La crescita economica come antidoto all’elevato livello di indebitamento globale e come risposta a un quadro geopolitico sempre più teso. È questo il messaggio arrivato dagli Stati Uniti all’apertura della riunione del G20 dei ministri delle Finanze in corso ad Asheville, nella Carolina del Nord.
«Il mondo è sommerso dai debiti», ha affermato il segretario di Stato Scott Bessent, aggiungendo che l’unica strada per ridurre il peso dell’indebitamento è quella di tornare a una fase di maggiore espansione economica. Una linea condivisa dal presidente della Fed Kevin Warsh: «Il nuovo periodo è caratterizzato da una crescita secolare», ha sottolineato indicando nell’aumento degli investimenti globali uno degli elementi distintivi della fase attuale.
L’ottimismo si confronta tuttavia con le tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran, l’elevato debito pubblico americano e le persistenti pressioni inflazionistiche, elementi che alimentano l’incertezza sui mercati e sulle prospettive dell’economia mondiale.
Bessent ha ribadito alla Cnbc che i rendimenti dei titoli del Tesoro sono rimasti «stabili» a partire dall’insediamento di Donald Trump. Ma in verità gli yields sono leggermente aumentati a causa dei dazi e dell’inflazione. Dall’inizio del secondo mandato del tycoon il Treasury a 10 anni è cresciuto di circa 15 punti base, mentre il trentennale di 40. «Se ci fosse un problema nel mercato obbligazionario statunitense, allora la gente venderebbe obbligazioni americane e acquisterebbe obbligazioni di altri Paesi. Ma noi siamo il mercato con le migliori performance».
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