Francia nuovo rischio per i mercati, Barclays: ecco le 23 azioni più esposte
Francia nuovo rischio per i mercati, Barclays: ecco le 23 azioni più esposte
Emmanuel Makonga, strategist di Barclays, spiega perché preferisce la Germania. Lo scenario peggiore, spread Oat/Bund oltre 100 punti base, è improbabile prima dell’inizio del 2027

di Francesca Gerosa 28/08/2026 12:11

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Deficit, elezioni e déjà vu. Così Emmanuel Makonga, strategist di Barclays, intitola un report sulla Francia, scritto dopo l’articolo del Financial Times secondo cui il Paese transalpino sta sostituendo l'Italia come principale fonte di preoccupazione dei mercati sulla sostenibilità del debito europeo, mentre Parigi si avvia a difficili negoziati sulla nuova legge di Bilancio e alle elezioni presidenziali del prossimo anno. 

Francia nuovo rischio per i mercati

Nel confronto con l’Italia, infatti, il rendimento dei titoli di Stato italiani di riferimento a 10 anni, che per anni è stato ben al di sopra di quello francese, ha osservato l’Ft, è rimasto inferiore per gran parte di quest'estate con gli obbligazionisti che chiedono una compensazione aggiuntiva per acquistare il debito francese.

«Le obbligazioni francesi e le azioni francesi sono sotto pressione a causa delle preoccupazioni relative allo scontro sul bilancio e alle elezioni presidenziali del 2027», sottolinea Makonga. «Il premio per il rischio è probabilmente già elevato, ma le preoccupazioni fiscali e l’incertezza politica sono destinate a persistere, pesando sulle azioni francesi maggiormente esposte all’economia domestica. Preferiamo la Germania».

D’altra parte Parigi sta entrando in un periodo prolungato di incertezza fiscale e politica, con le trattative sul bilancio, le revisioni del rating (Moody’s il 23 ottobre e S&P il 27 novembre) e la corsa alle elezioni presidenziali del 2027 che probabilmente manterranno gli investitori in allerta. I sondaggi vedono in testa la leader dell’estrema destra, Marine Le Pen, seguita dal leader dell’estrema sinistra, Jean-Luc Mélenchon.

Tre scenari per lo spread Oat/Bund

Per ora, con il deficit visto rimanere al di sopra del 5% del pil, il debito superiore al 120% del pil e una crescita ancora debole, «un consolidamento significativo appare improbabile, sostenendo un regime di spread strutturalmente più ampio rispetto a quello degli altri Paesi dell’Ue», prevede l’esperto di Barclays. Lo spread Oat/Bund il 28 agosto scende a 85 punti base ma resta sopra gli 83,7 del differenziale Italia/Germania. 

I titoli di Stato francesi, gli Oat, hanno però già incorporato una quantità ragionevole di premio per il rischio, a detta di Makonga. Il rendimento degli Oat a 10 anni è salito fino al 4,13% lo scorso 21 agosto. Il 28 agosto viaggia al 4,12%. Da confrontare con il 4,1% del Btp stessa scadenza.

Gli strategist sui tassi di Barclays vedono, in uno scenario positivo, che richiederebbe la fine del conflitto in Medio Oriente, trattative di bilancio autunnali senza intoppi e un candidato centrista che ottenga buoni risultati nei sondaggi, uno spread Oat-Bund a 60-65 punti base rispetto agli 85 punti base attuali.

Ritengono che lo scenario negativo (95-100 punti base) si possa concretizzare qualora la legge di bilancio d’autunno generi sviluppi sfavorevoli e tensioni sui mercati, il conflitto nel Golfo determini un aumento delle aspettative di un rialzo dei tassi e i sondaggi sulle elezioni presidenziali rimangano incerti.

Lo scenario peggiore, oltre 100 punti base, a loro avviso, è improbabile che si realizzi prima dell’inizio del nuovo anno. Perché ciò si verifichi, dovrebbe aumentare la convinzione che al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2027 possano arrivare soltanto candidati estranei all’area centrista.

Le 23 azioni più a rischio

«Anche le valutazioni e il posizionamento sulle azioni francesi riflettono un atteggiamento prudente, ma una disciplina fiscale in grado di determinare un restringimento duraturo dello spread Oat-Bund rappresenta la condizione fondamentale affinché gli investitori tornino ad aumentare la propria esposizione alla Francia, anziché limitarsi a sfruttare i rimbalzi di breve termine legati a un temporaneo allentamento delle tensioni», aggiunge Makonga.

Nel frattempo, avverte lo strategist di Barclays, il rischio fiscale si sta riflettendo sempre più sui risultati societari, poiché il consenso Ibes incorpora una certa riduzione della pressione fiscale sulle imprese nel 2027, «ipotesi che riteniamo poco probabile. Secondo le nostre stime, un’estensione del sovrapprezzo fiscale temporaneo potrebbe ridurre di circa 8 punti percentuali la crescita dell’utile per azione delle società francesi nel 2027, portandola dal 12,2% al 4,4%», calcola l’analista.

Barclays ha quindi lanciato il nuovo paniere «French domestic risk» (si veda la tabella sotto), pensato per cogliere l’impatto sulle azioni derivante dall’andamento dello spread francese e dai rischi legati alla crescita dell’economia domestica, attraverso le società maggiormente esposte a tali fattori. A livello settoriale, i comparti più sensibili sono quello bancario e quello dei materiali da costruzione. 

Alla luce di tutto ciò, conclude Makonga, «continuiamo a preferire la Germania rispetto alla Francia. Berlino, infatti, combina un miglioramento del momentum dell’attività economica, una maggior flessibilità fiscale e dinamiche macroeconomiche più favorevoli, anche se la politica e un rimbalzo dei prezzi dell’energia sono rischi da monitorare».

Il paniere di Barclays sulla ripresa tedesca è in ritardo rispetto al miglioramento dei fondamentali. Comprende 31 azioni: Flatexdegiro (vendite in Germania 100%), Freenet (100%), Leg Immobilien (100%), Scout24G24 (96%), Vonovia (79%), Commerzbank (71%), Elia Group (67%), Bechtle (59%), Fraport (58%), Hensoldt (57%), E.On (52%), Verbund (48%), Cts Eventim (46%), Rwe (46%), Storebrand (43%), Deutsche Bank (41%), Fresenius (40%). 

E ancora: Vodafone (32%), Spie (32%), Covivio (31%), Thyssenkrupp (31%), Rheinmetall (30%), Geberit (29%), Zalando (28%), Nkt (28%), Tui N (28%), Renk Group (27%), Aurubis (27%), Deutsche Lufthansa (26%), Münch. Rückvers (26%) e Deutsche Post (26%). Al contrario, i titoli francesi domestici rimangono l’espressione più diretta del rischio sovrano, fiscale e politico.

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