Algeria al posto del Qatar per garantire le forniture di gas all’Italia, dopo lo stop forzato degli invii di gnl dal Paese del Golfo. Mercoledì 25 marzo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontrerà ad Algeri il presidente Abdelmadjid Tebboune: è la seconda visita dopo quella del 22-23 gennaio 2023, ma stavolta il tema è più urgente.
Sul tavolo, nuovi accordi per garantire la sicurezza energetica: l’Algeria è già tra i primi fornitori di gas naturale dell’Italia, con una quota del 27%, grazie anche al rapporto tra Eni e Sonatrach. «L’incontro tra Meloni e Tebboune», confermano da Palazzo Chigi, «costituirà l’occasione per fare il punto in questo ambito, anche alla luce del complesso contesto internazionale».
L’Algeria è anche il primo partner commerciale dell’Italia in Africa, con un interscambio pari a 12,9 miliardi di euro nel 2025 e uno stock di investimenti diretti italiani nel Paese per 8,5 miliardi di euro. L’Italia, a sua volta, è il primo cliente e il secondo fornitore dell’Algeria, con una quota di mercato dell’export nazionale pari al 7,3%.
Tornando al gas, proprio di recente si è ulteriormente rafforzata la presenza di Eni, che con una produzione netta di circa 137mila barili di olio equivalente al giorno è già la principale compagnia energetica internazionale attiva nel Paese. All’inizio di marzo, infatti, il gruppo italiano ha rafforzato la propria partecipazione nel giacimento a gas di Touat, nel sud-ovest dell'Algeria, portandosi al 43%, a seguito di un'operazione di acquisizione congiunta con la società thailandese Pttep per rilevare la quota del 30% detenuta da Engie.
In precedenza, a luglio 2025, Eni e Sonatrach avevano già raggiunto un accordo per nuovi contratti mirati a favorire l’incremento della produzione di gas, e l’estensione degli approvvigionamenti destinati all’export verso l’Italia, a seguito dell’intesa per l’area Zemoul El Kbar e l’assegnazione dell’area di Reggane II. L’insieme degli accordi dovrebbe contribuire a incrementare la produzione di gas fino a 5,5 miliardi di metri cubi all’anno al 2028, con investimenti complessivi superiori a 8 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)
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