«Nulla può essere fatto senza di noi e nulla può essere fatto contro di noi». Con queste parole venerdì 31 Crédit Agricole rivendica il proprio peso nel consolidamento bancario italiano, dopo aver portato al 29,3% la partecipazione in Banco Bpm. Allo stesso tempo il gruppo francese prende le distanze dall'ipotesi di una presa di controllo sull'istituto guidato da Giuseppe Castagna. «Non abbiamo chiesto alla Bce l'autorizzazione ad assumere il controllo», ha dichiarato a Bloomberg Tv la deputy general manager Clotilde L'Angevin, precisando che la banque verte non ha ricevuto «alcuna proposta concreta» su un'eventuale operazione tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm.
Il messaggio è chiaro: il gruppo intende continuare a crescere nel lungo periodo in Italia, suo secondo mercato domestico, ma ritiene che qualsiasi futuro riassetto del sistema bancario dovrà necessariamente tenere conto della sua posizione di primo azionista di Banco Bpm. E soprattutto Agricole sarà l’ago della bilancia per le eventuali mosse strategiche di Piazza Meda che proprio in queste settimane sta discutendo con Montepaschi un’eventuale fusione alla pari.
La partecipazione in Banco Bpm, salita al 29,3%, rappresenta una delle principali mosse strategiche del semestre. Il management ribadisce di non voler assumere il controllo della banca, ma sottolinea che la propria presenza rende Crédit Agricole un interlocutore inevitabile in ogni possibile scenario di consolidamento.
L'Italia, ha ricordato L'Angevin, non significa soltanto la quota in Banco Bpm: il gruppo conta oltre sei milioni di clienti, una presenza in tutte le principali linee di business e punta a proseguire la crescita anche attraverso lo sviluppo organico della rete commerciale.
I risultati del primo semestre confermano la solidità del gruppo francese. Crédit Agricole ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con ricavi pari a 20,88 miliardi di euro, in crescita del 7,8%, mentre il risultato operativo lordo è aumentato del 16,1% a 8,7 miliardi grazie a una crescita dei costi (+2,6%) nettamente inferiore a quella dei ricavi. Il cost/income ratio è migliorato di tre punti percentuali, attestandosi al 58,3%. L'utile netto di pertinenza del gruppo è salito del 6,8% a 4,875 miliardi di euro, nonostante un incremento del costo del rischio del 15,7%.
Per Crédit Agricole SA, la società quotata, i ricavi sono aumentati aumentati del 4,3% a 14,36 miliardi, mentre il risultato operativo lordo è cresciuto del 7% a 6,5 miliardi. L'utile netto di pertinenza del gruppo si è attestato a 3,727 miliardi (-6,2%), ma il confronto risente della plusvalenza realizzata nel 2025 con il deconsolidamento di Amundi Us. Al netto di tale effetto, nel secondo trimestre l'utile è aumentato dell'1,4%, con ricavi trimestrali record pari a 7,36 miliardi (+7,7%).
Tra le principali iniziative strategiche del semestre figurano inoltre l'integrazione di Milleis, l'accordo di partnership con il gruppo spagnolo Cajamar e il lancio della piattaforma industriale dedicata all'intelligenza artificiale. Il gruppo investirà 500 milioni di euro in tre anni nello sviluppo dell'AI, creando la nuova Crédit Agricole Artificial Intelligence.
L'Italia continua a rafforzare il proprio contributo ai risultati del gruppo. Le attività italiane hanno generato nel semestre un utile netto di 1,053 miliardi di euro, di cui 878 milioni di pertinenza del gruppo, confermando il Paese come secondo mercato domestico di Crédit Agricole. I ricavi sono aumentati del 5% a 2,7 miliardi, mentre il risultato della gestione operativa è cresciuto del 7,8% a 1,541 miliardi. Il cost/income è sceso al 42,9% e le masse complessive hanno raggiunto 448 miliardi di euro, di cui 104 miliardi di finanziamenti e 344 miliardi di raccolta.
Anche Crédit Agricole Italia ha chiuso il semestre con risultati in crescita. L'utile netto consolidato è salito a 478 milioni di euro (+2,1%), nonostante il maggiore impatto fiscale derivante dalla legge di Bilancio. I proventi hanno superato 1,6 miliardi (+3,5%), sostenuti sia dal margine di interesse (+1,8%) sia dalle commissioni (+6,9%). La banca ha erogato oltre 5 miliardi di nuovi finanziamenti, acquisito 106 mila nuovi clienti e ha portato la propria base a oltre sei milioni di clienti. La qualità del credito continua a migliorare, con un Npe ratio lordo del 2,5%, uno netto dell'1%, un costo del credito ai minimi storici di 29 punti base e un Cet1 ratio del 13,2%. (riproduzione riservata)