Franco Baresi è morto: il Milan perde la sua leggenda, aveva 66 anni
Franco Baresi è morto: il Milan perde la sua leggenda, aveva 66 anni
Si è spento nella notte uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Il Milan annuncia la scomparsa con un messaggio carico di commozione. Dal ritiro della maglia numero 6 ai successi con i rossoneri e la Nazionale,  l’eredità del “Milanista del secolo” resta indelebile.

di di Giusy Iorlano 31/07/2026 09:30

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Il calcio italiano perde una delle sue icone più rappresentative. Franco Baresi è morto nella notte all’età di 66 anni. Storica bandiera del Milan, capitano simbolo dell'epopea rossonera e tra i più grandi difensori della storia del calcio mondiale, lascia un’eredità sportiva e umana destinata a rimanere nel tempo. Nel 2025 era stato operato per un nodulo polmonare e negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate.

Ad annunciarne la scomparsa è stato il Milan con un messaggio pubblicato su X e sul sito ufficiale del club.

«La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del Dna e del cammino di tutto il Club», scrive la società rossonera, esprimendo le condoglianze alla famiglia e ai tifosi.

Ancora più toccanti le parole pubblicate sul sito ufficiale: «Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i milanisti devono provare ad essere all'altezza di Franco Baresi».

Il club ricorda anche quella che sarebbe stata la sua ultima apparizione pubblica di grande impatto: la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, quando entrò a San Siro con la fiaccola olimpica accanto a Beppe Bergomi, ricevendo un lungo applauso in mondovisione.

Una vita con una sola maglia

Per i tifosi era molto più di un capitano. Baresi ha trascorso l'intera carriera con la maglia del Milan, diventandone il simbolo assoluto. Esordì in Serie A nell'aprile del 1978, a soli 17 anni, e da allora il legame con il club non si è mai spezzato, nemmeno durante le difficili retrocessioni del 1980 e del 1982.

Capitano per quindici stagioni, fu eletto "Milanista del secolo” in occasione del centenario della società. Il club, dopo il suo ritiro, decise anche di ritirare la maglia numero 6, un omaggio riservato alle leggende.

L'ultimo grande libero

Soprannominato inizialmente “Piscinin” per il fisico esile e poi ribattezzato “Kaiser Franz” per il suo stile ispirato a Franz Beckenbauer, Baresi ha rivoluzionato il ruolo del libero.

Con la sua capacità di leggere il gioco, anticipare gli avversari e impostare l'azione dalla difesa, è stato uno dei protagonisti del calcio moderno. Gianni Brera ne esaltava la avirile bellezza gladiatoria», mentre Arrigo Sacchi e Fabio Capello ne fecero il perno delle squadre che dominarono in Italia e in Europa.

Con il Milan conquistò sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro Supercoppe europee e due Supercoppe italiane, attraversando epoche diverse e giocando accanto a campioni come Gianni Rivera, Paolo Maldini e Marco Van Basten.

I successi con la Nazionale

Con la maglia azzurra conquistò il Mondiale del 1982, pur senza scendere in campo, e fu protagonista dodici anni dopo negli Stati Uniti. Rimane nella memoria la finale di Pasadena del 1994 contro il Brasile, disputata appena venticinque giorni dopo un grave infortunio al ginocchio. Al termine della sfida arrivarono le lacrime per la sconfitta ai rigori, una delle immagini più emblematiche della sua carriera.

Il cordoglio della Figc

Alla notizia della scomparsa sono arrivati i messaggi delle istituzioni calcistiche. Il presidente federale Giovanni Malagò, il direttore tecnico e presidente del Club Italia Claudio Ranieri e il commissario tecnico Roberto Mancini hanno espresso il proprio cordoglio.

«Il calcio italiano perde una delle sue leggende», ha dichiarato Malagò. «Un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra. Una scelta romantica che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della Nazionale». (riproduzione riservata)