 anni: nel 2016 l’importo medio si aggirava a poco più di 122 mila euro. È la conseguenza diretta dell’aumento dei prezzi degli immobili in questo periodo.

Mentre sul fronte delle durate, i mutui preferiti sono quelli tra 25 e 30 anni (43,5%): per effetto di un importo medio sempre più elevato, spiega Crif, è necessario per le famiglie diluire il debito nel tempo con rate più piccole per non pesare troppo sul bilancio. Intanto la domanda per età si mantiene stabile rispetto allo stesso trimestre 2025: la fascia 35-44 anni è la più affollata con il 47,7%. (riproduzione riservata)