Francesco Gaetano Caltagirone mette un piede anche nel capitale di Unipol. Nel portafoglio della Caltagirone spa sono comparse nel primo semestre dell’anno 500 mila azioni della compagnia bolognese, una partecipazione che al 30 giugno valeva poco più di 12 milioni di euro. Rapportato alle oltre 717 milioni di azioni che compongono il capitale di Unipol, il pacchetto corrisponde a circa lo 0,07%.
L’acquisto emerge dalla relazione finanziaria semestrale della holding romana. A fine dicembre 2025 le azioni Unipol non figuravano tra i titoli detenuti dal gruppo. C’è però un’avvertenza. Quello fotografato dalla semestrale è l’investimento effettuato direttamente dalla Caltagirone spa, la capogruppo quotata. Non si può dunque escludere che l’imprenditore ed editore romano abbia acquistato eventualmente altri titoli Unipol attraverso le holding personali e familiari con cui spesso articola i propri investimenti, a cominciare da FGC spa. La semestrale non offre elementi per affermarlo, ma neppure consente di ricostruire eventuali posizioni detenute al di fuori del perimetro della società quotata.
Restano inoltre sconosciute le singole date degli acquisti. Non è quindi possibile stabilire in quale momento del semestre Caltagirone sia entrato nel capitale della compagnia. Il calendario incrocia l’assemblea ordinaria e straordinaria di Unipol del prossimo 29 aprile, ma dalla documentazione disponibile non risulta possibile accertare se le 500 mila azioni fossero già state acquistate e depositate per partecipare all’assise oppure se gli acquisti siano avvenuti dopo.
Ed è proprio la dimensione ancora contenuta della posizione a lasciare aperta anche un’altra lettura. L’investimento potrebbe avere una valenza strategica, ma potrebbe altrettanto bene trattarsi di una partecipazione puramente finanziaria, acquistata per cogliere un’opportunità di mercato e realizzare una plusvalenza.
Il precedente Eni suggerisce prudenza: nel primo semestre 2026 la Caltagirone spa ha infatti liquidato interamente le 1,2 milioni di azioni del gruppo petrolifero che possedeva a fine 2025. Quel pacchetto, acquistato nel 2025 per circa 16,2 milioni, valeva a fine dicembre circa 19,4 milioni e aveva quindi già maturato una rivalutazione di oltre 3 milioni prima della successiva uscita.
L’ingresso in Unipol assume comunque un significato particolare per il momento in cui avviene. Aggiunge infatti un’altra tessera al portafoglio finanziario del gruppo Caltagirone mentre gli stessi protagonisti si incrociano su più tavoli del risiko bancario e assicurativo. Caltagirone è azionista del Monte dei Paschi con il 10,26% del capitale, mentre Delfin resta il primo socio della banca senese con il 17,53%. In Generali il gruppo Caltagirone detiene invece il 6,32%.
Unipol, dal canto suo, possiede il 19,9% di Bper ed è il primo azionista della banca emiliana coinvolta nel riassetto del credito anche attraverso l’acquisizione prevista di circa 635 sportelli Mps nell’ambito dei rimedi predisposti per l’opas di Intesa Sanpaolo su Siena.
È presto per capire se quelle 500 mila azioni siano l’avvio di una nuova posizione destinata a crescere oppure soltanto una puntata finanziaria. Per ora il pacchetto resta ben al di sotto delle soglie che fanno scattare gli obblighi di comunicazione sulle partecipazioni rilevanti. (riproduzione riservata)