Ftse Mib o Ibex? La rimonta in borsa di Italia e Spagna passa da banche e utilities. E i due indici non sono più a sconto
Ftse Mib o Ibex? La rimonta in borsa di Italia e Spagna passa da banche e utilities. E i due indici non sono più a sconto
Il Ftse Mib e l'Ibex che superano il 20% di rendimento annualizzato e da inizio 2026 hanno guadagnato rispettivamente il 18% e il 15% circa. Analogie e differenze alla base dei rally

di Sara Bichicchi 21/08/2026 20:00

Ftse Mib
52.668,04 17.40.00

+0,00%

Dax 30
26.136,56 18.00.00

+0,59%

Dow Jones
53.277,01 22.20.01

+0,98%

Nasdaq
26.180,46 22.17.58

+0,43%

Euro/Dollaro
1,1679 22.02.16

-0,04%

Spread
83,33 17.29.46

+2,57

Da compagne di sventura negli anni della crisi del debito a contendenti per il titolo di borsa più forte d’Europa. Italia e Spagna, protagoniste anche di un duro scontro politico sulla gestione dell’immigrazione, ne hanno fatta di strada da quando la stampa anglosassone le bollava - insieme a Portogallo e Grecia - come Pigs (alla lettera «maiali»). Ora Madrid ha una stima di crescita del pil pari al 2,6% per il 2026, mentre Roma ha visto lo spread ridursi drasticamente, segno di una ritrovata fiducia da parte dei mercati. In questo contesto il Ftse Mib e l’Ibex procedono a ritmo serrato. «Entrambi gli indici hanno registrato performance eccellenti, con rendimenti annualizzati superiori al 20%, sovraperformando in termini relativi sia i mercati europei sia il formidabile S&P 500», osserva Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac.

Al momento il listino italiano è in lieve vantaggio con un rialzo del 18% circa da gennaio, mentre la borsa spagnola segue con un avanzamento intorno al 15%. Dietro a queste performance si nasconde più di un’analogia, a partire dal vero motore della crescita: gli istituti di credito.

Il peso del settore bancario 

Il Ftse Mib e l’Ibex sono due listini a trazione bancaria. A fine giugno il settore finanziario rappresentava circa il 49% del primo e il 43% del secondo, con un peso molto rilevante di pochi gruppi nazionali secondo i calcoli di eToro. «Ai vertici dei due panieri la somiglianza diventa quasi speculare», spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro. «A fine luglio Unicredit e Intesa Sanpaolo rappresentavano insieme il 29,9% del Ftse Mib, Santander e Bbva il 31,1% dell’Ibex 35. Quasi un terzo di entrambi i mercati passa quindi da due banche».

Il comparto bancario sta vivendo una fase di fibrillazione che si riflette sui titoli. In Italia, in particolare, le diverse operazioni straordinarie dell’ultimo anno hanno dato slancio ai protagonisti: Mediobanca, acquisita da Mps, è salita di quasi il 60% nel 2026, mentre la stessa Mps, oggetto di un’opas di Intesa Sanpaolo, ha guadagnato circa il 28%. Tra i 10 migliori titoli del Ftse Mib compaiono poi Banco Bpm (+29%) e Unipol (+34%).

Anche a Madrid la top ten include alcuni rappresentanti del settore: Unicaja Banco (+27%), Banco Sabadell (+26%) e Caixabank (+23%). «La forza bancaria riguarda tutta Europa, ma il suo effetto su Milano e Madrid è amplificato dal peso che il settore occupa nei due benchmark», puntualizza Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. «La differenza è che Milano ha catalizzatori aggiuntivi. Il primo è il consolidamento del settore bancario, che continua a sostenere le valutazioni del comparto mantenendo vivo un premio strategico. Il secondo è il re-rating del rischio Italia».

Il primo vantaggio dei due mercati è però anche il loro principale rischio. «Un deterioramento della redditività bancaria avrebbe conseguenze rilevanti», chiarisce Debach.

La spinta dell’energia

Tuttavia, non di sole banche è fatto il rally, soprattutto a Milano. A Piazza Affari «oltre ai finanziari hanno contribuito industriali, infrastrutture e difesa», aggiunge Diodovich. «L’Ibex rimane più concentrato su banche e utilities». Queste ultime sono però un segmento significativo anche a Palazzo Mezzanotte.

In generale, i titoli legati all’energia «valgono quasi la stessa quota nei due mercati», stima Debach. E alcune società hanno corso molto grazie al boom registrato dai prezzi del petrolio nei mesi passati: Saipem (+86%), Eni (+52%) e Tenaris (+39%) a Milano, Repsol (+76%), Endesa (+35%) ed Enagás (+29%) a Madrid.

La borsa spagnola sembra però beneficiare di una maggiore uniformità della crescita. «Nell’Ibex, 27 titoli su 35 sono positivi da inizio anno con un rendimento mediano vicino al 15%. Milano mostra una dispersione decisamente maggiore: Stm guadagna quasi il 100%, ma Stellantis perde più del 50%», commenta ancora Debach. Il caso della società automobilistica introduce un’altra differenza sostanziale tra Milano e Madrid. Il Ftse Mib mantiene infatti un’esposizione diretta all’auto con Ferrari e Stellantis, mentre nell’Ibex 35 manca un vero produttore automobilistico.

Fine dello sconto

Un ultimo elemento da considerare sono le valutazioni dei due mercati. Un tempo Milano e Madrid erano sottovalutate, e quindi a sconto, ma la corsa degli ultimi due anni ha cambiato la narrativa.

Nel 2025 l’Ibex 35 è salito del 52%, il Ftse Mib del 30%, e le quotazioni continuano a lievitare, spingendo verso l’alto anche i multipli. Tra i due, «il Ftse Mib appare leggermente più conveniente, con un rapporto prezzo/utili atteso per il 2027 di 12,8 volte rispetto alle 13,5 volte dell’Ibex. Tuttavia, entrambi hanno ormai riassorbito il precedente sconto valutativo e scambiano a multipli superiori alle medie storiche», conclude Thozet. (riproduzione riservata)