Francia e Arabia Saudita unite per creare tre parchi di divertimento per un totale di sei miliardi di euro, tra cui uno a tema Dragon Ball, il popolare manga e anime creato da Akira Toriyama. Il progetto sorgerà vicino a Cergy-Pontoise, a nord-ovest di Parigi, e si prevede che creerà circa 22.000 posti di lavoro.
L’annuncio è stato dato nella serata del 24 agosto proprio dal presidente francese Emmanuel Macron su X: «Conoscete il mio interesse per i manga. Sapete anche quanto io sia determinato ad attrarre in Francia investimenti capaci di creare posti di lavoro e di rendere possibili i progetti più ambiziosi». Il presidente ha parlato di «un evento mai visto dai tempi di Disneyland Paris».
L’idea della collaborazione è nata nel 2025, quando Macron e il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman hanno scoperto di avere una passione comune per Dragon Ball. A finanziare il progetto sarà il gruppo saudita Qiddiya e l’accordo con la Francia rientra proprio nella strategia del regno di diversificare la propria economia e di espandersi in Europa.
«È proprio questo il senso di "Choose France": andare a cercare i progetti più ambiziosi e fare della Francia il Paese in cui diventano realtà. Creare posti di lavoro. Valorizzare l'immagine della Francia nel mondo», ha aggiunto Macron. «Non abbiamo ancora finito di stupire il mondo».
Un nuovo gigantesco polo di divertimento a Nord di Parigi potrebbe essere un problema per Disneyland Paris, che già non naviga in acque tranquille. Secondo un’analisi del quotidiano britannico The Guardian, l’azienda americana ha investito 5,7 miliardi di euro in Euro Disney e, dopo 34 anni, non ha ancora recuperato il capitale investito. Il tutto nonostante i ricavi record e i 16 milioni di visitatori all’anno. Il notevole deficit è causato soprattutto dalle dimensioni del resort, che si espande su una superficie grande quanto un quinto di Parigi.
Ma la creazione di un nuovo parco, con un focus sugli amanti della cultura giapponese, lascia qualche dubbio sulla sostenibilità dell’operazione. Soprattutto dopo che il più iconico parco divertimenti europeo, Disneyland Paris, non è ancora riuscito a rientrare dall’investimento. (riproduzione riservata)