Parte a Parigi il G7 Finanze. L’obiettivo è coordinarsi per gestire la crisi in Medio Oriente e i conseguenti impatti su conti pubblici, crescita e imprese e famiglie. Il presidente francese Emmanuel Macron, che ospita il G7, ha incaricato a marzo quattro economisti di elencare e analizzare gli squilibri in corso nell’economia mondiale. Il rapporto si è concentrato sui pesanti deficit degli Stati Uniti e sull’eccedenza commerciale della Cina, con la sovracapacità produttiva che rappresenta una minaccia per interi settori dell’industria europea.
Anche se non siamo in presenza ancora di una crisi finanziaria mondiale, «il modo in cui si sviluppa da una decina d’anni l’economia globale è chiaramente insostenibile», spiega il ministro francese Roland Lescure. «Ci sono tre grandi zone, ognuna con le proprie sfide: la Cina che non consuma abbastanza, gli Stati Uniti che consumano troppo e l’Europa che non investe abbastanza».
Il confronto non sarà facile dopo le tensioni degli ultimi mesi con Donald Trump dovute alla mancata assistenza militare dell’Europa agli Usa durante gli attacchi all’Iran e alla tensione sui dazi per i ritardi dell’Ue nell’attuazione dell’accordo raggiunto in Scozia. «Non vi nascondo che non siamo d’accordo su tutto, in particolare con i nostri amici americani, con i quali abbiamo disaccordi di base, in particolare sul futuro del commercio internazionale», dichiara Lescure.
«Dimostreremo che il multilateralismo è utile e che funziona. Ci troviamo di fronte a sfide importanti. La guerra in Medio Oriente, gli squilibri multilaterali ormai divenuti insostenibili, le questioni relative alle terre rare, ai materiali critici e agli aiuti allo sviluppo», aggiunge il ministro francese. «Il modo in cui si sta sviluppando la crescita globale oggi è chiaramente insostenibile, quindi dobbiamo impegnarci reciprocamente per garantire di trovare un modello di crescita più sostenibile».
Gli Usa partecipano al G7 a Parigi con il segretario al Tesoro, Scott Bessent, che difenderà la visione trumpiana di utilizzare i dazi per riassorbire il deficit commerciale con la Cina e l’eccedenza commerciale europea con gli Usa. Per l’Italia ci saranno invece il ministro Giancarlo Giorgetti e il governatore Fabio Panetta. «Saranno due giorni intensi alla ricerca di risposte alle conseguenze economiche dei conflitti in corso», sottolinea il Mef in un post su X. (riproduzione riservata)