Ford guarda al 2026 come all’anno della ripresa degli utili, nonostante la stangata arrivata dai dazi e dalle difficoltà della divisione elettrica. Il gruppo di Dearborn prevede un risultato operativo (ebit adjusted) compreso tra 8 e 10 miliardi di dollari per l’anno in corso, in aumento rispetto ai 6,8 miliardi del 2025 e leggermente sopra il consenso degli analisti.
A pesare sui conti dello scorso esercizio è stata soprattutto una modifica inattesa delle regole tariffarie, comunicata dall’amministrazione Trump solo il 23 dicembre, che ha ridotto i benefici attesi sulle importazioni di componenti. Il cambiamento ha comportato 900 milioni di dollari di costi aggiuntivi, portando il conto complessivo dei dazi a circa 2 miliardi di dollari, ha spiegato la direttrice finanziaria Sherry House. Senza questo impatto, l’ebit 2025 sarebbe stato pari a 7,7 miliardi.
Nel quarto trimestre Ford ha registrato utili adjusted di 13 centesimi per azione, sotto le attese del mercato (19 centesimi), mentre i ricavi sono saliti a 45,9 miliardi di dollari, oltre le stime. Il risultato netto del trimestre è stato però fortemente negativo (-11,1 miliardi) a causa delle svalutazioni sui programmi di veicoli elettrici, già annunciate nelle settimane scorse.
A complicare il quadro del 2025 ha contribuito anche l’incendio in uno stabilimento di un fornitore di alluminio nello Stato di New York, che ha ridotto la produzione dei pickup F-Series, il modello più redditizio del gruppo. L’impianto non dovrebbe tornare a pieno regime prima dell’estate, continuando a pesare sui risultati di inizio anno.
Nonostante le difficoltà, il management resta fiducioso. Il ceo Jim Farley punta sull’aumento della produzione di Suv e pickup ad alto margine, favorita dall’allentamento delle sanzioni per il mancato rispetto dei target su consumi ed emissioni, che consentirà ai costruttori di spingere sui modelli più profittevoli. «Stiamo vedendo un miglioramento della redditività», ha dichiarato Farley, dicendosi particolarmente ottimista sul 2026.
Un altro tassello chiave è il taglio dei costi: nel 2025 Ford ha ridotto le spese di 1,5 miliardi di dollari, superando del 50% l’obiettivo iniziale. Un progresso che ha contribuito al buon andamento del titolo, salito di circa il 47% negli ultimi dodici mesi, anche se la performance resta inferiore a quella di General Motors.
Resta invece sotto pressione la divisione dei veicoli elettrici e software, che ha registrato perdite per 4,8 miliardi nel 2025 e dovrebbe restare in rosso anche nel 2026. Ford punta ora però su una nuova piattaforma elettrica più economica, da cui nascerà un pickup Ev da circa 30 mila dollari, sviluppato da un team dedicato in California per ridurre tempi e costi di sviluppo. (riproduzione riservata)