Arriva una maxi cedola ai cinque eredi di Silvio Berlusconi da Fininvest. La holding della famiglia ha chiuso il bilancio 2025 con un risultato netto di pertinenza del gruppo di 429,3 milioni di euro, in forte miglioramento rispetto all’utile di 263 milioni del 2024. Un risultato che ha permesso all’assemblea della finanziaria che controlla Mfe-MediaForEurope, Mondadori e il 30% di Mediolanum, di distribuire agli azioni un dividendo che sarà di 150 milioni di euro, in ulteriore aumento rispetto ai 100 milioni staccati l’anno scorso e ai 51 dell’esercizio precedente.
In seguito alla scomparsa dell’ex premier, Marina e Pier Silvio Berlusconi controllano quote paritetiche di Fininvest del 26,5%, arrivando così a detenere insieme circa il 53% dei diritti di voto, mentre Barbara, Eleonora e Luigi detengono in comune circa il 47% della holding.
Nel 2025 Fininvest ha registrato ricavi consolidati di 5,032 miliardi, in crescita del 26,3% rispetto ai 3,985 miliardi del 2024, grazie all'ampliamento del perimetro con l’acquisizione da parte di Mfe della tedesca Prosieben.
Dall’altra parte, la posizione finanziaria netta del gruppo al 31 dicembre 2025 evidenzia un indebitamento per 658,1 milioni, ante applicazione dell’Ifrs 16 e al netto dell’operazione Prosiebensat. Includendo invece l’impatto del gruppo tedesco, l’indebitamento ante Ifrs 16 balza a 2,704 miliardi (921,9 milioni al 31 dicembre 2024) e post Ifrs 16 a 2,991 miliardi. Il patrimonio netto consolidato totale al 31 dicembre 2025 risulta di 5,852 miliardi. «L’incremento dell'anno è integralmente riconducibile all'operazione PS71 (Prosieben), sia per gli esborsi sostenuti nell'ambito dell'Offerta Pubblica di Acquisto sia per il consolidamento dell'indebitamento finanziario della società acquisita», spiega Fininvest dopo l’assemblea che ha approvato i conti 2025.
A perimetro omogeneo, tuttavia, escludendo gli effetti del consolidamento di Prosieben e del consolidamento dell’Ac Monza limitatamente a nove mesi del 2025, i ricavi del gruppo Fininvest evidenzierebbero una flessione del 2,7%.
Il risultato netto della capogruppo Finvest Spa registra un utile di 262 milioni rispetto ai 2,7 milioni del 2024, esercizio influenzato da componenti straordinarie. La pfn della holding presenta un indebitamento pari a 36,2 milioni, in netto miglioramento rispetto ai 175,9 milioni del 31 dicembre 2024. Il netto aumento dell’utile a livello di gruppo è attribuito all'effetto Prosieben su Mfe (principalmente al fatto che il gruppo televisivo nel 2024 aveva dovuto effettuare pesanti svalutazioni sulla partecipazione nelal società tedesca), al miglioramento del business di Banca Mediolanum e all’assenza di perdite del Monza. A livello di capogruppo sono entrati più dividendi, oltre al fatto che non hanno pesato la donazione alla Fondazione Ennio Doris e la svalutazione del Monza.
Come ha sottlineato la presidente di Finvest e Mondadori, Marina Berlusconi, «se vogliamo che l'Europa possa avere il ruolo da protagonista che meriterebbe, occorre anche creare le condizioni perché nascano gruppi imprenditoriali in grado di competere con i giganti globali, che dispongono di risorse e posizioni dominanti senza precedenti». «Non è solo una questione economica – ha sottolineato – è soprattutto una questione di sovranità: significa dare all'Europa la possibilità di competere e far sentire la propria voce negli equilibri internazionali». Ricordando poi come la controllata Mfe sia diventato un «broadcaster di dimensioni continentali, presente, oltre che in Italia, anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo». (riproduzione riservata)