G7, Urso porta a Parigi il modello italiano sull’AI: «Serve autonomia strategica»
G7, Urso porta a Parigi il modello italiano sull’AI: «Serve autonomia strategica»
Il ministro delle Imprese a Parigi presenta la strategia italiana: autonomia tecnologica, l’appello all’enciclica di Papa Leone XIV e il progetto del nucleare di nuova generazione per sostenere i super computer

di Anna Di Rocco 29/05/2026 18:33

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Dalla sovranità digitale alla sostenibilità energetica dei data center, fino al richiamo all’enciclica di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale. È questa la linea portata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla ministeriale G7 su Digitale e Tecnologie in corso a Bercy, a Parigi, dove i Paesi membri stanno discutendo di infrastrutture digitali, AI e protezione dei minori online in vista del vertice dei leader di Évian, previsto dal 15 al 17 giugno.

Nel suo intervento di apertura, Urso ha delineato la strategia italiana fondata sul concetto di «autonomia strategica», chiarendo però che la sovranità digitale «non significa escludere gli altri, ma coinvolgerli», con l’obiettivo di rafforzare la capacità di scelta dell’Europa e dei singoli Stati.

Una governance dell’AI

Il ministro ha quindi richiamato la prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale. «Dobbiamo ascoltare gli altri, come il Sommo Pontefice Leone XIV, che ha voluto dedicare la sua prima enciclica proprio all’AI, rivolgendosi a tutti e non solo ai credenti», ha dichiarato Urso, sottolineando la necessità di mantenere «la persona sempre al centro», secondo una «visione antropocentrica» dello sviluppo tecnologico.

Il riferimento al Pontefice si inserisce nel tentativo italiano di proporre una governance dell’intelligenza artificiale che combini innovazione industriale e tutela sociale, in una fase in cui il confronto globale sull’AI si intreccia sempre più con i temi della sicurezza, dell’energia e della competizione geopolitica.

Nel corso della ministeriale, Urso ha illustrato anche la strategia nazionale sui data center, destinati a sostenere la crescita del supercalcolo e delle applicazioni di intelligenza artificiale. «Non c’è alcun atteggiamento negativo nei confronti dell’innovazione, dell’AI e dell’installazione di data center. Al contrario, stiamo costruendo modelli di piena sostenibilità». Tra gli esempi citati dal ministro figura il nuovo sito in Trentino, di prossima inaugurazione, realizzato negli spazi di una miniera a fine vita. 

Il piano per i data center e l’AI per le pmi 

Urso ha inoltre presentato gli obiettivi del Piano nazionale per i data center, pensato per distribuire in modo più equilibrato gli investimenti sul territorio e rafforzare la capacità computazionale del Paese. «Per l’Italia, che deve risparmiare suolo e rafforzare la propria capacità energetica e computazionale, sostenibilità, efficientamento e nuove tecnologie non sono alternative, ma parti della stessa politica industriale», ha affermato.

Al centro del confronto tra i ministri del G7 anche l’adozione dell’AI nelle piccole e medie imprese, la resilienza delle infrastrutture digitali e la tutela dei minori online. Su quest’ultimo punto, Urso ha ribadito la necessità di bilanciare opportunità e rischi. «Non possiamo privare i nostri figli delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, ma dobbiamo proteggerli dai rischi che essa comporta», ha dichiarato, chiedendo regole chiare sull’identificazione dei contenuti generati dall’AI.(riproduzione riservata)