Gasolio, il governo proroga il taglio delle accise. Benzina esclusa, si applica solo al diesel
Gasolio, il governo proroga il taglio delle accise. Benzina esclusa, si applica solo al diesel
Via libera al decreto da 125 milioni: risorse da extragettito Iva e sanzioni Antitrust. Il ministro dell’Economia: «Siamo i più esposti alla crisi in Medio Oriente, Cdm di nuovo al lavoro il 4 agosto»

di di Anna Di Rocco 27/07/2026 19:49

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«La crisi in Medio Oriente danneggia principalmente l’Italia e la Germania, che sono due Paesi industriali e dipendono moltissimo dai combustibili fossili». È il quadro tracciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che rispondendo a una domanda di Class Cnbc e MF-Milano Finanza ha richiamato il peso della nuova emergenza energetica sui due grandi manifatturieri europei. «Quando si osservano gli andamenti dell’economia ricordiamoci che i più danneggiati economicamente sono esattamente Italia e Germania», ha aggiunto il titolare del Mef.

Un conto che il governo prova ad attenuare intervenendo ancora una volta sui carburanti nel pieno dell’esodo estivo. Il Consiglio dei ministri ha approvato, lunedì 27 luglio, un decreto legge che riduce di 17 centesimi al litro le accise sul gasolio fino al prossimo 6 agosto con l’obiettivo di riportare il prezzo del diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro. La benzina, che ieri ha raggiunto 2 euro sulla rete autostradale, non beneficerà di alcuna riduzione. «Monitoreremo l’andamento dei prezzi che evolvono in modo assai erratico in base alla situazione di conflitto, di tregua o di pace in Medio Oriente», ha spiegato Giorgetti in conferenza stampa.

La misura costa 125 milioni: pronti a secondo decreto 

Il provvedimento entrerà in vigore a mezzanotte del 28 luglio e avrà un costo complessivo di 125 milioni di euro. Tale importo copre lo sconto fiscale sul diesel e si accompagna alla proroga del contributo destinato agli autotrasportatori e all’introduzione di un credito d’imposta per il settore agricolo. Il governo però non considera chiusa la partita: il dossier tornerà sul tavolo del Consiglio dei ministri già il 4 agosto, quando verrà valutata l’evoluzione dei prezzi energetici e l’eventuale necessità di un nuovo intervento. «Naturalmente è già previsto un Cdm per il 4 agosto che valuterà l’evoluzione della situazione per vedere cosa fare dopo», ha messo in chiaro il titolare del Mef.

La scelta di intervenire soltanto sul diesel nasce dall’andamento dei prezzi delle ultime settimane. La fiammata legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha colpito soprattutto il gasolio, tornato sopra la soglia dei due euro al litro in molte aree del Paese, con un impatto particolarmente rilevante sui costi di trasporto e logistica. Il governo ha quindi deciso di concentrare le risorse sul carburante maggiormente utilizzato dal trasporto merci e dal mondo produttivo, evitando un taglio generalizzato che avrebbe richiesto maggiori coperture.

La soluzione delle coperture miste: extragettito Iva e risorse di bilancio

Il nodo più delicato della misura era, infatti, quello delle coperture. Il governo ha scelto una soluzione mista: una parte delle risorse arriverà dal meccanismo delle accise mobili, cioè il meccanismo che consente di utilizzare l’extra-gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti, mentre la parte restante sarà coperta attraverso altre fonti di bilancio.

«Le accise mobili coprono una parte dell’intervento», ha spiegato Giorgetti, «attendiamo agosto per utilizzare quelle maturate a luglio». Il conto complessivo tuttavia richiede 90 milioni di euro aggiuntivi rispetto alle risorse già disponibili attraverso il meccanismo automatico delle accise mobili. Per questo il governo ha dovuto ricorrere ai soldi pubblici: «Una quota delle risorse arriverà poi dalle sanzioni Antitrust, mentre una parte sarà attinta dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica».

La soluzione scelta dall’esecutivo arriva dopo il confronto politico sulla possibilità di tassare altri beni, come il tabacco. Un’ipotesi che aveva sollevato dubbi nella maggioranza. Ma «non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi», ha frenato subito Giorgetti. La misura, comunque, nasce come un intervento ponte. Il governo vuole verificare nei prossimi giorni se il calo delle quotazioni internazionali del petrolio si trasferirà effettivamente sui prezzi finali. «Monitoreremo l’andamento dei prezzi», ha detto Giorgetti. «Oggi (lunedì 27 luglio, ndr) il prezzo del Brent è drasticamente sceso; la speranza è che tra qualche giorno questo si traduca nel prezzo alla pompa». (riproduzione riservata)